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La strategia di IVECO DV conquista la Romania: “volano” ACTL , logistici e armoured

Gianluca Celentano · · 3 min di lettura
MBDA Stratus

Dopo il primo e storico polo produttivo di Bolzano a cui si è aggiunta la realtà di Vittorio Veneto e in tempi più recenti Piacenza (Astra), Iveco Defence Vehicles allarga i suoi orizzonti. Lo stabilimento altoatesino e il marchio Iveco sono riusciti a farsi apprezzare in uno dei mercati più appetitosi, ma al tempo stesso esigenti a livello globale, come quello tedesco. A Ulm è presente un importante stabilimento produttivo, mentre oltremare a Sete Lagoas in Brasile, per le stesse prerogative, è presente dal 2012 il terzo polo internazionale di produzione per clienti dell’America Latina; inoltre per l’esercito brasiliano viene prodotto il veicolo anfibio protetto 6×6 VBTP-MR Guaraní, motorizzato Cursor 9 e con una collaudata meccanica all’interno dello scafo (ad es. la trasmissione ad H) derivata dal nostro Centauro.

In Europa, Iveco DV, apre un’altra filiera produttiva a Petresti (DB) in Romania. L’inaugurazione del polo rumeno è avvenuta il 9 aprile 2021 e riguarderebbe una business strategy mirata a motorizzare buona parte di un esercito posto nell’est Europa, dove non manca certo la concorrenza dei truck e tattici del blocco est. Ricordiamo che il prodotto Iveco è già diffuso e apprezzato in Romania nell’ambito della logistica e dei trasporti civili.

Una Romania sempre più europea

Sotto l’aspetto geopolitico lo stato rumeno aspirava già da tempo a sentirsi parte integrante dell’identità occidentale e l’adesione agli organismi internazionali come la NATO e l’Unione Europea sono stati percepiti di buon grado dalla maggioranza della sua popolazione a vocazione occidentale.

Con questi presupposti storici, disattesi invece nel sud est del mediterraneo dalla Turchia, la collaborazione tra Iveco DV e Romania è iniziata con la commessa di 57 camion ad alta mobilità nel 2015 e i successivi 173 nel 2017 (ACTL in varie conformazioni). Alla luce di questa realtà, nel 2019 il Ministero della Difesa rumeno, nell’ambito di un accordo quadro che comprende la produzione di oltre 2.900 trucks High Mobility (“truck” è un termine abbastanza generico per camion) ha dato luce verde a Iveco Defence Vehicles in partnership con Geo-Sting, per la realizzazione in tempi record di un sito per l’assemblaggio di veicoli militari tattici e logistici ad alta mobilità. La produzione in serie dovrebbe iniziare con una capacità produttiva stimata in 440 unità all’anno, contando anche sul supporto produttivo degli stabilimenti italiani di Iveco Defence Vehicles. Il portafoglio produttivo prevede 16 diverse tipologie di camion ad alta mobilità, con e senza cabine protette, secondo le specifiche configurazioni richieste dal Ministero della Difesa rumeno.

L’Italia è indipendente

Le produzione dei tattici italiani in altri Stati non rappresenta, a quanto si apprende, una delocalizzazione del comparto all’insegna del low cost militare, infatti l’HQ di Iveco DV nel nostro paese è indipendente, funzionale e autosufficiente per queste produzioni. Piuttosto si tratta di un legame tecnico molto più vicino e concreto con i maggiori clienti militari e, senza dubbio, un riferimento polivalente del marchio Iveco, oltreché un bacino di produzione con costi inevitabilmente più bassi.

Il sito rumeno di Iveco DV, sorto necessariamente per effetto di importanti contratti, rappresenta per la galoppante economia di questo Stato, un’ulteriore opportunità di sviluppo e assistenza. Questa nuova realtà, non svolgerà attività nella produzione di import-export ma, come già detto, solo di assemblaggio di componenti provenienti dall’Italia. Il ritorno economico è chiaramente diretto alla londinese CNH Industrial, holding del gruppo torinese; poco male se consideriamo le recentissime notizie che vedrebbero ancora italiana la produzione civile di Iveco.

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