Un Super Truck blindato italiano: dal TRAKKER al VTMM e Grizzly

(di Gianluca Celentano)
26/03/19

Rispetto alla produzione internazionale come risponde la rinomata industria italiana di veicoli adibiti alla Difesa? Stiamo parlando di quelle unità che abbracciano il concetto americano di MRAP Mine-Resistant Ambush Protected e la risposta sembrerebbe soddisfacente anche se, dopo l’avvento della holding CNH Industrial del 2012 e l’acquisizione di Astra da parte di Iveco nell’86, risulterebbe un po' blasfemo non riportare, per correttezza d’informazione, una certa disarmonia percepibile tra la sinergia dei gruppi.

Dopo aver messo sotto la lente d’ingrandimento le caratteristiche del fratello minore, il VTLM Lince (v.articolo), prenderemo in considerazione uno dei mezzi più riusciti e affidabili al mondo e, forse, sarà curioso per i lettori sapere che nelle caserme risulta l’acquisto da parte dell’amministrazione militare, meno criticato in assoluto.

Multi-role Medium Tactical Vehicle – MMTV

Un blindato che qui da noi assume simpaticamente il soprannome di Orso, forse per la sua mole rassicurante. L'acronimo da noi diventa VTMM ossia Veicolo Tattico Medio Multiruolo, tuttavia non è difficile sentirlo chiamare MPV, Multi Purpose Vehicle; l’importante è capirsi al volo dopo il sopravvento di tutte queste sigle/caratteristiche che identificano i mezzi tattici e logistici, oggi più specifici di ieri.

In Germania sulla stessa base tecnica e con le stesse funzioni operative è soprannominato “KMW Grizzly” 6x6 GGF 4, assemblato dalla locale, Krauss Maffei Wegmann. Un mezzo che si pone a metà tra i protetti di casa KMW inserendosi tra il più piccolo Mungo e Dingo 2 HD 4x4 e il più grande Boxer APC 8x8.

Il VTMM nasce principalmente per compiti logistici e di trasporto militari, ma una delle principali funzioni conferita al blindato di Iveco è proprio il RCP Route Clearence Package, ovvero i cinque VTMM in grado di scovare e neutralizzare in estrema sicurezza gli esplosivi IED posti sulla strada. Rientra nella rigorosa omologazione NATO, con un livello 3 dello STANAG 4569 (probabilmente un B7) e , tanto per darvi un’idea, in grado di continuare il suo lavoro dopo deflagrazioni nel sottoscocca di una decina di chili di TNT. Un mezzo operativo in uso al Genio e con diverse conformazioni sia logistiche sia come centro comando remoto, ma anche come ambulanza protetta. Sono circa 60 quelli in servizio nell’Esercito di cui 16 con allestimento ambulanza.

Un veicolo che ha suscitato interesse anche negli USA e in Libia, ma sono Italia e Germania i principali utilizzatori e risulta difficile incontrarlo per le strade visto la specifica mission del MMTV. L’Orso si è distinto per efficacia, versatilità e sicurezza nel conflitto in Medio Oriente, dove sono state apprezzate le sue doti nei delicati compiti di sgombero logistico ma soprattutto di bonifica.

ASTRA e TRAKKER alla base della struttura?

Non vi nego, visto le scarne notizie, che ho cercato di capire su quale base potesse nascere questo interessante veicolo e soprattutto se c’era una piattaforma comune, cioè un telaio rinforzato e speciale riconducibile a qualche automezzo già in produzione, una garanzia per robustezza e ricambi. Inizialmente avevo associato la struttura all’autocarro tedesco Unimog 6x6 della Mercedes – telaio utilizzato sul Dingo HD – ma dopo qualche comparazione e ricerca, nonostante qualche ipocrita silenzio, la risposta sembrerebbe essere arrivata.

Le indiscusse qualità e tecnologia dell’IVECO TRAKKER (foto), l’autocarro con trazione integrale per uso civile e militare, si rispecchiano con opportune modifiche nelle piattaforme di ACTL e VTMM, ma anche nel gemello tedesco KMW Grizzly che utilizza però, strumentazione e componenti di chiara provenienza Mercedes Benz.

