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Pentagono: “i cinesi hanno testato con successo il loro primo treno della morte, contro di essi non esiste difesa”

Franco Iacch Franco Iacch · · 3 min di lettura

I cinesi hanno testato con successo il loro primo “treno della morte”, sistema su rotaia in grado di lanciare un missile balistico. Secondo quanto rilevato dalla rete satellitare del Pentagono, il test si sarebbe svolto il 5 dicembre scorso.

In sviluppo dal 1982, secondo quanto si apprende dai documenti della CIA recentemente declassificati, il sistema su rotaie cinese si basa sulla tecnologia del precedente “rail-mobile” sovietico.

I cinesi – aggiungono dal Pentagono – negli ultimi venti anni hanno sviluppato un vasto sistema ferroviario sotterraneo, da dove spostare i propri treni armati con testate nucleari. Se quel treno entrasse in servizio, gli Stati Uniti non potrebbero far assolutamente nulla ed avrebbero contezza dell’attacco nucleare, soltanto a lancio avvenuto.

Le informazioni sul DF-41 poi, sono ancora molto scarse. Pechino dovrebbe averne costruito una dozzina su rampa mobile (e altri dodici in riserva).

Quelli che dovrebbero equipaggiare i treni, farebbero parte di una nuova catena di montaggio. Il DF-41 dovrebbe essere in grado di trasportare fino a dieci testate manovrabili a rientro multiplo indipendenti da 250 chilotoni a quattordicimila chilometri di distanza (dato non confermato). Se le indiscrezioni fossero confermate, i DF-41 potrebbero tempestare gli Usa con 120/240 testate nucleari.

Pechino dovrebbe possedere, secondo un’ultima stima della Difesa USA, complessivamente circa 300 testate nucleari.

I treni della morte di Mosca

Durante la Guerra Fredda, l’URSS aveva in servizio dodici “treni fantasma” chiamati “Combat Railway Missile Complex” ed equipaggiati con tre lanciamissili balistici.

Per la prima volta dal 2005, anno in cui è stato paventato il possibile riutilizzo del sistema deterrente, il Cremlino ha dato il via alla produzione dei nuovi “treni della morte”.

Nel 1969 l’Unione Sovietica, in risposta alla potenza nucleare dei sottomarini USA, schierò sull’intero territorio dodici treni atomici perfettamente camuffati e che, di fatto, annullarono la rilevazione satellitare militare americana.

Il concetto del “Nuke Train” è una proiezione speculare terrestre del servizio deterrente balistico svolto dai sottomarini: i treni, però, sono molto meno costosi. Dato che era impossibile determinare con precisione il luogo da dove avrebbero potuto lanciare i missili, i convogli (praticamente impossibili da identificare) sono stati soprannominati come “treni della morte” o “treni fantasma”.

I “Barguzin” sono stati radiati dal servizio nel 1993. Un treno nucleare è praticamente impossibile da rilevare: utilizzano le stesse automotrici del trasporto civile ed i convogli sono identici a quelli refrigerati già in servizio.

La nuova piattaforma ferroviaria nucleare russa avrà una potenza devastante. Ogni treno sarà armato con sei missili RS-24, ognuno in grado di trasportare quattro testate MIRV (verosimilmente MARV dal sesto treno in poi). Ogni convoglio potrà lanciare 24 testate termonucleari a rientro multiplo indipendente. Ciò significa che un solo treno potrebbe essere in grado di bersagliare 24 città.

L’RS-24 ‘Yars’ (nome in codice Nato SS-29) è un missile balistico intercontinentale di quinta generazione. E’ una versione aggiornata del missile balistico ‘Topol-M’ ed è stato testato ed ufficialmente presentato nel 2007, in risposta all’installazione dello scudo missilistico della Nato in Polonia. L’RS-24 è in grado di colpire bersagli ad una distanza massima di dodici mila chilometri con un errore di 50 metri. E’ uno degli ICBM più veloci del mondo, con un’accelerazione finale di oltre mach 20.

I nuovi treni potranno resistere all’onda d’urto di una testata nucleare e saranno in grado di percorrere fino a mille chilometri al giorno alla velocità di 100 chilometri con un’autonomia di un mese. Mosca avrebbe già messo in produzione cinque “treni della morte”.

(foto: Asian Arms Control Project / Wikimedia)

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