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Tensione nel Mar Nero: cartellino giallo per la Nato?

2 min di lettura
Redazione Difesa Online

I russi hanno circa venti navi nel Mar Nero per una missione di addestramento iniziata lo scorso quattro luglio. Oltre alle navi appoggio, Mosca ha schierato la “Samum”, corvetta lanciamissili ad effetto superficie, la piccola nave lanciamissili classe Nanuchka III, la “Shtil” e due corvette missilistiche classe Tarantul III, la R-109 e la R-239.

La tensione è però schizzata alle stelle poche ore fa per il numero complessivo raggiunto dalle navi della Nato nel Mar Nero.

Secondo la Convenzione di Montreux, le navi militari delle nazioni che non hanno accesso diretto nel Mar Nero, possono restare nell’area per un massimo di 21 giorni. Secondo i russi, la fregata americana USS Taylor ha violato la Convenzione all’inizio di quest’anno, superando il limite di 11 giorni.

La Nato ha nel Mar Nero nove navi da guerra. La Task Force è composta dall’incrociatore classe “Ticonderoga” Aegis USS Vella Gulf (nella foto), dalla fregata francese Surcouf e due navi SIGINT: la francese Dupuy de Lome e l’italiana Elettra.

Al largo della costa bulgara inoltre, si trova un gruppo di cacciamine della Nato che sta prendendo parte all’esercitazione navale Breeze-2014.

La task force è composta dal pattugliatore italiano ITS Aviere, dai cacciamine ITS Rimini e TCG Akcay della marina turca e dalla nave anti-mina Chiddingfold della British Royal Navy.

Secondo l’agenzia di stampa Ria Novosti, l’aviazione navale russa monitora costantemente tutti gli spostamenti delle navi della Nato nel Mar Nero.

Franco Iacch

(foto: DoD USA)

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