MIADIT PALESTINA: riprende la missione dei carabinieri in Medio Oriente

(di Antonino Lombardi)
18/11/21

Dopo quasi un anno e mezzo di interruzione forzata dovuta alla pandemia da covid-19, nei primi giorni di Ottobre 2021 è ripresa l’attività di training dell’Arma dei Carabinieri a favore delle Forze di Sicurezza Palestinesi sotto il nome di MIADIT PALESTINE 13.

L’attività nasce da un accordo bilaterale tra il Ministero della Difesa italiano e il Ministero dell’Interno palestinese, in base al quale carabinieri appartenenti a reparti a prevalente impiego in teatri esteri (1° reggimento paracadutisti, “Gruppo Intervento Speciale”, 7° reggimento “Trentino Alto-Adige” e 13° reggimento “Friuli-Venezia Giulia”) ed ad altri reparti della linea Territoriale a prevalente impiego nell’attività di controllo del territorio, prevenzione e repressione della criminalità, nonché da militari del TPC (Tutela Patrimonio Culturale), NOE (Nucleo Operativo Ecologico), svolgono cicli di addestramento in favore delle forze di sicurezza palestinesi, quali la Presidential Guard, la National Security Force, la Palestinian Civil Police, la General Military Training Commission e la Touristic Police.

Viste le costanti e forti tensioni tra israeliani e palestinesi insistenti in un quadro geopolitico sempre complesso, è indispensabile una notevole capacità diplomatica oltre che operativa. La Miadit, missione formata esclusivamente da carabinieri, ha lo scopo di facilitare l’autorità palestinese a costruire forze di polizia in grado di affrontare le quotidiane azioni di prevenzione e repressione dei crimini.

La missione Miadit è riuscita nel corso degli anni a conquistare la fiducia delle autorità palestinesi che apprezzano i risultati degli addestramenti ricevuti e quel quid pluris che le forze armate italiane sanno esprimere al meglio. È inoltre riuscita, con molte difficoltà, a far comprendere il fatto che l’addestramento non è a vantaggio dei palestinesi ed a discapito degli israeliani ma tutte le parti possono confrontarsi e trarre beneficio in tema di sicurezza e questo è stato apprezzato anche dalle autorità israeliane in modo concreto.

L’attività addestrativa si compone di lezioni teorico e pratiche su codice di condotta, sulle comunicazioni, sulle procedure di polizia, sul controllo del territorio, su procedura di scorta e protezione, circolazione stradale, pianificazione e gestione di attività antidroga e contro la criminalità organizzata, guida sicura e negoziazione. Sono, altresì, previsti cicli addestrativi in materia di protezione del patrimonio culturale nonché di operazioni di polizia in aree urbane.

Il col. Marco Di Stefano, a questo proposito, specifica che “la tutela del patrimonio culturale e la lotta ai crimini ambientali sono i due settori nei quali occorrono azioni più incisive e sui quali stiamo battendo molto, perché su questi temi c’è ancora troppa poca conoscenza”.

Nei programmi sono inseriti altresì moduli specialistici per la tutela dei beni culturali, il rispetto dei diritti umani e per le problematiche di genere. Sono previsti anche corsi per la formazione di istruttori, molti dei quali terminano il percorso in Italia presso il Center of Excellence for Stability Policing Units (CoESPU) di Vicenza.

In Palestina l’Arma dei Carabinieri contribuisce da diversi anni ad innalzare gli standards ed il livello di preparazione nel settore della sicurezza e ciò è riconosciuto da tutte le autorità palestinesi ed israeliane.

Foto: SMD / autore