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Russia, sottomarini Borei in allerta permanente: la nuova deterrenza strategica del Cremlino

Franco Iacch Franco Iacch · · 5 min di lettura
MBDA Stratus

I sottomarini strategici classe Borei, Yuri Dolgoruky e Vladimir Monomakh in servizio con la Flotta del Nord, sono stati assegnati alla forza di allerta permanente. E’ quanto ha comunicato l’ammiraglio Nikolai Yevmenov, comandante della Flotta del Nord. Yevmenov ha aggiunto che i sottomarini strategici della flotta effettuano regolarmente missioni di pattugliamento nell’Artico e nel globo.

I sottomarini di quarta generazione classe Borei comporranno la spina dorsale del deterrente nucleare strategico della marina russa. Andranno a sostituire i sottomarini classe Typhoon, Delta-3 e Delta-4. I primi tre Borei, Progetto 955, sono il K-535 Yury Dolgoruky che si è unito alla Flotta del Nord nel gennaio del 2013, seguito dal K-550 Aleksandr Nevskij (foto) alla fine di dicembre dello stesso anno. Il Nevskij è in servizio con la Flotta del Pacifico. Il K-551Vladimir Monomakh è entrato in servizio nel 2014. Il quarto Borei, lo Knyaz Vladimir, Progetto 955/A, è in costruzione dal luglio 2012 presso il cantiere Sevmash, nel nord della Russia. La costruzione del quinto sottomarino a propulsione nucleare il “Knyaz Oleg” è iniziata nel luglio del 2014.

I lavori sul “Generalissimus Suvorov” sono iniziati nel dicembre dello scorso anno. Poche settimane dopo anche il settimo Borei, battezzato Imperator Aleksandr III, è entrato in produzione nei cantiere di Severodvinsk. L’ultimo della classe, lo Knyaz Pozharskiy, dovrebbe essere avviato entro il prossimo dicembre. Nonostante le indiscrezioni, non ci sono conferme su altri due possibili sottomarini.

Entro il 2020, il Marina russa conta di operare su un totale di otto sottomarini balistici classe Borei: tre 955 e cinque 955-A. Considerando le modifiche strutturali, non sarebbe un errore definire i sottomarini 955-A come una classe Borei-II. Progettata su uno scafo idrodinamico pensato per ridurre le emissioni di rumore a banda larga, la classe Borei è la prima nella marina russa ad utilizzate una propulsione pump-jet. I sottomarini Borei sono lunghi 170 metri, con un diametro di 13 metri ed una velocità massima in immersione di 46 chilometri all’ora conferita dal reattore nucleare OK-650. La profondità operativa è attestata sui 380 metri (test massimo avvenuto a 450 metri).

Ogni Borei dovrebbe trasportare da sedici a venti missili “Bulava” (solo per i 955A), ognuno dei quali dotato da sei a dieci testate Mirv. I russi nutrono ottimismo per i missili Bulava ed i sottomarini classe Borei, a cui è demandata la deterrenza nucleare almeno fino al 2050 (dopo l’abbandono degli studi sul missile R-39UTTH Bark). I lanci di prova si concluderanno entro l’anno. I missili saranno lanciati dai sottomarini della Flotta del Nord e del Pacifico.

Il missile a tre stadi “Bulava”, nome in codice Nato SS-N-30 Mace, è la versione navale del più avanzato missile balistico russo, l’SS-27 Topol-M. Può essere lanciato anche in movimento. Trasporta fino a 10 testate Mirv, può colpire bersagli fino ad otto mila chilometri di distanza ed è progettato per equipaggiare esclusivamente i sottomarini nucleari classe Borei (le modifiche sui Typhoon sono state ritenute troppo costose).

Nonostante i numerosi fallimenti dovuti a difetti di fabbricazione, l’esercito russo sostiene che non vi è alcuna alternativa al Bulava. A causa del fallimento durante i test dei nuovi missili intercontinentali Bulava, i Borei non sono ancora in grado di svolgere il loro compito primario e cioè la deterrenza nucleare. Ogni missile “Bulava” (lungo 12,1 metri, diametro di 2,1 metri e pesante 36,8 tonnellate) è armato con 6-10 testate termonucleari per 96-196 testate a sottomarino. La possibile copertura di obiettivi sensibili, considerando la gittata di ottomila chilometri, potrebbe essere il Mare di Barents ed il Mare di Okhotsk. Se i russi lanciassero da queste aree, potrebbero colpire qualsiasi punto degli Stati Uniti continentali.

Il primo Borei, lo “Yury Dolgoruky” K535, è costato al governo russo poco meno di 720 milioni di dollari, inclusi capitoli di ricerca e sviluppo. Entro i prossimi tre mesi, i russi dovrebbero effettuare un lancio multiplo di missili balistici intercontinentali. I test rientrano nelle manovre (supplementari) pianificate dall’ammiragliato russo per l’entrata in servizio del sistema d’arma deterrente strategico. E’ confermato che a lanciare i missili Bulava saranno i sottomarini classe Borei Yuri Dolgoruky e Vladimir Monomakh. I lanci multipli dovranno dimostrare l’affidabilità dei sottomarini, che dovranno essere in grado di far fuoco in movimento, ad una profondità di 50 metri e con il mare mosso. I russi, però, detengono un particolare record: quello di aver lanciato un’intera salva di missili balistici (disarmati) da un sottomarino.

Il 6 agosto del 1991 il sottomarino classe Delta IV K-407 Novomoskovsk, è entrato nella storia per aver lanciato, con un intervallo di pochi secondi, 16 missili balistici (RSM-54) del peso complessivo di quasi 700 tonnellate. L’operazione “Behemoth-2” ha dimostrato la capacità di lanciare, in caso di possibile scenario nucleare, l’intera salva di missili strategici dalle profondità del mare, quindi da una posizione di sicurezza. Il record degli Stati Uniti appartiene al sottomarino nucleare capofila della classe Ohio, che ha lanciato quattro missili Trident-2.

Non è ancora chiaro quanti Bulava lanceranno i russi, ma dopo i ritardi ed i problemi con lo sviluppo dei nuovi missili, Putin potrebbe ordinare un lancio totale per sancire l’entrata in servizio del sistema d’arma ed il conseguente inizio dei pattugliamenti strategici.

(foto: MoD Fed. russa)

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