Marina Militare: il confronto (improponibile) nell’Adriatico

(di Tiziano Ciocchetti)
22/08/22

In una intervista sul quotidiano la Repubblica, il capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Cavo Dragone, ha raccontato dei recenti avvenimenti, nel Mar Adriatico, che hanno visto protagonisti alcune unità navali della Marina Militare della Federazione Russa.

La nostra Marina Militare ha tenuto “sotto controllo” una flotta russa che si è spinta fino alle coste abruzzesi.

Secondo il capo di SMD, le navi russe non volevano bloccare il Canale di Otranto ma svolgere un’operazione di pattugliamento. Aggiungendo che “non si è trattato di un confronto tra la NATO e i russi o tra gli americani e i russi (nel Mediterraneo è presente la VI Flotta della U.S. Navy, NdA). Sono state le forze italiane a prendere le contromisure"

Sempre secondo l’ammiraglio Cavo Dragone la Marina ha avuto “una reazione fluida, da manuale, ordinando quella che viene chiamata un'operazione di ricerca. Si sono mosse due fregate FREMM, le più moderne della nostra flotta. Il Bergamini sul caccia russo Admiral Tributs; il Marceglia sull'incrociatore Varyag. Gli aerei P-72A del 41° stormo le hanno sorvolate senza sosta. Poi è sopraggiunta pure la fregata Libeccio. Insomma, non le abbiamo mollate un attimo".

In aggiunta al dispositivo italiano è arrivato anche il sommergibile Longobardo. Mentre alla piccola flotta russa si è unita la fregata Admiral Grigorovich.

Analizziamo le unità navali italiane e russe

Il caccia Tributs è stato concepito come unità antisom. Infatti il suo armamento principale consiste in missili antisom (Metel-U), siluri da 533 mm (SET-65) e razzi antisom da 213 mm (RBU-6000). Oltre a questo imbarca otto lanciatori verticali per missili superficie-aria 3K95 Kinzhal (SA-15). Inoltre, a prua, sono installate due torri con pezzi da 100 mm.

La fregata multiruolo Bergamini, prima FREMM ad entrare in linea nella Marina Militare, ha come armamento principale un cannone OTO Melara da 127/64 mm LW (ancora senza munizionamento Vulcano), un Super Rapido da 76/62 mm (ancora senza munizionamento Davide/Dart) e 16 celle VLS A50 per missili superficie-aria Aster-15/30 (tuttavia il numero di missili imbarcati dovrebbe essere pari a metà delle celle).

L’incrociatore Varyag è una piattaforma lanciamissili. Il suo armamento antinave è costituito da 16 missili supersonici P-1000, con gittata massima di oltre 800 km e da una torre binata da 130 mm. Per la difesa antiaerea imbarca 64 missili superficie-aria al lungo raggio S-300F e 40 a corto raggio OSA-M.

Per quanto concerne il Marceglia, l’armamento imbarcato è speculare al Bergamini.

Ad oggi non risulta che alcuna delle 8 FREMM in servizio abbiano mai lanciato un missile antinave (Teseo Mk2/A).

L’unica unità navale, che si è aggiunta al dispositivo italiano, ad imbarcare missili antinave è la fregata Libeccio (classe Maestrale). Varata nel 1981 doveva andare in disarmo, insieme alle ultime due della classe Maestrale ancora attive (Zeffiro e Grecale), con l’entrata in servizio delle ultime due FREMM (Bianchi e Schergat). Tuttavia la vendita di queste due unità all’Egitto ha fatto sì che le Maestrale dovessero ancora rimanere in servizio.

Il Libeccio, oltre al pezzo OTO da 127/54 mm, imbarca infatti 4 contenitori/lanciatori per missili Otomat/Teseo di vecchia generazione che necessitano dell’assistenza di un AB-212 per colpire obiettivi oltre la linea dell’orizzonte (TG2).

La fregata Grigorovich, sopraggiunta a rinforzare il dispositivo russo, imbarca otto missili supersonici 3M54 Kalibr, con capacità antinave e land attack. In futuro tale unità potrebbe imbarcare anche i nuovi missili ipersonici 3M22 Zircon.

Le unità navali russe non avevano certo l’intenzione di bloccare il Canale di Otranto, né di colpire basi americane sul territorio italiano. La Marina ha fatto quello che poteva, ovvero monitorare le navi russe ma se la situazione fosse precipitata... sarebbe intervenuta la VI Flotta con la portaerei Truman (90 velivoli imbarcati) e il suo carrier strike group composto da due incrociatori classe Ticonderoga, due caccia classe Burke e uno o due sottomarini a propulsione nucleare (SSN) classe Virginia.

Foto: Marina Militare / MoD Fed. Russa / U.S. Navy