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Le “wunderwaffen” iraniane

Redazione Difesa Online Redazione Difesa Online · · 5 min di lettura
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La loro capacità di lavorare con la fibra di vetro è nettamente migliorata – si legge nel comunicato – il drone sembra essere addirittura funzionante.

Secondo gli analisti, quello spacciato per essere drone con il software decodificato del Sentinel potrebbe essere stato assemblato con componenti del caccia F-5 Tiger.

La CIA, però, conferma la perdita del Sentinel (e sarebbe la prima ammissione ufficiale). Il Sentinel non è stato abbattuto – dicono dall’Agenzia – ma si è soltanto schiantato per un problema tecnico. Una volta perso il controllo – aggiungono da Langley – tutti i sistemi volti a proteggere i segreti del drone sono stati attivati. Altra ammissione della CIA: i droni, quindi, sarebbero tutti stati dotati di un sistema di autodistruzione per evitare che la loro tecnologia sensibile potesse cadere in mano nemica.

L’Iran, invece, sostiene il contrario e, cioè, di avere abbattuto il drone e di averne svelato i segreti. Ma questa sarebbe soltanto l’ultima trovata degli iraniani.

Il 27 giugno dello scorso anno, l’Iran svelò al mondo il super caccia di quinta generazione fatto in casa: il Qaher 313. Si rivelerà essere soltanto un giocattolo, con riprese effettuate su di un velivolo radiocomandato a distanza.

Dieci anni prima, Teheran svelò un altro super caccia. Lo Shafagh o “Twilight” fu presentato come rivoluzionario e superiore a qualsiasi caccia alleato dell’epoca: si rivelerà essere un mock-up in legno.

Ma gli esempi non finiscono qui. Il sei maggio scorso, l’ultimo sottomarino classe Ghadir, definito con altissime capacità stealth e costruito con tecnologia cinese è affondato durante un’esercitazione nei presso dello stretto di Hormuz. Sarebbero morti tutti i dieci componenti del battello.

Quest’ultima notizia, confermata dalla CIA, è ovviamente smentita dagli iraniani. Del resto, l’unico fine di Teheran è quello della propaganda interna.

Il Qaher-313

Il Qaher-313, è stato presentato in occasione del primo giorno delle celebrazioni che commemorano la vittoria della Rivoluzione Islamica del 1979. Alla presentazione del velivolo definito “un super caccia di ultima generazione da superiorità aerea” partecipò l’allora presidente Mahmoud Ahmadinejad in persona. Il Qaher (Conquistatore) 313 – secondo quanto affermato durante la presentazione – è equipaggiato con le più recenti tecnologie sviluppate interamente in Iran. Il suo radar è in grado di inseguire ed ingaggiare molteplici bersagli aerei e terrestri in condizioni ognitempo. Il velivolo può svolgere svariate missioni in una sola sortita, con una capacità di trasportare internamente il proprio carico bellico per ridurre la segnatura radar.

Il nostro caccia invisibile – disse il ministro della difesa, il generale Ahmad Vahidi – è in grado di seguire il profilo del terreno sfrecciando ad altissima velocità grazie al suo profilo più unico che raro. Il Qaher – aggiunse – è una manifestazione delle capacità iraniane di costruire velivoli di ultima generazione.Il velivolo – ha poi spiegato Vahidi – ha una radar cross section molto ridotta, difficilmente rilevabile dai radar occidentali, grazie al suo particolarissimo profilo aerodinamico. Il suo apparato propulsivo, unico nel suo genere, conferisce al velivolo la capacità di decollare ed atterrare da piste corte. Il Qaher 313 – concluse il ministro della difesa – è in grado di rivaleggiare ad armi pari per caratteristiche e prestazioni con i caccia più avanzati del pianeta come l’F-22 o l’F-35.

Il Qaher 313 – hanno infine commentato dalla tv di Stato – è unico al mondo, talmente eccezionale che soltanto tre paesi (presumiamo Usa, Cina e Russia) potrebbero costruirlo.

L’Iran si è quindi dotato di un caccia spaventosamente potente ed in grado di affrontare i velivoli occidentali di quinta generazione?

Probabilmente, più che un prototipo volante, cosi come affermato durante la presentazione, il Qaher-313 è soltanto un mock-up, realizzato per scopi di propaganda interna.

Presentare al popolo un caccia di ultima generazione, fortifica il consenso della leadership politica tipica dei governi totalitari o militarizzati. Affermare di possedere la tecnologia “stealth”, infatti, significa essere al passo con i tempi, trasmettendo l’idea di un paese avanzato. Sarebbe corretto dire che lo “stealth” ha preso il posto dell’atomica nella propaganda politica di alcuni paesi.

E forse l’obiettivo è stato raggiunto, considerando la reazione del popolo dopo la presentazione del caccia dinanzi alla nazione.Ma quello che è stato mostrato, non sarebbe nemmeno in grado di alzarsi in volo.Analizzando le foto, infatti, ci sono molte anomalie. Intanto le misure del velivolo sembrano essere troppo ridotte per un jet da combattimento.Quasi nessun radar, per esempio, potrebbe inserirsi sul muso del velivolo.

L’aerodinamica stessa del Qaher poi, presenta alcune scelte che sembrano non essere plausibili con le attuali configurazioni stealth. Il materiale antiradar utilizzato per rivestire la superficie del velivolo poi, sembra più che altro un banalissimo colore industriale. Considerando proprio il design, infine, non sembrano esserci segni di pellicole RAM o simili.Le prese d’aria sono estremamente piccole, mentre la sezione del motore è priva di qualsiasi tipo di ugello: se ci fosse un postbruciatore, potrebbe sciogliere l’intero jet. L’unico motore che si potrebbe installare sarebbe una versione reverse engineering dello J85 della General Electric, senza postbruciatore. Se inoltre, il caccia iraniano volasse, sarebbe subsonico e certamente non dotato di un sistema di controllo vettoriale della spinta.

La stiva all’interno della fusoliera, sembra non esistere.Il cockpit all’interno dell’abitacolo poi, è stato ricreato con l’avionica iraniana, anche se sembra essere stato assemblato più per coreografia (e propaganda interna) che per un reale utilizzo a beneficio del pilota. Troverebbero posto un display elettronico Dynon EFIS-D100, un paio di Dynon EFIS-D10As e un VHF Garmin NavCom insieme ad altri prodotti realizzati dalle due società.Ad oggi e dopo che i video del Qaher in volo si sono dimostrati palesemente dei falsi, non ci sono prove che suggeriscano che l’Iran abbia i mezzi tecnologici per costruire un aereo stealth avanzato.

Ciò non significa, però, che il vero scopo non sia stato raggiunto.

Franco Iacch

(foto: Fars News Agency, Presidenza iraniana)

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