Una nuova vita per l’inarrestabile VM 90. Cosa ne pensano i comandanti?

(di Gianluca Celentano)
12/12/22

Sulle qualità fuoristradiste e di affidabilità del veicolo multiruolo Iveco VM90 non abbiamo fatto mancare le dovute lodi. Si tratta di un progetto valido ed essenziale dove anche le misure (tra cui luce inferiore e distanza interasse) calzano a pennello rendendolo uno dei migliori off-road promiscui. Un incrocio tra un autocarro e una jeep creato per privilegiare l’utilità e la versatilità più che la comodità di marcia.

Un veicolo indovinato nato dalla rivisitazione di Iveco Daily 4x4, il furgonato apparso sul mercato commerciale nel ‘78.

Il VM90 o forse meglio dire il Daily che, per i suoi inconfondibili fanaloni circolari anteriori ho soprannominato “il camaleonte”, è tutt’ora il "re mutante" vista la quantità di impieghi.

Se cerchiamo un camper, una cisterna, un mezzo per l’edilizia, un minibus piuttosto che un veicolo da miniera o addirittura anfibio, quasi sempre ci imbatteremo in qualche variante di Iveco Daily.

Il nostro prezioso VM90 è tuttora testimone (per fortuna) di quella tecnologia indovinata e robusta propria dei mezzi militari di altri tempi a cui va aggiunto, non dimentichiamolo, ACM90.

Tante avventure, nato per durare

Ricordo ancora quando finii in guado con la linea d’acqua sopra la maniglia dello sportello... Ovviamente ero senza snorkel ma inserendo i blocchi riduzione e dando una buona accelerata riemersi risalendo senza problemi la pietraia inclinata davanti a me che credo avesse un’inclinazione ben superiore al 60%.

Quando si arriva in cima praticamente in verticale, si perdono i riferimenti, dal parabrezza si vede solo il cielo e si deve cercare di ricordare l’andamento del tratto ripido. Da quel momento lo si affronta solo per attrito dei pneumatici e coppia del motore fin quando il VM non si impenna anteriormente come per proseguire nel vuoto, riadagiandosi abbastanza dolcemente con l’aiuto dell’acceleratore.

Il restyling

Dopo il suo debutto militare avvenuto trent’anni fa, l’inarrestabile camaleonte ha subito sostanziali seppur celati restyling tra le serie prodotte dal 2003 al 2015. Questi hanno riguardato i sistemi di alimentazione, passati da pompa in linea a common rail, la strumentazione, le cilindrate e potenze (passate dai 100 cv dell’86 ai 145 nel ‘08-VM90T3), nonché la trasmissione passata da part time BorgWarner (4x2 inseribile) a full time NVG (4x4 permanente) New Venture Gear.

Riduttore/ripartitore: stando alle confidenze, il sistema originario BorgWarner ha registrato per la sua semplicità un’ottima affidabilità rispetto al più moderno full time NVG, imputabile probabilmente a un utilizzo impreciso del sistema di ripartizione.

Barre di torsione: sono sostanzialmente delle sospensioni le quali, anteriormente sul VM90, sono in ausilio agli ammortizzatori idraulici. Contrastano la coppia delle oscillazioni resistendo all’effetto di torsione, occupando meno spazio e risultando estremamente resistenti e di lunga durata. Il loro diametro è aumentato nel 2008 (da 31 a 33 mm) per ampliare la resistenza negli utilizzi più critici e la stabilità.

Il serbatoio in lamiera da 70l nel 2008, è passato a 80 litri grazie all’impiego del contenitore in polipropilene, più resistente al calore e isotattico.

Anche le lamiere del telaio sono state maggiorate da 4 a 5mm ed è stato aggiunto il rollbar alla piattaforma che mantiene sempre 7 posti totali (di cui 3 in cabina), fatta eccezione per il protetto che conta 6 posti totali nel modulo blindato.

