Conclusa lˊesercitazione ʽBlack Shadow 2019ʼ

(di Marina Militare)
02/11/19

Ogni giorno traghetti e navi da crociera battenti bandiera italiana solcano le acque del Mar Mediterraneo, in navigazione lungo le innumerevoli tratte che collegano i grandi porti del nostro bacino. Queste unità, isolate nel Mar Mediterraneo, continuano a rappresentare, già dall'evento dell'Achille Lauro, un elemento sensibile della sicurezza nazionale.

Il livello di attenzione inoltre si è rialzato a seguito degli attentati avvenuti in Europa negli ultimi anni e, potenzialmente, una qualunque di queste navi potrebbe tramutarsi nello scenario di un attacco a danno dei passeggeri, minando lo stesso servizio che le compagnie di bandiera rendono al nostro Paese.

Proviamo quindi ad immedesimarci nei passeggeri che da un momento all'altro si trovano vittime di un attentato: soli, in alto mare, sorpresi, impauriti e senza possibilità di reagire.

A notte fonda, improvvisamente, al rumore di fondo della nave, alla confusione, alla paura e all'incertezza, si sovrappone il rombo sordo di alcuni elicotteri in rapido avvicinamento, mentre dei battelloni neri, non visti perché nascosti dalla scia del traghetto, si sono già affiancati silenziosamente alla murata di poppa.

In una manciata di secondi, salgono a bordo squadre di uomini incappucciati che si muovono agili e veloci. Troppo rapidi per capire chi siano fino a quando non fanno irruzione nella plancia per riprenderne il controllo: “Incursori di Marina, alzate le mani!"

È la notte tra il 28 ed il 29 ottobre 2019, è la notte della “Black Shadow", una complessa esercitazione svolta per mantenere la capacità unica della Marina Militare di condurre operazioni di Interdizione Marittima in alto mare grazie a una azione combinata degli operatori di COMSUBIN e degli  assetti aeronavali della Squadra Navale.

Sono stati oltre 350 i marinai messi alla prova in questa difficile e sinergica attività: gli equipaggi della moderna fregata Luigi Rizzo e della componente aeromobili imbarcata, le squadre del Gruppo Operativo Incursori, i plotoni della brigata marina San Marco ed un team IEDD del Gruppo Operativo Subacquei.

In uno scenario estremamente realistico, è stata simulata la presa del controllo dell'unità passeggeri “La Superba" della compagnia Grandi Navi Veloci da parte di un gruppo armato che, nei diversi locali della nave, aveva fatto numerosi ostaggi alcuni dei quali erano stati vittime di trappole esplosive.

Così alle 00.05 del 29 ottobre, tra il mar Ligure ed il mar Tirreno, dalla fregata multi missione Nave Rizzo venivano lanciate occultamente le squadre del Gruppo Operativo Incursori attraverso diversi battelloni d'assalto ed alcuni elicotteri EH-101 e SH-90.  

Affiancandosi di notte a poppavia della nave, lanciata a 24 nodi (circa 45 Km/h!), gli incursori sono saliti a bordo con una manovra ad alto rischio, per poi unirsi alle altre squadre rilasciate dall'elicottero immediatamente dietro la plancia.

Le operazioni, protette da un altro elicottero che aveva a bordo uno sniper, sono continuate con il rilascio, attraverso la tecnica del fast rope (v.articolo), di due plotoni Combat Support del San Marco, con assetti cinofili multiruolo al seguito, ed un team EOD/IEDD (Explosive Ordnance Disposal / Improvised Explosive Device Disposal) del Gruppo Operativo Subacquei per il disinnesco di un ordigno esplosivo improvvisato che era stato applicato ad un passeggero.

Alle 04.00 le operazioni d'assalto si concludevano con la riacquisizione del controllo dell'unità passeggeri, la liberazione di tutti gli ostaggi, il fermo dei dirottatori e la bonifica di tutti i locali della nave.

La disponibilità della GNV “La Superba" ha permesso a tutte le forze in gioco di confrontarsi con un ambiente addestrativo molto complesso, mettendole in condizione di affinare le proprie capacità operative e calibrare la loro azione sinergica.

Il realismo dell'esercitazione, chiave di volta dell'intera attività, ha garantito infine alla Marina Militare di mantenere quell'elevato livello di prontezza operativa richiesto dai compiti primari di difesa degli interessi vitali del Paese.