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F-35B: le portaerei dovranno essere modificate, l’Italia lo sa?

3 min di lettura
Redazione Difesa Online

Ma la variante Short Take Off and Vertical Landing dello Joint Strike Fighter necessita di particolari accorgimenti rispetto all’Harrier.

La Marina american ed il Corpo dei Marine stanno costruendo le navi d’assalto anfibio che un giorno trasporteranno l’F-35 nel globo. Il primo vettore sarà pronto entro il 2018.

La USS America, nave d’assalto anfibia capofila della medesima classe, necessita di 40 settimane di interventi (e copiosi investimenti), commissionati lo scorso ottobre, per accogliere il primo dispiegamento dell’F-35B.

Nella nota ufficiale della US Navy si apprende che le modifiche maggiori riguarderanno il ponte di volo. Bisognerà, cioè, renderlo in grado di sopportare il calore generato dall’apparato propulsivo dell’F-35B nei decolli e negli atterraggi verticali.

Il nuovo materiale termoresistente è stato progettato per evitare che il calore del caccia possa fare un vero e proprio “buco” sul ponte di volo. Si è scoperto, infatti, che l’F-35 potrebbe anche concettualmente essere simile all’Harrier, ma atterra e decolla in modo diverso rispetto al caccia della McDonnell Douglas.

Sintetizzando al massimo. L’F-35B è propulso dal motore a turboventola Pratt & Whitney, versione STOVL, F135-PW-600 che genera 80,1 kN di spinta verticale. Quest’ultima è combinata ad una ventola anteriore verticale di sollevamento che genera altri 89 kN e dai due ugelli per il controllo del rollio, anch’essi in grado di generare 8,76kN ciascuno. Questo significa che in fase di decollo ed atterraggio sul ponte di una portaerei, l’F-35B raggiunge la spinta di 186 kN, vale a dire la stessa energia prodotta dal propulsore con postbruciatore inserito.

Solo per fare un esempio: il motore più potente mai installato su un Harrier è il Pegasus 11-61/Mk.107, in grado di generare una spinta di 106 kN. Da qui la necessità di rivestire esternamente tutti i ponti delle navi che ospiteranno l’F-35B.

Ma non è tutto. Le modifiche comportano l’aggiunta di elementi strutturali intercostali supplementari nei punti di atterraggio, conseguente spostamento degli elementi preesistenti (illuminazione, ventilazione, tubazioni) e riprogettazione di alcuni spazi interni.

La seconda nave classe America, la USS Tripoli, è ancora in cantiere, ma sarà realizzata con tutte le modifiche “F-35B” già implementate in fase di costruzione. “Sulla Tripoli, il ponte è più spesso ed i supporti strutturali per il ponte sono già stati realizzati. La USS Tripoli sarà consegnata alla Marina nel 2019”.

Adesso, ci si chiede – La portaerei Stovl italiana Cavour, pensata per ospitare (quando saranno disponibili), 8/12 F-35B, è stata modificata per ospitare lo JSF?

Sono state apportate le modifiche strutturali necessarie per garantire l’ottimizzazione degli spazi per l’F-35B?

Ed il ponte di volo della Cavour, sarà in grado di reggere alle altissime temperature generate dal caccia di quinta generazione?

Franco Iacch

(foto: Lockheed Martin / US Navy)

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