La componente corazzata bulgara nella seconda guerra mondiale

(di Andrea Gaspardo)
16/01/23

Il ruolo della Bulgaria nella Seconda Guerra Mondiale non è mai stato oggetto di particolare interesse, almeno qui in Italia, anche se in più di un'occasione essa rappresentò un prezioso alleato del Terzo Reich hitleriano e non c'è dubbio che, dall'inizio della guerra sino al 1944, la collaborazione tra le Forze Armate dei due paesi fosse tutt'altro che limitata. Quando però le sorti del conflitto presero una piega decisamente negativa per Berlino, Sofia non ci pensò due volte a “passare dall'altra parte”, concludendo il conflitto come satellite dell'Unione Sovietica. La nascita, l'espansione e l'impiego della forza corazzata della Bulgaria durante la Seconda Guerra Mondiale è la testimonianza di questa tendenza ondivaga da parte del paese balcanico nel corso dell'ultimo conflitto mondiale.

Nel corso degli anni '20 e '30 del XX secolo, Sofia aveva pochi fondi da destinare al bilancio alla Difesa e dato che il nerbo dell'esercito bulgaro era costituito da divisioni di fanteria e cavalleria, l'acquisto di carri armati non costituiva una priorità.

Bisognerà aspettare il 1934 prima che i bulgari acquistassero 14 carri leggeri (o tankette) CV33 (detti anche L3/33 - foto apertura) dall'Italia mussoliniana, poi rinforzati nel 1938 da 8 carri leggeri Vickers 6-Ton di origine britannica. Tutti questi mezzi andarono ad equipaggiare due compagnie attorno alle quali vennero costituite altrettante “divisioni leggere/celeri”.

Nel 1940 la Bulgaria poté rinforzare la sua prima linea corazzata mediante la cessione da parte del Terzo Reich di 36 Panzer 35(t), designazione tedesca del carro cecoslovacco LT vz.35/LT-35 (foto seguenti). La partita in questione era composta da 26 carri di seconda mano ceduti dai tedeschi ed equipaggiati con il normale cannone A-3 mentre i restanti 10 vennero ordinati direttamente alla fabbrica Škoda ed erano equipaggiati con il nuovo cannone A7.

Poco dopo i tedeschi cedettero anche 40 carri francesi Renault R35 di preda bellica e l'esercito bulgaro poté organizzare la sua piccola forza corazzata attorno alla 1a brigata corazzata, formata dal 1o reggimento carri e dal 1o reggimento di fanteria meccanizzata.

Nel 1941 i carri armati bulgari vennero utilizzati in appoggio all'offensiva tedesca e dei suoi alleati (inclusa la Bulgaria stessa) contro Yugoslavia e Grecia e nelle successive operazioni antipartigiane ma non presero parte all'offensiva contro l'Unione Sovietica risparmiandosi in tal modo la mattanza del Fronte Orientale (unica tra tutti gli alleati belligeranti del Terzo Reich, la Bulgaria non dichiarò mai guerra all'Unione Sovietica, limitandosi ad arruolare unità di volontari che operarono sia tra i ranghi della Wehrmacht che tra quelli delle Waffen-SS).

Fu solamente nel luglio del 1943 che i tedeschi diedero il loro assenso al potenziamento della forza corazzata bulgara, cedendo ai loro alleati balcanici 10 Panzer III, 46 Panzer IV e 25 cannoni d'assalto StuG III, oltre ad obici, cannoni anticarro ed altri equipaggiamenti. Le forze corazzate bulgare arrivarono così a contare il loro massimo livello numerico, allineando così 179 tra carri armati di tutti i tipi e cannoni d'assalto.

Esisteva inoltre un piano per la creazione di un nuovo reggimento carri che avrebbe dovuto essere organizzato su tre battaglioni, ciascuno formato da tre compagnie (nove compagnie in tutto). Nello specifico due compagnie per ogni battaglione avrebbero dovuto essere equipaggiate con Panzer IV (15 carri a compagnia) mentre le altre sarebbero state equipaggiate con Panzer 35(t) oppure Panzer 38(t), per un gran totale di 140 carri armati, ma tale progetto non vide mai la luce.

Il 9 di settembre del 1944, a seguito dell'attacco armato dell'Unione Sovietica e delle pressioni diplomatiche da parte dei vertici alleati, la Bulgaria si arrese e passò al fronte antigermanico e da subito pose le proprie Forze Armate sotto il comando sovietico in modo tale che potessero partecipare alle operazioni militari contro i loro alleati precedenti.

La 1a brigata corazzata bulgara partecipò quindi, per il resto del 1944 e per i primi mesi del 1945, assieme alle forze sovietiche, romene e dei partigiani yugoslavi (nel frattempo diventati un vero e proprio esercito) ai combattimenti in Yugoslavia, Ungheria ed Austria terminando la sua partecipazione alla guerra europea in occasione della caduta di Vienna (15 aprile del 1945).

Foto: web

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