Divisione SS-Totenkopfverbände

(di Mario Veronesi)
06/06/17

SS-Totenkopfverbände, conosciuta come “Totenkopf”, un nome che evoca terrore, un nome che rimanda l’umana memoria al pensiero della morte, della distruzione, un nome legato ad una delle formazioni della Waffen SS più temuta ed odiata nella storia della seconda guerra mondiale. La divisione “Totenkopf” continua ad essere identificata come l’archetipo del terrore nazista applicato non solo sui campi di battaglia ma anche contro civili inermi. Le “SS-Totenkopfverbände”, comunemente abbreviato in SS-TV e traducibile come “Unità testa di morto”, furono reparti appartenenti al corpo delle Schutzstaffel (SS), ed adibiti alla custodia dei campi di concentramento.

Nel marzo 1933, dopo pochi mesi dall'ascesa al potere di Adolf Hitler (1889-1945) , furono istituiti i primi “campi di lavoro e rieducazione” all'interno dei quali rinchiudere i nemici del nascente stato nazionalsocialista, composti in un primo momento principalmente da oppositori politici comunisti e socialdemocratici. Il pretesto per dare il via alle persecuzioni fu fornito dall'incendio dell'edificio del Reichstag (27 febbraio 1933) sede del parlamento tedesco. In Prussia e nella maggior parte della Germania i primi e più numerosi campi furono creati da Hermann Göring (1893-1946), delfino del Führer e potente ministro degli interni dello stato prussiano. Göring affidò l'amministrazione di questi campi, spesso estemporanei e disorganizzati, alle “Sturmabteilung” (SA). In contrapposizione alla disorganizzazione dei campi di Göring si poneva il campo di concentramento di Dachau, in Baviera, istituito dall'efficiente Heinrich Himmler (1900-1945), comandante delle SS e astro nascente del partito nazionalsocialista. Per eseguire il servizio di guardia agli internati di Dachau, Himmler formò, con elementi delle “Allgemeine-SS” di Monaco, il reparto “SS-Wachverbände” (unità di guardia) affidandone il comando, congiuntamente a quello del campo, all'SS-Oberführer Theodor Eicke (1982-1943), che presto si distinse, sia per brutalità sia per l'efficienza, tanto da trasformare Dachau in un campo modello. Nel frattempo Himmler riuscì a sottrarre il controllo di parte dei campi di concentramento alla giurisdizione di Göring e delle “Sturmabteilung”.

Il 30 giugno 1934 avvenne una sanguinosa purga, organizzata da Himmler e Göring, ai danni delle SA e del loro comandante Ernst Röhm (1887-1934), accusato di tramare per il rovesciamento di Hitler. Eicke (foto a dx), comandante di Dachau, ebbe un ruolo importante nell'operazione, comandando il reparto che uccise Röhm. Screditate in seguito alla purga le SA ed accordatosi con Göring, Himmler ottenne, tra l'altro, il controllo di tutti i campi di concentramento della Germania e ricompensò Eicke, promuovendolo al grado di SS-Gruppenführer (generale di divisione) e nominandolo, il 4 luglio 1934, “Inspekteur der Konzentrationslager und SS-Wachverbände” (ispettore dei campi di concentramento e delle unità di guardia). Himmler assegnò ad Eicke il compito di migliorare la disciplina ed il morale delle "SS-Wachverbände" che fino allora erano state reclutate tra gli elementi meno motivati ed efficienti delle “Allgemeine-SS”. Nella mente di Himmler ed Eicke era chiaro che il reparto speciale avrebbe dovuto essere pronto, efficiente e spietato in previsione delle future operazioni d’internamento dei nemici dello stato, ebrei ed asociali.

Entro il marzo 1935 l'iniziale e caotica struttura dei campi fu completamente riorganizzata da Himmler, che chiuse quelli più piccoli e ne istituì dei nuovi, più grandi e disposti oculatamente sul territorio tedesco, in grado di ricevere il sempre maggiore afflusso d’internati. In quest'ottica anche le “SS-Wachverbände” furono ampliate in sei unità della dimensione di una compagnia, ognuna assegnata ad un particolare campo di concentramento. Le “SS-Wachtruppe”, compagnie di sorveglianza risultarono così dislocate:

SS-Wachtruppe "Oberbayern" presso Dachau

SS-Wachtruppe "Ostfriesland" presso Esterwegen

SS-Wachtruppe "Elbe" presso Lichtenburg

SS-Wachtruppe "Sachsen" presso Sachsenburg

SS-Wachtruppe "Brandenburg" presso Oranienburg e Columbia-Haus

SS-Wachtruppe "Hansa" presso Amburgo-Fuhlsbüttel

Nel corso del 1935 le “SS-Wachtruppe” furono completamente sottratte al controllo delle “SS-Allgemeine” e riorganizzate in cinque battaglioni (Sturmbann) indipendenti così dislocati:

SS-Wachsturmbann I "Oberbayern" presso Dachau

SS-Wachsturmbann II "Elbe" presso Lichtenburg

SS-Wachsturmbann III "Sachsen" presso Sachsenburg

SS-Wachsturmbann IV "Ostfriesland" presso Esterwege

SS-Wachsturmbann V’ "Brandenburg" presso Oranienburg e Columbia-Haus

Il 29 marzo 1936 i battaglioni, che avevano una forza complessiva di circa 3.500 uomini, furono ufficialmente rinominati “SS-Totenkopfverbänd” ed autorizzati a portare sulle mostrine della loro divisa il simbolo del teschio, che divenne il loro tristemente e noto distintivo. Il primo luglio 1937 avvenne una nuova riorganizzazione con la creazione di tre reggimenti (Standarde) della forza complessiva di 4.500 uomini:

SS-Totenkopfstandarte 1 "Oberbayern" presso Dachau

SS-Totenkopfstandarte 2 "Brandenburg" presso Sachsenhausen

SS-Totenkopfstandarte 3 "Thüringen" presso Buchenwald

Dopo l'annessione dell'Austria del 1938, fu creato un nuovo reggimento, il “SS-Totenkopfstandarte 4 Ostmark", destinato al campo di Mauthausen-Gusen (foto), creato subito dopo l'unione dei due stati. Nel 1939 l'organico fu ulteriormente espanso con la creazione dell'SS-Totenkopfstandarte 5 "Dietrich Eckart" e di nuove unità di supporto: un battaglione medico, una compagnia anticarro sperimentale, un plotone motorizzato di segnalatori e un'unità semimotorizzata del genio.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale numerosi membri delle SS-TV confluirono nella “SS-Totenkopf-Division” formata nell'ottobre 1939, l'unità cambiò più volte nome nel corso del conflitto. Nonostante le comuni origini di parte del personale e il comando affidato a Theodor Eicke, la “SS-Totenkopf-Division” ufficialmente non effettuò servizio presso i campi di concentramento ma combatté con inusitata brutalità sul fronte occidentale ed orientale durante tutta la guerra. D'altra parte durante il conflitto fu pratica comune - e non limitata a questa divisione - trasferire il personale in convalescenza o non più abile al servizio tra le unità delle Waffen-SS ed il personale di custodia dei campi di concentramento.

(foto: web / bundesarchiv)

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