Fiat "Oltre" ... e qualche ricordo di vita militare

(di Gianluca Celentano)
08/10/18

Presentata più come una Concept and Show Car nel 2005 sembrava potesse avere le carte in regola - e forse le ha avute - per evolversi come risposta italiana nel mondo dei fuoristrada.

Il progetto FIAT era nato per fornire alle Forze Armate un versatile Multiruolo intorno al quale doveva gravitare una sinergia moderna e innovativa tra essenzialità, affidabilità e comfort.

Se il debutto del blindato VTLM IVECO LINCE risale al 2003, è probabile che l’idea abbia davvero dei connotati comuni con il mezzo che tratteremo, o quantomeno si sia voluto offrire una versione “civile” al Multiruolo militare più sicuro al mondo che si è aggiornato con diversi restyling dopo l’esperienza pratica sul campo.

Fiat OLTRE

In ambito soprattutto civile è stato l’Iveco Massif a colmare il vuoto nel segmento fuoristradistico lasciato dalla Fiat Campagnola AR76, e nonostante molti l'abbiano considerato la Defender italiana, il 4X4 italiano era davvero ottimo anche se non segnò un successo. Peccato però che la crisi economica a cui si è correlata quella dello stabilimento Santana in Spagna, abbia sentenziato nel 2011 la fine della sua produzione.

Come era la civile LMV

Forza e adeguatezza per l’All Terrain Vehicle, erano le prerogative del progetto Fiat per rientrare nel mercato Off Road, nel quale saper incrociare la praticità dell’uso estremo con l’attuale e complessa tecnologia dei SUV diventava determinante e necessaria per affermarsi sul mercato dell’ automotive, come si sa sempre più esigente e concorrenziale.

Un telaio portante con motore longitudinale 4 cilindri Iveco F1C turbodiesel da 3.0 cc 16 valvole e iniezione common rail multijet con una potenza portata a 180 cavalli, necessaria considerata la PTT (massa a pieno carico o peso totale a terra, ndr) di circa 4 tonnellate, erano le soluzioni ideali - utilizzate ancor oggi - per consentire alla Fiat Oltre, ad esempio, di lasciarsi alle spalle pendenze longitudinali nell’ordine dei 40° con a bordo un equipaggio completo.

Davvero tantissima coppia, 456 Nm erogati dal suo motore che continua imperterrito a dare soddisfazione e piacere di guida ancor oggi ai possessori dell’Iveco Daily, che rigorosamente con un propulsore euro 6 arriva ad offrire ben 205 cavalli di potenza e 470 Nm di coppia.

La strumentazione è essenziale ma completa e richiama molto il posto guida del Lince: indicatori analogici circolari per velocità e giri motore e temperature, tra cui quella del cambio, ma anche un pannello sulla destra del conduttore colmo di interruttori, alcuni per il consenso di sicurezza per alcune funzioni. La componentistica a partire dalle levette per i tergi e l’illuminazione posti sui lati del volante a 3 razze, sono di provenienza Iveco e utilizzati sui trucks e bus del marchio.

Piacevoli sono gli interni azzurri e bianchi, presentati sulla Concept del 2005, raffinati e imbottiti ma soprattutto spaziosi.

Progettata per ospitare 4/5 persone, sul tetto è presente la caratteristica botola circolare e all’interno dispone di una gabbia di sicurezza che percorre tutti i montanti di quest’ultimo.

Si presenta come una Pick Up a doppia cabina briosa e la voglia di provarla e farla derapare sullo sterrato è davvero tanta, tuttavia se fosse stata prodotta avrebbe probabilmente offerto diverse conformazioni.

Trasmissione e dimensioni

Adotta un cambio automatico a sei marce ZF come nel caso del Lince, e due differenziali più un ripartitore che garantiscono una coppia distribuita intelligentemente quando avviene una differenza di giri tra i due assi, ma anche il caratteristico blocco assi al 50% e dei differenziali come avviene nei fuoristrada puri.

Ruote indipendenti con molle e sospensioni telescopiche, la tengono ancorata al terreno grazie anche ai suoi pneumatici da 315/40R26 XL con il classico disegno a tassellatura idonea sia su asfalto che in Off Road impegnativo.

Alta mezzo metro da terra è lunga 4,87 metri per 2,05 d’altezza e poco più di due metri di larghezza, offre l’interessante misura interasse con un passo di 3,23 m; uno spazio ideale per il fuoristrada considerato che ha quattro porte.

Misure nel complesso quindi simili a quelle del Lince da cui, come detto, probabilmente deriva.

Lateralmente può inclinarsi di 22 gradi e la sua velocità su rettilineo si attesta - superandoli - sui 130 Km/h.

Le sue maniglie esterne, come sulle Land Rover, sono alloggiate all’interno delle porte, un particolare di non poco conto, utile nei passaggi stretti e critici.

Può guadare immergendosi di ben 85 centimetri ma con il kit snorkel il valore sale a un metro e mezzo.

Ricorda l’HUMMER H2 ma esiste il Lince civile?

