L’Arma di Cavalleria celebra le sue gloriose gesta

(di Stato Maggiore Esercito)
30/10/20

La Cavalleria dell'Esercito Italiano ha origine dalla cavalleria sabauda nella quale i primi reggimenti d'ordinanza "Dragoni di Sua Altezza" e "Dragoni di Madama Reale" furono organizzati nel 1668.

La terribile prova della Grande Guerra vide gli squadroni combattere a piedi, nelle trincee e fra i reticolati. Prove di incalcolabile valore furono date in occasione dei combattimenti di Pozzuolo del Friuli, dove la II brigata di cavalleria bloccò l'avanzata nemica verso il Piave. In particolare in quello stesso luogo, il 30 ottobre del 1917, i dragoni di "Genova" e i lancieri di "Novara", ricevuto l'incarico di proteggere il ripiegamento delle unità schierate sul tratto di fronte, si opposero con ammirevole coraggio all'avanzata di un avversario numericamente superiore per uomini e mezzi.

Il carattere e i principi dei cavalieri si ispirano al retaggio lasciato durante l’epoca medievale in cui si sviluppò il codice cavalleresco, costituito da valori e norme di comportamento - come la virtù, la difesa dei deboli e dei bisognosi, la verità, la lotta contro coloro che venivano giudicati malvagi e gli oppressori, l'onore, il coraggio, la lealtà, la fedeltà, la clemenza e il rispetto - che ancora oggi contraddistingue il concetto di "cavaliere" nell'immaginario collettivo.

I reggimenti della cavalleria di linea oggi presenti nell'Esercito Italiano sono nove. Essi compongono l'ossatura della brigata di cavalleria e sono inoltre inseriti nell'organico di quasi tutte le brigate operative. Con decreto ministeriale in data 1° giugno 1999, i carristi diventano una specialità dell'Arma di Cavalleria ed in attuazione della legge n. 276 del 2 agosto 1999, le bandiere dei reggimenti sono sostituite dagli stendardi.

La cavalleria militare, attraverso i Centri Ippici Militari (CIM) e il Centro Militare di Equitazione (CME) è custode e ha il compito di tramandare il famoso “metodo Caprilli” ovvero il complesso di regole e tecniche che, rendendola unica, distinguono l’equitazione italiana da quella degli altri Paesi. “Magister-Equitum” delle moderne discipline sportive di campagna e su ostacoli, il capitano Federico Caprilli è stato l’inventore del sistema-naturale di equitazione, universalmente definito sistema italiano.

Tale metodo era finalizzato a ottenere, durante il breve periodo della ferma dei giovani militari, cavalli e cavalieri in grado di essere utilmente impiegati durante le azioni militari. Ai cavalieri, spesso uomini a digiuno di equitazione, occorreva insegnare a non ostacolare i movimenti naturali del cavallo, rendendo la monta spontanea e armoniosa. Il Sistema Caprilli si rivelò così efficace che, nel giro di pochi anni, fu adottato dalle più importanti cavallerie del mondo e improntò a sé l'equitazione moderna.

Oggi, l’Arma di Cavalleria, moderna, ricca di qualità umane e di tecnologia, è in grado di operare sia in piccoli nuclei per l'esplorazione e la ricerca di informazioni, sia con la massa e la potenza dei carri, in grado di iniziare e concludere il combattimento. Da sempre proiettata verso il futuro “Col cuore oltre l’ostacolo”. Nella fausta ricorrenza, il nostro augurio a tutti i cavalieri di ieri e di oggi che con grande orgoglio rappresentano e custodiscono le tradizioni, il valore e i nobili principi dell’Arma di Cavalleria.