Il trasporto pubblico di Napoli al sicuro grazie alla prontezza dell’Esercito e degli autieri.

(di Gianluca Celentano)
09/08/21

Ancora una volta è il nostro Esercito a bypassare la burocrazia delle pubbliche amministrazioni, ma questa volta non si tratta di asfaltare strade o rimuovere i rifiuti, ma bensì permettere ai cittadini napoletani di muoversi con l’autobus pubblico.

Infatti la linea di trasporto pubblico che collega i comuni del litorale flegreo a Mondragone era stata sospesa il 1° agosto scorso per mancanza di risorse atte all’acquisto di gasolio per gli automezzi di linea. Pare che la problematica sia correlata alla vicenda del DURC, ossia il Documento Unico di Regolarità Contributiva, cioè un documento che attesta la regolarità dei pagamenti di un impresa, come conferma alla stampa Augusto Cracco, amministratore unico della CTP, azienda di trasporto pubblico napoletana.

In realtà non è una novità quella di rimanere a secco di combustibile e, come si può evincere dalle ricerche in rete, già la ex ANM (azienda napoletana di mobilità) nel decennio scorso si era puntualmente imbattuta nello stop dei bus per emergenze analoghe. A titolo di curiosità, gli autobus urbani e interurbani per la loro conformazione e per effetto del pianale ribassato o semi ribassato, hanno una capacità di circa 300 litri di combustibile e una trentina di Adblu, con un consumo intorno ai 4l/al Km.

Vincenti il gen. Tota, De Magistris e prefetto

L’idea di Augusto Cracco nel provare a chiedere all’Esercito del gasolio suonava un po' bizzarra in un primo momento, nonostante la sua azienda si trovasse in uno stato di necessità e con i cittadini inferociti e a piedi. Tuttavia con un lavoro di squadra e comprensione degne di una piacevole commedia partenopea a lieto fine, il comandante del COMFOPSUD, generale Giuseppenicola Tota, il prefetto di Caserta Ruberto e il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, hanno permesso in soli sei giorni di ripristinare la linea che percorre i suggestivi litorali flegrei.

Arriva l’Esercito

Uno vero smacco per una miope burocrazia che sabato 7 agosto è stata sconfitta proprio dagli “autieri” dell’Esercito italiano

Nel rimesse di autobus della CTP di Teverola e di Persano sono giunti, provenienti dai depositi militari tra cui il 10° Cerimant, ben 35000 litri di gasolio, un combustibile oggi unico e unificato per le Forze Armate. Un ruolo cruciale nel coordinamento eccezionale legato alla vicenda, va al generale Roberto Angius e al colonnello Fabio Magni, comandante del reggimento logistico Garibaldi, nonché al comandante di battaglione ten.col. Iannacone.

Autocisterne militari

Appena ricevuto il via libera, i ragazzi dell’Esercito hanno riempito di gasolio un complesso composto da trattore stradale e semirimorchio cisterna, Iveco Eurotech, affiancato da un Astra SMH66.45T-ZAT per la distribuzione capillare nei serbatoi delle rimesse dei bus.

In uniforme da servizio e combattimento vegetata sormontata dal giubbotto giallo ad alta visibilità, e con il caschetto antinfortunistico e guanti da lavoro, i militari si sono calati nei tombini di approvvigionamento collegati alle cisterne interrate, e che dovrebbero avere una capacità nell’ordine dei 7/9 mila litri l’una di combustibile. All’interno delle rimesse la coordinazione militare si è integrata con quella civile dei dipendenti e autisti della CTN per le manovre millimetriche sugli spazi del piazzale.

Ancora una volta un’esigenza e una calamità pubblica hanno sottolineato il ruolo fondamentale del nostro Esercito e della sua struttura logistica, ben organizzata e oleata e pronta per rispondere a grandi necessità non solo militari, ma anche alle “presunte mancanze” nella gestione civile della cosa pubblica.