Lo scontro nel Canale d’Otranto del dicembre 1915

(di Marina Militare)
29/12/15

Il 29 dicembre 1915, proprio nelle stesse acque in cui ha avuto luogo il salvataggio dei passeggeri e dell'equipaggio del traghetto Norman Atlantic, si combatte una battaglia che coinvolge, da parte austro-ungarica, il veloce esploratore (alias incrociatore leggero) Helgoland e i 5 più moderni cacciatorpediniere di quella flotta, da parte alleata gli analoghi esploratori italiani Quarto e Bixio, i britannici Weymouth e Dartmouth, 4 caccia italiani e 5 francesi.

L'obiettivo degli austro-ungarici consiste nell'attaccare il traffico italiano con l'Albania e i rifornimenti per l'esercito serbo, in quel periodo in piena ritirata attraverso le montagne innevate dei Balcani. Le unità asburgiche attaccano il porto di Durazzo, presidiato dalla Marina italiana, distruggendo un piroscafo greco e due velieri albanesi. La reazione delle batterie costiere colpisce, a sua volta, il cacciatorpediniere Triglav, costringendo quell'unità e il gemello Lika ad accostare in fuori finendo su uno sbarramento minato posato pochi giorni prima dagli italiani. Il Lika affonda nel giro di un minuto mentre il Triglav viene preso a rimorchio.

Da Brindisi escono nel frattempo le unità alleate, divise in due gruppi, e alle 13:00 la prima divisione avvista il nemico. Gli austriaci mollano il rimorchio abbandonando il Triglav in stato di affondamento e tutte le unità, nemiche e alleate, forzano le macchine per correre alla massima velocità. L'Helgoland è costretto, data la presenza del Dartmouth e del Quarto, che gli avevano tagliato la rotta, a tornare indietro e a dirigere verso l'Italia sperando di riuscire a sfuggire, sempre a tutta velocità, fino al sopraggiungere dell'oscurità.

Il successivo scontro, protratto tra le 13:30 e le 16:30, viene combattuto dalle due parti alla massima portata utile dei propri cannoni di medio calibro. L'Helgoland viene centrato 4 volte dal Dartmouth e dal Quarto, che colpisce anche il cacciatorpediniere Csepel. Per le 18:15, al tramonto, le navi austro-ungariche riescono ad allontanarsi da quegli inseguitori, giungendo però a portata del secondo gruppo alleato, guidato dal Bixio. L'Helgoland riesce a mettere a segno, sia pure senza effetti apprezzabili, un proprio proietto da 100 mm sul Bixio, mentre il Balaton subisce danni da schegge in seguito al tiro dei caccia di scorta italiani. Le navi asburgiche scompaiono nell'oscurità, arrivando il giorno dopo a Spalato.

Per gli austro-ungarici l'azione si rivela un insuccesso, date le perdite subite e i modesti risultati conseguiti: l'affondamento di 2 dei 6 cacciatorpediniere moderni e la messa fuori combattimento dell'Helgoland metteranno in crisi per molto tempo la divisione navale leggera di base a Cattaro, tanto che le due successive puntate condotte dalle navi asburgiche contro il traffico con l'Albania, il 27 gennaio e il 6 febbraio 1916, vengono subito entrambe annullate.

L'azione nel Canale d'Otranto può essere ritenuta, pertanto, un successo tattico e strategico più che apprezzabile e degno di memoria, con un'unica nota stonata: i giornalisti viennesi nei giorni successivi spacceranno l'azione per un successo austriaco e quelli italiani, tradizionalmente influenzabili dalla stampa straniera, finiranno per sposare, allora e in seguito, quella tesi convinti, come spesso accade, che gli scandali (o presunti tali) facciano vendere più copie.

E' un peccato, ma come ammoniva Winston Churchill (autore, non a caso, di due monumentali opere dedicate a primo e secondo conflitto mondale) "Le battaglie bisogna vincerle, ma quello che conta è saperle raccontare".

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