Nasce C-SOC (Cyber Security Operations Center): un unico HUB per tutte le forze di polizia

(di Danilo Mancinone)
28/04/21

Nella mattinata di lunedì 26 aprile 2021, a Roma presso la Direzione centrale della polizia criminale, si è svolta la cerimonia di inaugurazione e intitolazione, al dirigente generale di Pubblica Sicurezza Ilio Corti, della nuova sala C-SOC (Cyber Security Operations Center) all’interno del Servizio per il Sistema informativo interforze.

Ilio Corti, scomparso a 54 anni nel 1976, con il suo pensiero lungimirante nel contrastare il crimine avvalendosi della tecnologia, ha contribuito alla fondazione del Centro elaborazioni dati del ministero dell’Interno e successivamente ne è stato il direttore.

La nuova sala operativa, una struttura d’avanguardia, si occuperà di proteggere le banche dati interforze, da eventuali malfunzionamenti o da attacchi informatici, attraverso un complesso sistema di controlli e allarmi gestiti da software e operatori specializzati nell’analisi del funzionamento dei sistemi informatici.

La funzione del C-SOC è quella di vigilare sulla sicurezza dei sistemi informativi presenti nella Direzione centrale della polizia criminale, affinché tutte le informazioni possedute (sui documenti, sulle persone, sui veicoli) siano adeguatamente protette; nello stesso tempo garantisce la protezione dei dati personali per evitare che questi vengano dispersi.

Alla cerimonia, accolti dal capo della Polizia Lamberto Giannini, erano presenti il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Franco Gabrielli, il capo della Polizia, direttore generale della Pubblica Sicurezza, Lamberto Giannini, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Teo Luzi, il comandante generale della Guardia di Finanza Giuseppe Zafarana, il capo dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Bernardo Petralia, il segretario generale del Garante per la protezione dei dati personali Fabio Mattei.

Il ministro Lamorgese, insieme ai figli del dirigente generale Ilio Corti, Maria Consolata e Giovanni, ha proceduto alla scopertura della targa del C-SOC e ha consegnato loro il decreto di intitolazione della Sala. Il ministro ha quindi tagliato il nastro inaugurale che ha dato il via all’evento.

La presentazione è stata aperta dal vice direttore generale della Pubblica Sicurezza, direttore centrale della Polizia criminale Vittorio Rizzi: “Se in passato il rapporto tra sicurezza e privacy veniva visto come un gioco a somma zero, perché si riteneva che ai maggiori livelli dell’una corrispondevano più pesanti intrusioni nella sfera personale, la sfida che oggi ci aspetta è molto più complessa, dove invece sicurezza e protezione dei dati possono convivere secondo un principio più generale e consapevole di responsabilità, perché ad un più alto livello di sicurezza corrisponda anche un più alto livello di protezione dei dati personali".

Presso la Direzione centrale della polizia criminale è attestata una galassia di sistemi informativi per finalità di polizia, con banche dati come il Sistema informatico interforze CED-SDI, il NUE 1 1 2, la Banca Dati del DNA, il Sistema Informativo Shengen Nazionale (NSIS).

Funzione del C-SOC, struttura voluta dal capo della Polizia Lamberto Giannini, è vigilare sulla sicurezza di milioni di informazioni possedute per finalità di polizia (sulle persone, sui documenti, sui veicoli, sulle tracce) e che le stesse siano adeguatamente protette. Per la sua natura il C-SOC rappresenta una struttura di primo piano nell’architettura di protezione cibernetica nazionale, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, data la sua funzione di vigilanza su infrastrutture critiche quali le banche dati delle forze di polizia.

Dopo l'illustrazione delle nuove funzionalità di cui è dotata la sala, fatta dal direttore dell’Ufficio per la sicurezza dei dati Stefano Moni, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, nel suo intervento conclusivo, ha sottolineato: "Questa sala, che oggi inauguriamo, ha come obiettivo principale la tutela della privacy dei cittadini. Le attività delle Forze di polizia non si insinuano nella riservatezza della vita quotidiana dei cittadini bensì operano per la tutela dei loro diritti fondamentali tra i quali rientra la protezione dei dati sensibili, che vengono gestiti per finalità di pubblica sicurezza. Il dottor Corti è stato un precursore e se oggi siamo qui è anche grazie all'intuizione che lui ha avuto molti anni fa, quando tecnologia e informatica non avevano l'importanza che hanno oggi".

Link utili per approfondire:

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