La massa totale a terra è aumentata nello stesso periodo da 4450 kg a 4700, incrementando anche la massa massima ammessa anteriormente da 2050 a 2150 kg e la massa rimorchiabile da 1500 kg ai 3500 sul VM90 T3/F1C, in assoluto il più evoluto.

“MUV al mancato cambio?”

In realtà il nuovo Daily è già da qualche anno al servizio dell’esercito, ma sin dall’inizio si è capito che Iveco non vuole assolutamente associare la piattaforma del MUV 70.20 all’attuale Daily con cui condivide ufficialmente “solo” la forma della cabina. Infatti il Military Utility Vehicle 70.20, nonostante le diverse e avvincenti elaborazioni reperibili in rete, non sembra, almeno stando a un’indiscrezione, essere convincente al punto di sostituire il buon VM90. Anzi, si prospetta una nuova vita per gli inarrestabili “90” e sono tante le domande su che cosa potrà un giorno sostituirli.

Un vero peccato perché Iveco è un leader nella costruzione di motorifurgoni e autocarri (ricordo Iveco Massif 3.0 HPT), con 27 stabilimenti ubicati in 16 paesi nel mondo.

Mancano le linee guida

Trent’anni fa il VM90 rientrava in una processo di gestione del progetto ad ampio raggio tra stato maggiore difesa e aziende produttrici. Ufficiosamente questo incrociarsi tra le necessità dell’esercito e le opportunità di interagire con il progetto è un po' sfumato lasciando alle aziende il compito di offrire solo “prodotti”.

Questa situazione è probabilmente imputabile al periodo storico in atto dal novanta ai nostri giorni. Trent’anni in cui l’esercito ha evidentemente avuto il fiato sul collo, chiamato in brevissimo tempo per attività e missioni, ma è anche in attesa di decisioni che stabiliscano chiaramente il ruolo del comparto difesa italiano in un contesto di forze armate europee. Una condizione che per i mezzi si traduce nell’accettare sostanzialmente offerte già confezionate dal mercato dei mezzi tattici europei, oggi schematizzati per classi, ruoli e funzioni.

Interpreto che a pagarne lo scotto siano i particolari tecnico-operativi dei mezzi, i quali potrebbero avere caratteristiche più autoctone legate alle esigenze di servizio e sicurezza nazionali.

AID e IDV: Il VM90 fa gola

Con una nota stampa del 9 novembre 2022 si apprende che lo Stabilimento Militare Spolette di Torre Annunziata, in collaborazione con IDV (Iveco Defence Vehicles), ha portato a termine le prime lavorazioni di ricondizionamento di una serie di veicoli VM90 demilitarizzati non più in servizio presso le Forze Armate.

Questi ricondizionamenti si collocano nel più ampio quadro dei programmi di cooperazione internazionale del Ministero della Difesa con l’obiettivo di favorire una sempre più coesa politica di collaborazione con le Forze Armate e di Polizia di altri paesi. Un accordo sottoscritto nel 2021 con Iveco Defence Vehicles, che rappresenta un importante rilancio industriale dell’AID (Agenzia Industrie Difesa) che riattiverà l’officina dello Stabilimento di Torre Annunziata. Quindi nuovi sbocchi produttivi, nuovo lavoro, con il recupero di efficienza, produttività e commercio per aprire la strada a nuove partnership pubblico-private, favorendo un’economia circolare.

Il progetto “VM90” consentirà ad AID di consegnare quanto prima un altro lotto di veicoli ricondizionati da immettere sul mercato internazionale.

Tutto molto interessante, ma pare evidente che i VM90 non sono riscattati da un noleggio a lungo termine, ma sono già stati ampiamente pagati dallo Stato italiano; sarà interessante capire cosa porterà all’esercito questo "equo scambio"... Proprio un camaleonte il VM!

Foto: Esercito Italiano / web / Truck4x4.D.V.D. / Twitter

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