Marina Militare: la difesa a corto e medio raggio

(di Tiziano Ciocchetti)
08/06/21

Lo sviluppo del programma CAMM-ER (Common Anti-air Modular Missile Extended Range) di MBDA prosegue secondo i tempi previsti. L’obiettivo è quello di poter fornire i primi sistemi – l’Aeronautica Militare sarà il cliente di lancio – entro l’inizio del 2024.

Dopo oltre 40 anni di servizio, il sistema missilistico a medio raggio superficie-aria ASPIDE è ormai giunto al termine della vita operativa. Inoltre, il missile CAMM-ER dovrà rimpiazzare i sistemi a medio raggio SKYGUARD (basato sull’ASPIDE) in dotazione all’Esercito Italiano.

Il CAMM-ER ha una lunghezza di 4,2 metri e un peso di 160 kg. Il motore Avio gli conferisce un raggio d’azione massimo di oltre 40 km, con una velocità pari a mach 3.

La peculiarità del missile è che viene lanciato “a freddo”, ovvero l’espulsione dal canister avviene grazie all’utilizzo di un generatore di gas, successivamente il motore si avvia quando il missile è distante diversi metri dal sistema di lancio ed è già in modalità turn-over (orientato sul bersaglio).

Anche la Marina Militare necessita di acquisire un sistema missilistico a medio raggio che possa essere imbarcato sulla classe Thaon di Revel e sulle future corvette europee. Tale necessità, fino ad oggi, è stata assolta dai sistemi ALBATROS (anch’essi basati sull’ASPIDE), i quali figurano (sulla carta) ancora imbarcati sui caccia classe Durand de la Penne e sulle fregate classe Maestrale.

Oltre all’acquisizione del nuovo missile, per la difesa a corto-medio raggio, la Marina Militare dovrebbe rivedere anche l’utilizzo dell’artiglieria per la difesa di punto contro la minaccia dei missili antinave. L’anno scorso doveva essere testato, sul caccia Doria, il nuovo munizionamento Davide/DART da 76 mm (gittata massima 20 km), tuttavia per motivi sconosciuti i test non sono stati effettuati.

A differenza di altre Marine, quella italiana ha sempre utilizzato, per la difesa di punto (CIWS, Close In Weapon System) pezzi in calibro 40 e 76 mm, preferendoli alle Gatling da 20 e 30 mm (in dotazione alla U.S. Navy e alla Marina russa). Sarebbe il caso di cominciare a valutare la possibilità di adottare sistemi d’arma da 25 mm, magari adattando il nuovo cannone a 4 canne rotanti, GAU-22/A da 25x173 mm, montato sul caccia F-35A, per un impiego navale. Ciò comporterebbe un grande risparmio sia in termini economici che di spazio (oltre che un notevole incremento della celerità di tiro, 3.300 colpi al minuto contro i 139 del 76/62), inoltre potrebbe essere impiegato in funzione anti barchini nelle missioni di contrasto alla pirateria marittima.

Foto: MBDA / Marina Militare