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Operazione Atalanta: sei sospettati di pirateria fermati da Nave Virginio Fasan 350 nm ad est delle coste della Somalia

stato maggiore difesa Stato Maggiore Difesa · · 3 min di lettura

Il giorno 19 Novembre, Nave Virginio Fasan ha intercettato e sottoposto a fermo un gruppo di sei persone sospettate di...

Il giorno 19 Novembre, Nave Virginio Fasan ha intercettato e sottoposto a fermo un gruppo di sei persone sospettate di atti di pirateria. I sei, tutti di nazionalità somala, a bordo di due piccole imbarcazioni, avevano tentato l’abbordaggio nei giorni precedenti di un portacontainer e di un peschereccio d’altura, battenti rispettivamente bandiera panamense e delle Seychelles. Gli eventi si sono svolti tra il 17 e 19 novembre a circa 320 miglia nautiche a SE dalle coste somale all’altezza della città di Mogadiscio, in Oceano Indiano.

L’azione, diretta dal comandante in mare dell’operazione EU NAVFOR Somalia – Atalanta, contrammiraglio Fabio Gregori imbarcato su Nave Virginio Fasan, ha visto l’intervento congiunto della fregata italiana, con l’elicottero di bordo ed il team della brigata marina San Marco, nonché di un aereo da pattugliamento marittimo spagnolo (MPRA), appartenente anch’esso alle Forze Europee dell’Operazione Atalanta.

In particolare, Nave Fasan si trovava il giorno 17 novembre in pattugliamento a circa 60 miglia nautiche dalla costa sud della Somalia, quando ha ricevuto informazioni su un attacco di pirateria al portacontainer. L’unità militare si è diretta quindi alla massima velocità verso la posizione dell’evento, mentre veniva ordinato all’aereo da pattugliamento spagnolo di sorvolare la stessa zona di mare per effettuare una ricerca approfondita in area.

Lo stesso velivolo, durante la mattina del 18 novembre, ha acquisito notizia che un peschereccio era stato anch’esso attaccato da un gruppo di pirati armati. Intensificando le ricerche in area, la sera del 18 novembre, l’elicottero di bordo di Nave Fasan è riuscito ad identificare due piccole imbarcazioni in una posizione coerente e correlabile con quella degli avvenuti attacchi.

La mattina del 19 novembre Nave Fasan ha abbordato alcuni barchini per effettuare l’ispezione del personale e del carico. Gli elementi caratteristici riscontrati durante l’ispezione delle imbarcazioni hanno permesso di riconoscere quest’ultime come le imbarcazioni responsabili degli attacchi alle unità mercantili. Ciò è stato possibile anche grazie alle informazioni fotografiche e alle testimonianze fornite dagli equipaggi delle stesse.

Queste evidenze, unite all’infondatezza e alla incoerenza di alcune informazioni fornite dai sei sospettati durante l’ispezione, ha portato il comandante di Nave Fasan, c.f. Sebastiano Rossitto, a procedere al fermo degli equipaggi.

In seguito al fermo, i sospetti pirati sono stati portati a bordo della fregata Virginio Fasan in attesa che si concludano ulteriori accertamenti allo scopo di confermare la possibilità di perseguirli legalmente in virtù degli accordi internazionali esistenti in materia tra l’Unione Europea e gli Stati costieri maggiormente attivi nel contrasto al fenomeno della pirateria.

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