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Libano: esercitazione Blue Storm 2020

stato maggiore difesa Stato Maggiore Difesa · · 2 min di lettura
MBDA Stratus

Blue Storm 2020 è un’esercitazione a fuoco multinazionale svolta, pochi giorni fa, nel poligono di Naqoura nel sud del Libano.

L’evento addestrativo è stato pianificato e condotto dai Caschi Blu della brigata “Granatieri di Sardegna” che attualmente compongono la Joint Task Force Lebanon – Sector West al comando del gen. b. Diego Filippo Fulco.

L’esercitazione ha coinvolto tutte le unità del Settore Ovest: ItalBatt (Italia), GhanBatt (Ghana), MalBatt (Malesia), RoKBatt (Repubblica di Korea), oltre ad assetti della Sector Mobile Reserve e della 5^ brigata delle Lebanese Armed Forces (LAF).

Scopo dell’esercitazione verificare l’efficacia delle procedure per il supporto di fuoco dei mezzi blindati e migliorare il coordinamento e la cooperazione tra le pedine operative che quotidianamente sono impegnate sotto le insegne UN.

VTLM “Lince”(Veicolo Tattico Leggero Multiruolo)  con sistema HITROLE (Highly Integrated Turret Remotely Operated Light Electrical) equipaggiato con lanciagranate da 40mm e blindo “Centauro” con cannone da 105mm assieme gli APC (Armoured Personnel Carrier) malesi, ghanesi e coreani e ai carri M48 Patton dell’esercito libanese i protagonisti dell’esercitazione.

I mezzi pesanti rappresentano una componente fondamentale delle forze dispiegate a sud del Litani; la possibilità di disporre di questi assetti garantisce infatti la deterrenza, elemento prezioso per l’implementazione della UNSCR (United Nation Security Council Resolution) 1701.
Mantenere la stabilità, la pace e la sicurezza dell’area è un pilastro del mandato di UNIFIL. Per raggiungere questo fine è importante che i paesi contribuenti, ben 44 di cui 14 alle dipendenze della Task Force a guida italiana, siano preparati e in grado di operare in maniera integrata.
Attività come la Blue Storm servono ad aumentare l’interoperabilità, ovvero la capacità di lavorare assieme con procedure tecnico-tattiche acquisite.

350 uomini, 30 blindati, oltre 5000 munizioni di vario calibro, sono i numeri dell’attività che, visitata dal generale di divisione Stefano Del Col, comandante della missione e dal generale Edgar Lawandos, comandante della 5ª brigata dispiegata a nord della Blue Line, ha rappresentato un esempio del legame che unisce professionalmente i peacekeeper di UNIFIL con l’esercito libanese in linea con quanto sancito dalla risoluzione 1701.

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