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Una Gru bianca (​​​White Crane) per portare solidarietà, aiuti e cooperazione ad Haiti

Marina Militare · · 3 min di lettura
MBDA Stratus

Era il 12 gennaio del 2010, 12 anni fa, quando un tragico terremoto di magnitudo 7.0 sconvolse la piccola comunità dell’isola di Haiti.

La comunità internazionale si organizzò rapidamente e l’Italia fece la sua parte istituendo una missione umanitaria interforze con il nome di “White Crane” che vide sotto il comando della Marina Militare, la partenza della portaerei Cavour da La Spezia alla volta dell’isola.

L’indomani mattina tutto il mondo apprese del terribile disastro. Migliaia di persone – oltre 200 mila fu il bilancio finale – avevano perso la vita in uno degli eventi sismici più devastanti della storia che spazzò via città e villaggi, strade e vie di comunicazione, facendo affiorare solo fango, macerie e desolazione.

La portaerei Cavour salpò esattamente 6 giorni dopo il terribile evento a prova della volontà italiana di aiutare la popolazione locale già segnata da un’atavica povertà, che si ritrovò dopo quella tremenda scossa, emotivamente ed economicamente in ginocchio: tra affetti da seppellire e strutture da ricostruire.

Con le sue caratteristiche strutturali che le permettono di imbarcare fino a 1200 uomini e 20 aeromobili, Nave Cavour può alloggiare nel suo hangar veicoli, mezzi anfibi e materiali; la portaerei dispone anche di 2 ambulatori medici, 2 sale operatorie, una di rianimazione, una di radiologia, una per trattare le ustioni, 8 posti letto per la terapia intensiva, un laboratorio analisi ed uno odontoiatrico, strutture che si sono rivelate indispensabili.

L’operazione “White Crane” rappresentò il battesimo operativo di Nave Cavour che levò le ancore per la prima volta nella sua storia alla volta di una operazione di assistenza umanitaria e di protezione civile, funzione resa possibile grazie alla sua incontrovertibile polivalenza di utilizzo. Con i suoi 245 metri di lunghezza e 27 mila tonnellate di peso, imbarcò un dispositivo nazionale interforze di oltre 800 persone, camion, attrezzature sanitarie e 6 elicotteri medi, procedendo ad una velocità di navigazione superiore ai 27 nodi, per attraversare l’Atlantico e giungere a Port-au-Prince, la capitale haitiana, nel minor tempo possibile.

La task force “White Crane” era costituita da personale proveniente da tutte le Forze Armate con il supporto della Croce Rossa italiana, personale del dipartimento della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco, un pool di medici volontari dell’​Ares Marche e del GCU Pisa, Funzionari regionali ​e personale locale di supporto. Alla missione italiana partecipò anche personale della fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus e un’equipe di chirurghi e infermieri di Operation Smile Italia​, iniziando così un’importante e duratura collaborazione con la Marina Militare.​

A bordo del Cavour erano presenti anche un contingente brasiliano composto da 76 persone: 45 unità della Marina carioca e 31 unità dell’equipe medica integrata, nonché 2 elicotteri. Un contingente interforze ed internazionale, quindi, espressione di solida volontà condivisa di supportare un paese gravemente provato e sofferente.​

Dopo quasi tre mesi di missione e 14.824 miglia percorse (per un totale di 1900 ore di moto) Il 14 aprile del 2010 Nave Cavour rientrò in Italia, nel porto di Civitavecchia accolta dal plauso e dalla presenza delle autorità politiche e militari italiane.

A 12 anni di distanza da quel tragico evento la chiave di lettura per il successo sul campo è stata la straordinaria capacità di proiezione a grande distanza dalla madre Patria di pregiate capacità, in sintesi la natura “expeditionary” caratteristica della Marina Militare, che ha permesso di agire rapidamente ed in autonomia, arrivare tra i primi sul posto e poter operare immediatamente.

Oltre alla lucidità, professionalità e umanità, le donne e gli uomini che hanno composto quello storico equipaggio hanno tratto ispirazione dal motto “In arduis servare mentem” per operare con animo imperturbato anche nelle difficoltà ed agire rapidamente per salvare ed aiutare più vite umane possibili.

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