Serviva un Medio protetto multifunzionale

Le ragioni dell’adeguamento veicoli tattici italiani, oggi diversi rispetto ai ricordi del servizio militare, le abbiamo già descritte nell’articolo sul LMV Lince. In effetti mancava un veicolo intermedio tra il Lince e gli ACTL o i più grandi veicoli da combattimento. Serviva un mezzo multifunzionale protetto compreso tra le 18 e 25 Ptt, quindi con un sufficiente spazio per muovere diverse unità di una squadra.

La Difesa ha incaricato Iveco Defence Vehicles e nel 2008 in collaborazione con la Kraus Maffei Wegmann hanno individuato nel Trakker le caratteristiche per lavorare sul MPV 4X4 e 6X6. L’alternativa sarebbe stata di affidarsi al mercato internazionale della difesa, dove autorevoli marchi - qualcuno l’abbiamo trattato - avrebbero potuto colmare l’esigenza. Ma l’emergenza in medio oriente imperversava così come le vittime tra i nostri ragazzi colpiti dal fuoco di una vera guerra anche se si ponevano (raccontavano e raccontano, ndd) come "missionari di pace". Sarebbe stato assurdo affidarsi ad un mercato extra europeo, viste le capacità nazionali, in un momento di squilibrio globale insito di troppe incognite e ancor più interessi mai confessati.

Ma osserviamolo da vicino…

Sia il VTMM che il Grizzly, si allineano con la loro cellula di sicurezza, al programma MRAP, cessato nel 2012, che prevedeva di circondare i soldati da ampie strutture in acciaio, un concetto che sembra aver dato il via a una precisa scuola di pensiero autonoma nelle industrie di settore (vedi il Lince). La versione italiana offre un’interessante abitabilità interna di circa 13 m³ che diventano 17 nella versione 6X6 tedesca a 3 assi e 16 m³ per la versione ambulanza. Particolare interessante nella versione sanitaria, è il braccio idraulico per la salita e discesa barella. La BAE Systems dopo il successo del SuperAV 8x8, avrebbe collaborato addirittura a qualche esemplare anfibio del MMTV, dotato di 2 idrojet connessi alla presa di forza motore.

Può trasportare una squadra di undici militari compreso il conduttore, ospitando anche sofisticati allestimenti per la EW Electronic Warfare, un ruolo oggi fondamentale e all’avanguardia ricoperto dall’Arma delle trasmissioni.

Il tre assi tedesco, per ampliare la manovrabilità, possiede il terzo asse posteriore sterzante ma ad essere maggiormente apprezzato nel suo progetto, è stato l’ingegno italiano di unire i pregi e le prestazioni del Trakker alle qualità anti IED ma con una versatilità simile al più piccolo VTLM Lince. Ma c’è dell’altro, infatti sul web la tedesca KMW afferma la produzione di un GFF 4 Grizzly 8X8, quindi a quattro assi.

Perché non un Trakker MRAP?

Molti appassionati si saranno imbattuti sul web in avvincenti immagini dell’Iveco Trakker blindato, un autocarro qualitativamente completo anche nell’utilizzo civile da cava o cantiere, e al pari per affidabilità a Unimog o Caterpillar. Il Trakker risulta molto apprezzato sul mercato mondiale e la stessa Armée de terre francese, l’Ejército de Tierra spagnolo e il Deutsches Heer ne possiedono diverse unità.

Tuttavia la versione militare del Trakker, da noi rappresentata dall’Astra ACTL, deriva dalla versione civile, la quale seppur rivista e blindata non possiede caratteristiche propriamente anti IED. Il suo impiego è probabilmente indicato per una logistica di retrovia, ad esempio lo scarico/carico dei carri quando c’è il rischio di fuoco da parte dei cecchini o lanci di granate.

La tecnologia

L’MMTV appare come un musone - nel gergo degli autisti - cioè con motore avanzato rispetto al Trakker, una soluzione che in qualche modo richiama l’impostazione automobilistica, ma sinonimo forse di una maggiore stabilità anche se le soluzioni con motore avanzato sono un po' penalizzanti in manovra, in particolar modo per le limitate superfici vetrate blindate; occorre dedicare tempo per la familiarizzazione operativa alla guida.

