Mosul è difesa da IED chimici. Londra teme attentati con il gas

23/03/15

L’Isis starebbe tramando per attaccare la Gran Bretagna con il cloro, terrificante arma utilizzata durante la prima guerra mondiale. A lanciare l’allarme è l’ex comandante della sezione armi chimiche e biologiche dell’esercito inglese e della NATO, il colonnello Hamish de Bretton-Gordon, secondo cui un tale attacco è "altamente probabile".

Il colonnello Hamish, consulente per le forze di sicurezza alleate, dopo essere ritornato da Baghdad ha affermato di temere un attacco dei jihadisti con IED biologiche al cloro.

"Questo potrebbe accadere su un treno, in una stazione o in uno stadio durante una partita di calcio”.

I timori di una delle massime autorità mondiali in armi chimiche e biologiche sono fondati. Nel Regno Unito, infatti, acquistare armi e munizioni è molto difficile, ma si può arrivare ad immagazzinare 90 mila tonnellate di cloro senza alcuna licenza.

Queste dichiarazioni arrivano pochi giorni dopo il ventesimo anniversario dell'attentato nella metropolitana di Tokyo, quando estremisti rilasciarono gas sarin su diverse linee della metropolitana.

Secondo fonti dell’intelligence americana, i fondamentalisti starebbero preparando armi chimiche da utilizzare nell’ultima sanguinosa resistenza contro le truppe regolari. L’ordine di utilizzare le armi chimiche contro il nemico (sia in Iraq che all’estero) sarebbe stato dato direttamente da Abu Bakr al-Baghdadi.

Proprio Tikrit, secondo de Bretton-Gordon, sarebbe difesa da centinaia di IED al cloro, mentre altre bombe sarebbero pronte per difendere Mosul seconda città dell’Iraq.

A Mosul si trova una gigantesca fabbrica di cloro requisita dai terroristi e le forze irachene temono che stiano accumulando materiale per l’ultima mortale battaglia.

Il Califfato potrebbe essere in possesso anche di alcune testate di iprite e sarin. Se questi timori fossero confermati, le prossime battaglie potrebbero vedere un massiccio impiego di armi chimiche.

L’Isis non può permettersi di perdere Mosul, eletta nuova capitale dell’Iraq. Perdere la città significherebbe abbandonare il paese e ripiegare in Siria. Ecco perché Mosul potrebbe rappresentare l’ultima resistenza.

Da non sottovalutare, infine, che lo Stato islamico è alla ricerca di uno “spettacolare attentato” in Occidente.

Il posto preferito per un attacco chimico sarebbe una stazione della metropolitana. La successiva diffusione dei filmati dell’attacco, seminerebbe il terrore in tutto il mondo.

Franco Iacch

(foto: US DoD, esercitazione NBC)

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