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L’Italia come madre e matrigna degli italo-venezuelani. Facciamo sempre i soliti errori…

David Rossi David Rossi · · 3 min di lettura

L’Italia decide di non decidere.

Nonostante il Venezuela ospiti la quarta comunità italiana all’estero con poco meno di due milioni di oriundi del Bel Paese che vivono nella “Repubblica Bolivariana” e l’Italia sia la sede di elezione di 150.000 cittadini venezuelani, la quinta comunità più grande della diaspora del Paese latino-americano.

Nonostante le modeste relazioni economiche e i magri interessi delle Big Companies italiane in loco: ENI vi produce 61.000 barili di petrolio al giorno, più o meno quanto nel giacimento di Trecate… Non risulta, per altro, che al di là dei ringraziamenti di Maduro siano arrivate offerte o fatte pervenire richieste del Cane a sei zampe che giustifichino politicamente tanta ignavia.

Nonostante per noi un Venezuela pacificato e di nuovo aperto ai commerci vorrebbe dire una marea nera di petrolio (e in parte anche di gas naturale) che si riversa nei mercati mondiali e fa crollare i prezzi. Certo, questo non conviene a molti produttori di petrolio che se il prezzo del greggio scende troppo… lo devono vendere letteralmente sottocosto, come lo yogurt in procinto di scadere al supermercato: ma chi ci governa e le opposizioni, si sa, sono uomini d’onore che per prima cosa pensano all’interesse nazionale e non barattano il Venezuela con nessuna relazione di amicizia o per posizioni puramente ideologiche…

Nonostante tante premesse, giustificative di una presa di posizione contraria a un satrapo asiatico come Maduro, traditore persino del chavismo, oggi, come nel 1914, abbiamo deciso, nonostante le giuste proteste del ministro degli Interni e secondo azionista del gabinetto Conte, di non schierarci. Lo abbiamo fatto secondo una vergognosa tradizione, per cui nel momento nel quale la Storia bussa alla porta e le decisioni vengono prese da tutti gli Stati, noi ce ne stiamo da una parte, in attesa degli eventi. Lo abbiamo fatto senza curarci nemmeno degli interessi di media potenza politica e di una comunità italiana comunque ridotta in miseria. Eppure, il Paese latino-americano è “particolarmente rilevante”, come dicevamo, “per i tanti italiani che vivono in Venezuela e per i tanti venezuelani di origine italiana. Una condizione che ci richiede senso di responsabilità e chiarezza su una linea condivisa con tutti i nostri alleati e i nostri partner l’Ue”. Sono parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, secondo il quale “non ci può essere incertezza o esitazione sulla scelta tra volontà popolare e richiesta di autentica democrazia da un lato e dall’altro la violenza della forza e le sofferenze della popolazione civile”1.

Niente di nuovo sotto il sole…

1 Quante volte, chi scrive, si è chiesto come sarebbe cambiata la Storia d’Italia se nel 1914 (Prima guerra mondiale), nel 1922 (marcia su Roma) e nel 1938 (leggi razziali) al Quirinale avessimo avuto un uomo come l’attuale Capo dello Stato e non il mai rimpianto “Curtatone”…

Foto: archivio Quirinale

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