Il motore utilizzato sui blindati a due e tre assi, è un Cursor 9 sei cilindri con 400 cavalli e 8.709 cm³, mentre per la trasmissione è utilizzato un cambio automatizzato - probabilmente un Eurotronic - a 12 marce con tre gamme di rapporti - corto medio lungo – ma diverse fonti affermano invece l’utilizzo di un automatico idraulico a 5 marce. In ogni caso oltre al freno motore sullo scarico è provvisto di retarder. Un ripartitore centrale e tre differenziali garantiscono grazie al sistema ADM - Automatic Drive-Train Management - la trazione integrale che può essere bloccata sia longitudinalmente sia trasversalmente.

Le sue masse sono di circa 19 tonnellate per il 2 assi e 25 per il tre 3 assi, con una protezione balistica che sembrerebbe possa essere maggiorata. Insomma una PTT analoga a quella di un autobus e posso garantire che 400 cavalli su un pullman di gran turismo fanno davvero la differenza nelle salite più insidiose a pieno carico.

Gli MMTV, o Grizzly, sono chiaramente molto alti con una luce inferiore e uniforme nel sottoscafo pari a 43 cm e un’altezza complessiva di poco più di tre metri. Il 2 assi misura 6,9 metri di lunghezza che diventano 7,4 per il sei ruote, mentre la sua larghezza è di 2,53 metri. Insomma un buon compromesso tra potenza, prestazioni, massa e dimensioni, ma come il Vtlm Lince, il suo utilizzo prevede l’azione e il rapido allontanamento e non il combattimento, semmai la difesa.

Interessanti sono le aperture porte (interno esterno) con pistone idraulico posto sulle cerniere interne e la possibilità di aprire la botola sul tetto anche dall’esterno. A ciò si aggiungono pneumatici rigorosamente run flat XML 14.00 R20 associati al dispositivo di sgonfiaggio e la capacità di transitare su inclinazioni gravose senza problemi anche se provvisto di tandem posteriore, balestre a 4 lame e sospensioni telescopiche. Apprezzabili le capacità di attraversamento guado fino a circa due metri.

Grazie alle sue prese di forza e allestimenti tecnici, l’Orso può essere utilizzato logisticamente anche come generatore di corrente, e e tutta la sua linea elettrica è isolata e a tenuta stagna.

La guida

Molto stabile con una certa tendenza al sottosterzo, un po' come per ACTL e Trakker, ma sempre fedele alla traiettoria rilasciando l’acceleratore e questo, grazie anche alla prontezza dello sterzo. Rapido e scattante con un apprezzabile kick down, e davvero indovinata la soluzione del cambio Eurotronic 12 rapporti, che garantisce il rapporto ideale in funzione del carico, inclinazione, giri e pedale del gas. Potrebbe raggiungere anche i 120 km/h vista la potenza dei motori Cursor, ma come si addice per un autocarro il suo limite è di 80 km/h con un range operativo, ad esempio per un sorpasso, che consente di raggiungere i 90 km/h. La frenata pneumo-idraulica è eccezionale grazie anche all’ABS pluri sensori e, sia Orso che Grizzly, possono definirsi degni concorrenti di CougarBuffalo, presenti in 10 unità nell’Esercito.

Il sistema CAN bus e controllo alla base

Come sul Nuovo IVECO Stralis FP, provato per Difesa Online (v.articolo), anche il VTMM possiede un’unica linea di diagnosi elettrica di ogni componente grazie a specifiche centraline. Il CAN è progettato per funzionare senza problemi anche in ambienti fortemente disturbati dalla presenza di onde elettromagnetiche ma soprattutto velocizza gli interventi di manutenzione e con questo sistema tutto è davvero e costantemente sotto controllo, anche una semplice luce di cortesia o spia sul cruscotto.

Grazie al continuo dialogo telematico tra veicolo e centrale di controllo, ogni VTMM in servizio, trasmette in tempo reale tutte le informazioni tecniche sulle sue condizioni di esercizio e manutenzione. Un sistema che potrebbe prender piede anche nell’automotive civile ma forse qualcuno solleverà lecitamente il dubbio su una privacy che sta andando a farsi benedire?

Dedicato…

ai civili e militari caduti nei conflitti e a tutti i ragazzi dei reparti del Genio militare e agli amici dell’8° rgt guastatori paracadutisti “Folgore”.

Foto: CNH Industrial - Iveco Defence Vehicles / autore / web

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