Due ufficiali della Marina Militare alla 13ª conferenza NMIOTC

(di Marina Militare)
05/07/22

Il NATO Maritime Interdiction Operational Training Centre (NMIOTC) di Souda (Grecia), centro d'innovazione ed eccellenza focalizzato principalmente sulle attività marittime dell'Alleanza, organizza annualmente un forum di discussione, promuovendo la condivisione di differenti punti di vista sulle emergenti tematiche che caratterizzano il dominio marittimo.

In particolare la tredicesima edizione della conferenza, intitolata: "Countering Terrorism Threats in Maritime Domain: How effective Interdiction strengthens Alliance's Deterrence and Defence Objectives", ha permesso a 120 professionisti, di 24 nazioni, del settore marittimo, provenienti dal mondo militare Alleato e di Partner Nations, commerciale, dell'industria pubblica e privata e accademici, di confrontarsi nel settore della Maritime Security.

La conferenza si è sviluppata attraverso numerosi Panel afferenti aree tematiche distinte ma correlate, nello specifico afferenti il ruolo e la storia del terrorismo nel dominio marittimo, il ruolo delle operazioni di interdizione nel controterrorismo marittimo con overview sui sfide presenti e future, il contrasto alla proliferazione di armi di distruzione di massa, il ruolo della tecnologica come elemento vincente nella lotto al terrorismo, la minaccia alle infrastrutture marittime di importanza strategica ed il contributo della tecnologia nella difesa di queste ultime.

La Marina Militare italiana ha attivamente partecipato alla conferenza con l'invio di due ufficiali nel ruolo di relatori all'interno di due Panel, fornendo il proprio expertise nel settore del contrasto agli ordigni esplosivi (Counter IED - Improvised Explosive Devices) in ambiente marittimo e subacqueo, nonché rimarcando il punto di vista italiano nella difesa delle infrastrutture critiche residenti sui fondali marini.

Nello specifico il capitano di fregata Giovanni Modugno, ufficiale palombaro del COMSUBIN, ha illustrato nel dettaglio la minaccia posta dagli IED e le peculiarità rappresentate dalle relative azioni di messa in sicurezza - Explosive Ordnance Disposal (EOD) - su ordigni convenzionali o improvvisati (IED), nell'ampio spettro delle operazioni marittime, mentre il capitano di corvetta Stefano Canarutto, specialista di mine e contromisure mine impiegato presso il 7° reparto di MARISTAT, ha presentato l' esperienza acquisita dalla Marina Militare nell'ambito della sorveglianza di infrastrutture critiche subacquee, prospettando gli sviluppi capacitivi in itinere nell'ambito dell'ammodernamento della componente di Mine Warfare e le correlate sfide tecnologiche e legali.

I due giorni di conferenze hanno offerto l'opportunità di discutere e di condividere esperienze, nel campo del terrorismo marittimo, con particolare focus sugli strumenti idonei ed efficaci per contrastare questa minaccia rimarcando, anche in questo contesto, la necessità di un approccio integrato tra gli attori NATO e non-NATO, protagonisti a vario titolo dell'attuale scenario geostrategico.