Se l’Iveco Massif era acquistabile in un concessionario di veicoli industriali, l’attuale Lince è riservato soli ad alcuni acquirenti pubblici e la versione blindata sembrerebbe bandita dal mercato dell’usato ex military.

I dati sul peso della Fiat Oltre, dovrebbero essere analoghi a quelli dell’H2 civile americano - considerato che non è blindato - anche se alcune notizie confermerebbero la sua guidabilità solo con patente C per effetto di una massa sopra le 3.5 t. Un problema però che non si pone visto che non è mai stato prodotto in serie ma è rimasto un prototipo per far colpo sui visitatori degli stand come il Motor Show di Bologna.

Proprio il felino italiano, il Lince VTLM appunto, ha riscosso molto interesse nelle vendite sui mercati mondiali anche nella versione più Light, ovvero priva di protezioni e forse ancor più agile e snello nell’enfatizzare le sue prestazioni, che ricordiamo essere state messe sotto i riflettori da diverse testimonianze di militari ritornati dall’Afghanistan.

Con questa premessa, qualche versione “civile” o leggermente protetta del Lince è in circolazione e in uso per i compiti di protezione civile antincendio e soccorso sanitario ma anche in corpi di polizia di altri Stati. Tuttavia per gli appassionati del genere, sembra non trovarsi ancora nulla di non blindato sui piazzali dell’usato istituzionale.

Quindi probabilmente…

Visto il successo del prototipo Fiat Oltre, diventerebbe “complicato” capire il perché questo veicolo non sia stato prodotto in serie per il mercato civile, e forse è più semplice presupporre che si sia voluto dare un’immagine pubblicitaria con forme più quotidiane all’inarrestabile VTLM Lince (foto) nato con qualche ombra ma tra i migliori Veicoli Multiruolo leggeri e blindati militari.

Oltre SUV o Fiat Bravo, stesso nome altro progetto

È curioso sapere che la produzione per i mercati extraeuropei di Fiat, ha realizzato anche se non sappiamo nulla di più nel merito, un SUV utilizzando la scocca della Bravo ma con lo stesso nome del LMV che abbiamo trattato. Si tratterebbe di una versione Urban jungle che doveva debuttare nel 2009 con motorizzazioni diesel e benzina da 1,4 cc, con 120 e 150 cavalli. Ricordo piuttosto a fronte della notizia, il successo della Fiat Sedici 4x4 costruita in collaborazione con Suzuki (SX4) anch’essa un’interessante Urban Jungle con la vocazione e le capacità di affrontare egregiamente lo sterrato.

Storie dall’Ufficio Automezzi di battaglione

Foglio di marcia, annotazione chilometri in entrata e uscita e verifica del mezzo. Questo documento, firmato e contro firmato era spesso arrotolato e conservato a vista nel taschino della mimetica verde oliva, e accompagnava il buon conduttore che passava la giornata presso l’ufficio mezzi del suo reparto pronto ad uscire per un servizio. Qualcuno di voi ricorderà anche, dopo aver collegato le batterie, il chiodo per la connessione elettrica e l’avviamento dei mezzi, dove sull’impugnatura era spesso legato il cordino del sacco a pelo.

Si passava da momenti di calma piatta dove ci si conosceva tra ragazzi di diverse regioni ed esperienze, a momenti dove non si aveva neppure il tempo di pensare ma solo di eseguire, eccetto per gli imboscati chiaramente…

Si passava dal servizio di linea alla mattina presto con l’F900, o il Cacciamali, ai giri con l’Ar 59 o 76 piuttosto che dai servizi con gli ACM80 o ACP70, ma solo al più solerte dei militari di leva con l’incarico 18/A veniva assegnato l’apice dei compiti, quello di autista del colonnello. Anche per questi “eletti” però, c’era una sorta di periodo di prova e, se il “comandante” non li riteneva disinvolti nella guida, tornavano ai servizi generici dell’ufficio mezzi.

Ingrassaggio delle batterie dopo i lavaggi, controllo livelli e pennellate di gasolio sulla carrozzeria (mi raccomando non fatelo sulla vostra auto!!!) oltre al lucido nero sui pneumatici, erano la consuetudine delle attenzioni e operazioni rivolte ai mezzi di reparto, che con qualsiasi tempo e temperatura erano comunque sempre pronti ed efficienti.

I Leopard e i VCC M113 passavano dentro delle vasche con acqua, scavate appositamente per il lavaggio e successivamente salivano su un supporto per la pulizia dello scafo.

Lo so vi ho messo in moto molti ricordi ma quelli più interessanti credo risalgano ai Campi dove soprattutto lo spirito d’adattamento era la prerogativa per ogni singolo militare di leva e dove, in queste occasioni, si apprezzavano ancor più le performance fuoristradistiche della flotta dei mezzi militari italiani.

Magari più avanti vi racconterò un'esperienza di un allarme dove alla guida c’era il conduttore Pica, un conduttore capace e tutt’uno con motore e camion 4x4...

Leggi anche: "Iveco Lince LMV: il felino italiano che fa scuola nel mondo. Tra luci e ombre"

(foto: web)

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