Echi della Grande Guerra, giovedì 14 settembre, all’Hotel Excelsior di Marina di Massa, ove nel consueto incontro settimanale del Rotary Club Marina di Massa Riviera Apuana del Centenario, si è tenuta una conferenza per commemorare quel tragico periodo della nostra storia nazionale, approfondendo, fra gli altri argomenti, l’impegno supremo dell’Esercito Italiano.
Di fronte ad una vasta platea che ha visto la presenza delle principali autorità istituzionali locali, il sottosegretario Cosimo Ferri, s.e. il prefetto Enrico Ricci ed il questore Giuseppe Ferrari accompagnati dalle consorti, il giudice Alessandro Pellegri del tribunale di Massa, il caporedattore de La Nazione, dr. Marzio Pelù, ed il caporedattore de Il Tirreno, dr. Massimo Braglia, e Gianni Romanelli presidente A.N.A. sezione di Massa.
Il sottosegretario Ferri ha fatto una prolusione alla serata con parole di stima e riconoscenza per il generale Panizzi e per il Rotary Apuano, ricordando l’attaccamento dell’alto ufficiale e del Club al territorio Apuano. Ha ricordato in oltre l’impegno del governo per le celebrazioni del Centenario della Grande Guerra.

Il presidente del Rotary Club, dr. Andrea Mosca, ha sottolineato l’importanza del ricordo, a cento anni di distanza, di un evento fondante della nostra Patria, che ha visto il coinvolgimento dell’intera nazione e il sacrificio di tanti soldati. “Ricordando – ha detto Mosca – si trarranno gli insegnamenti che potranno consentire, in futuro, che tragedie di questa portata non accadano di nuovo”.
Nel corso del suo intervento il generale Panizzi – carrarese di nascita ed in servizio a Bolzano quale vice comandante delle truppe alpine per il territorio – ha sviluppato un’ampia panoramica dei più importanti aspetti della Grande Guerra. Dopo aver ricordato le fasi salienti del conflitto in Italia, in Europa e negli altri fronti dello scontro armato, il conferenziere ha approfondito alcuni dei temi chiave fra i quali, principalmente, il carattere di globalità dell’evento bellico: “La straordinarietà di quel conflitto – neppure lontanamente paragonabile a quelli del Risorgimento e delle prime imprese coloniali – sta nell’eccezionale complessità dei fattori politici, militari, economici, ideologici e sociali in gioco, in un contesto che vedeva l’intera Nazione trascinata nello sforzo bellico, con oltre 5 milioni di mobilitati e la partecipazione delle stesse donne, come crocerossine, giornaliste al fronte, operaie nella produzione bellica delle industrie e contadine. Il Centenario della Grande Guerra costituisce un’occasione unica per conoscere ed approfondire pagine di storia militare e patria, profondamente costitutive del nostro essere e sentirci Italiani”.
La Grande Guerra, come rappresentato nel Calendario Esercito 2017, diede il via, fra l’altro, ad una serie di innovazioni di carattere culturale, sociale, scientifico e tecnologico.
Nel ripercorrere le fasi principali di quello che, come già sottolineato, è ricordato quale primo conflitto “globale”, il relatore ha approfondito il ruolo avuto dal nostro Esercito, attraverso il racconto appassionato della vita quotidiana del soldato, delle speranze e delle paure dei combattenti, degli atti di eroismo, delle imprese divenute leggenda e, infine, delle gesta non solo legate al desiderio di sopravvivere e di tornare a riabbracciare gli affetti, ma anche, genuinamente, a quello di poter contribuire alla costruzione di una Nazione migliore.
A tale riguardo, Panizzi, ha illustrato il significato della mostra itinerante intitolata “La Grande Guerra. Fede e Valore”, ideata e proposta a più riprese dallo Stato Maggiore dell’Esercito, per commemorare il Centenario del conflitto. “L’Esercito Italiano – ha detto – divenne veramente l’Esercito degli Italiani, che in esso si identificarono”.
Panizzi ha arricchito il suo intervento con una riflessione sul senso e sull’importanza del ricordo di quanto è accaduto e su quanto lo studio della storia sia doveroso per “approfondire con serenità e obiettività questo capitolo vasto e complesso, anche per onorare la memoria di quei tanti Italiani che con il loro sacrificio hanno contribuito a costruire un mondo diverso, quello in cui noi tutti abbiamo la fortuna di vivere”.

L’appello del generale è rivolto soprattutto ai giovani, i quali devono sapere che “la pace non è un bene scontato. Conservarla e difenderla può avere un costo elevatissimo”. Da qui il dovere di ricordare chi ha combattuto, sofferto e perduto la vita per difendere quella libertà di cui noi tutti oggi godiamo. L’invito è a visitare i numerosi Sacrari e Musei Militari presenti nel nostro Paese, veri e propri luoghi sacri che trasmettono naturalmente emozioni, valori e testimonianze e racchiudono forti contenuti educativi. “L’amore per la Patria si impara, soprattutto riappropriandoci della nostra storia, leggendo, studiando, riflettendo”.
Ha terminato il suo intervento parlando degli alpini di oggi. Impegnate su più fronti, le truppe alpine dell’Esercito Italiano svolgono un costante e concreto servizio al Paese: oltre alle missioni internazionali, all’operazione “Strade Sicure”, le nostre Penne Nere sono state e sono impegnate nelle zone colpite dal terremoto, nell’emergenza neve, nella bonifica di residuati bellici e nelle campagne antincendio.
Un impegno, a 360 gradi dei militari dell’Esercito, reso possibile grazie alle capacità acquisite all’estero e ai mezzi e alle tecnologie duali, impiegabili sia nelle operazioni militari, sia in supporto alla popolazione, in linea con il “Libro Bianco” della Difesa.
Ancora una volta il Rotary ha mostrato quale importante ruolo esso svolga per la società per la quale, rappresenta un fondamentale polo culturale di riferimento e di aggregazione, riuscendo a promuovere e a realizzare iniziative di rilevanza, nello spirito di servizio e nell’orgoglio di appartenenza, iniziato nel lontano 1905.
Nel 2018 cadrà il Centenario della Battaglia di Vittorio Veneto e della conclusione del conflitto: un appuntamento che anche il Rotary di Marina di Massa si prepara a celebrare, onorando la memoria dei nostri caduti con iniziative culturali attualmente allo studio.

Il presidente Mosca, a sorpresa, ha insignito l’illustre apuano con il conferimento della PHF, Paul Harris Fellow, la più alta onorificenza che il Rotary International concede a donne e uomini che eccellono nella società con il loro operato.
Motivazione:
Il Rotary Club Marina di Massa Riviera Apuana del Centenario è lieto di conferire l’alta onorificenza rotariana, PHF “Paul Harris Fellow” al NH Gen. Div. MASSIMO dr. PANIZZI capace protagonista della miglior cultura militare ed eccellente testimone degli italici valori
Massa 14 settembre 2017
Il riconoscimento va ad aggiungersi al cospicuo palmares conseguito dall’illustre ospite.
È seguito ampio ed interessante dibattito tra i numerosi soci ed ospiti.

