Italia polo di mantenimento per i JSF europei

12/12/14

L’Italia è stata scelta per essere polo di manutenzione dei velivoli F35 schierati in Europa sia di quelli acquistati dai paesi europei sia quelli USA operanti in Europa.

La decisione americana di utilizzare la base dell’Aeronautica di Cameri come unica sede europea per assicurare il supporto del velivolo F-35 è di grande rilevanza per il nostro Paese e consentirà di valorizzare gli investimenti già effettuati per la FACO in infrastrutture ed equipaggiamenti industriali.

L’annuncio è stato dato dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti, al termine di un incontro svoltosi  con l’ambasciatore statunitense a Roma, John R. Phillips , a Palazzo Baracchini.

“E’ un risultato straordinario” - ha dichiarato il ministro -  “che premia la credibilità del nostro paese, l’azione del nostro governo e riconosce le capacità tecnologiche nazionali”.

La scelta di Cameri porterà al concretizzarsi di ricadute enormi per l’Italia. L’F35 rimarrà infatti in attività per 30 anni con revisioni periodiche. L’Italia, nel progetto partito nel 1998, ha deciso di essere partner non acquirente.

Oggi ce l’ha fatta.

“Abbiamo dimostrato di essere un Paese credibile.  Il parlamento ci ha detto che dobbiamo andare avanti nel programma con un impatto finanziario minore, avere quindi maggiori ricadute economiche. Il risultato di oggi ci dice proprio questo”.

Lo stabilimento di Cameri è stato concepito fin dall’inizio per ospitare sia le attività di produzione (FACO) che quelle di manutenzione, riparazione, revisione e aggiornamento  (MRO&U-Maintenance Repair Overhaul & Upgrade) del velivolo F-35.

“E’ un successo industriale fortemente voluto della Difesa - ha concluso il ministro - a fronte di una competizione internazionale fortissima siamo riusciti ad ottenere la manutenzione per l’Europa e per gli aerei USA che saranno schierati nel nostro continente. La Faco di Cameri a pieno regime aumenterà notevolmente le persone impegnate direttamente e saranno circa  90 le piccole e medie imprese italiane coinvolte a questo progetto, tra i più avanzati al mondo”.

Fonte: Ministero della Difesa

(foto: archivio)

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