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4 giugno 1983: Varo dell’Incrociatore portaeromobili Giuseppe Garibaldi

Redazione Difesa Online Redazione Difesa Online · · 3 min di lettura

Entrata in servizio nel 1985, ha come abituale porto di assegnazione Taranto e, a partire dal 2014, è stata posta alle dipendenze organiche ed operative del neo costituito Comando del Terzo Gruppo Navale, di stanza nella base di Brindisi. Grazie alla propria versatilità d’impiego, ha svolto negli anni un ruolo fondamentale in tutte le principali missioni internazionali che hanno visto impegnata la Marina Militare.

La prima attività a cui la Nave ha preso parte è stata l’operazione RESTORE HOPE in Somalia, dal 18 febbraio al 5 aprile del 1994, in supporto alle operazioni anfibie per il rientro del contingente italiano. Sempre in Somalia, dal gennaio al marzo del 1995, l’Unità ha fatto parte dalla Task Force UNOSOM in supporto al contingente ONU.

Nell’ambito dell’operazione DINAK, quando l’Italia ha fornito un fondamentale supporto operativo e logistico alle operazioni alleate per la risoluzione della crisi jugoslava, Nave Garibaldi è stata impiegata in Adriatico dal 26 aprile al 17 giugno 1999. Dal novembre 2001 al marzo 2002 l’Unità ha partecipato come portaerei e sede di Comando, all’operazione ENDURING FREEDOM, restando continuativamente in mare per 87 giorni senza scali tecnici e percorrendo circa 20000 miglia. Per tutto il periodo, l’Unità è stata impiegata come mezzo navale per le attività di controllo, intercettazione ed interdizione in mare, nonché come piattaforma di lancio per i velivoli AV8B+ che, unitamente ad altri assetti aerei della coalizione, hanno effettuato missioni di supporto ed interdizione aerea sul territorio afghano.

Nell’estate del 2006 la Marina Militare è prontamente intervenuta nella crisi in Libano, in un primo momento con l’operazione MIMOSA e successivamente con l’operazione LEONTE di cui, dal 29 agosto al 19 ottobre, Nave Garibaldi è stata sede di Comando. In questo periodo l’attività del gruppo aereo imbarcato ha contribuito al controllo del traffico mercantile in transito verso le coste libanesi, mentre l’attività della forza navale è stata incentrata sullo sbarco anfibio nel Libano meridionale per l’introduzione di un contingente interforze di circa 1000 militari dell’allora Reggimento San Marco, dei Lagunari e delle Forze Speciali.

Nel marzo 2011, nell’ambito della crisi libica, Nave Garibaldi ha fornito supporto alle attività internazionali nell’operazione ODISSEY DAWN. Successivamente, dal 26 marzo al 26 luglio, l’Unità ha preso parte all’operazione UNIFIED PROTECTOR, di cui per circa due mesi è stata anche la sede di Comando. L’attività condotta dagli assetti navali ed aerei della coalizione, in ottemperanza alle risoluzioni 1970 e 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, è stata finalizzata a garantire il rispetto dell’embargo del traffico di armi via mare e l’implementazione della No-Fly Zone nei confronti della Libia. Anche in quest’occasione Nave Garibaldi ha dato prova di eccellenti capacità operative e logistiche restando in mare continuativamente per 78 giorni e percorrendo oltre 20000 miglia.

Nel biennio precedente la sosta lavori APP presso l’Arsenale Militare Marittimo di Taranto, iniziata nell’ottobre 2013 e terminata nell’ottobre 2014 con ben 4 mesi d’anticipo, l’Unità ha partecipato a tutte le attività addstrative avanzate MARE APERTO – AMPHEX in qualità di Flagship del Comando delle Forze d’Altura.

Fonte: Marina Militare

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