La Corea del Nord ha lanciato due missili balistici a medio raggio Ro Dong (No Dong), uno di questi è esploso durante la fase di spinta. È quanto comunicano dal Ministero della Difesa della Corea del Sud.
I missili sono stati lanciati dalla regione sud-occidentale di Eunyul. Il secondo No Dong ha volato per circa mille chilometri prima di schiantarsi nelle acque al largo della costa orientale della Corea del Nord.
Secondo Tokyo, il missile del Nord sembra essere caduto nella zona economica esclusiva (ZEE), circa 250 km ad ovest della Prefettura di Akita, nel nord-est del Giappone.
Ciò dimostra che il processo di sviluppo del sistema No Dong continua. Sebbene non ancora affidabile, i progressi nello stabilizzare un asset in grado di colpire un bersaglio a 1300 chilometri di distanza sono evidenti.
L’ultimo test risale al 19 luglio scorso, quando il Nord lanciò tre missili, due Ro Dong ed uno Scud, in risposta alla mossa di Seoul di implementare il sistema THAAD statunitense nel paese. La città meridionale di Seongju ospiterà il Sistema di Difesa d’Area Terminale ad Alta Quota. Il sistema missilistico sorgerà nella provincia di Gyeongsang, 296 km a sud est di Seul. Il sito prescelto è ritenuto ideale per intercettare i missili balistici in entrata provenienti dalla Corea del Nord, a protezione delle aree sensibili del paese come gli impianti nucleari ed i pozzi petroliferi.
Secondo le analisi effettuate, il nuovo asset consentirà di difendere due terzi del territorio della Corea del Sud. I siti nella città di Daegu e Pyeongtaek non sono stati ritenuti idonei. Il sito è stato scelto per massimizzare l’efficacia militare, garantendo nel contempo la sicurezza della popolazione locale. Il sistema THAAD sorgerà poco distante da un’unità d’artiglieria della Corea del Sud nel villaggio di Seongsan, ad un miglio da Seongju.
La Cina si è formalmente opposta al nuovo asset di difesa, temendo che il radar di allerta precoce possa essere utilizzato per monitorare le mosse militari di Pechino. Nella nota congiunta, Washington e Seoul rilevano che “lo scudo difensivo sarà diretto solo contro la Corea del Nord”.
Il Kinetic Kill del Terminal High Altitude Area Defense o THAAD, è ritenuto in grado di distruggere nella sua fase terminale di volo, un missile balistico a medio e corto raggio grazie all’energia cinetica da impatto. Lockheed Martin, conferma un raggio di azione di 200 km ad un’altitudine operativa di 150 km ed una velocità massima di Mach 8.24. I sistemi THAAD chiuderebbero il cerchio difensivo a protezione dello strato esterno della Corea del Sud, integrandosi ai sistemi Aegis e Patriot già attivi. I lavori sul sito sono già iniziati. Il sistema THAAD sarà operativo entro la fine del prossimo anno.
Pyongyang, che ha chiuso il suo ufficio alle Nazioni Unite, unico canale di comunicazione con gli Stati Uniti, continua a sviluppare la tecnologia dei missili balistici, nonostante il divieto imposto dalle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Dall’insediamento di Kim Jong-un, alla fine del 2011, la Corea del Nord dovrebbe aver testato 32 missili balistici. Sei missili Musudan (gittata stimata di circa 3.000/4.000 chilometri) e sei No Dong sono confermati ufficialmente. Il missile balistico a singolo stadio No Dong ha una gittata stimata di 1300 chilometri con una capacità di carico di 700 chilogrammi.
Il missile balistico Musudan, copia per impiego terrestre del sistema sovietico SS-N-6 Serb, teoricamente potrebbe colpire Guam così come le isole Aleutine, nel Pacifico settentrionale. Sebbene siano plausibili delle modifiche apportate per aumentare la gittata del missile, si tratterebbe comunque di un vettore in grado di trasportare una sola testata nucleare da 1-1,2 Mt.
