Nuovo iter addestrativo per i fanti aeromobili del 66° reggimento

(di Comando Forze Operative Nord)
17/07/20

Si è concluso, presso il 66° reggimento fanteria aeromobile “Trieste”, il corso di Addestramento Individuale al Combattimento Aeromobile (A.I.C.A.), il primo organizzato secondo il nuovo iter recentemente approvato, volto a conferire al personale appartenente all’unità le capacità tecnico-tattiche che costituiscono l’essenza identificativa delle unità aeromobili.

Il nuovo iter, della durata di 10 settimane, introdotto dal comandante della brigata “Friuli” generale Stefano Lagorio, prevede il superamento di un Test Pratico di Sbarramento (TPS1). Ottenuto l’accesso al Corso di Aeromobilità di base e a quello di Aeromobilità avanzata l’aspirante fante aeromobile acquisisce le capacità a confezionare e agganciare i carichi al gancio baricentrico di un aeromobile, ad effettuare il cosiddetto target handover e ad apprendere le capacità di inserzione con le tecniche di discesa da elicottero mediante “rappelling” (discesa in corda doppia) e “fast roping” (canapone) in ambiente diurno e notturno. Il personale risultato idoneo, dopo aver ricevuto l’ambito basco azzurro, viene assegnato alle compagnie operative del 1° battaglione aeromobile.

Le intense attività addestrative, considerata l’emergenza sanitaria relativa al Covid-19, sono state pianificate e condotte attuando le previste misure di contenimento e gestione dell’emergenza, con l’adozione dei previsti dispositivi di protezione individuale e garantendo il distanziamento tra i frequentatori. L'impiego massivo del sistema di simulazione di tiro, Fire Arms Training Simulator (FATS), ha permesso, inoltre al personale di consolidare gli elevati livelli addestrativi raggiunti nelle attività a fuoco individuali e di squadra condotte presso il poligono militare di Foce Reno.

La brigata Aeromobile “Friuli”, anche in un momento emergenziale, continua ad addestrare ed approntare il proprio personale, attività ineludibili che consentono alla Forza Armata di mantenere il necessario livello di “prontezza operativa” espressa negli oltre 20.000 militari impegnati quotidianamente nelle operazioni all’estero e sul territorio nazionale.