Mar Cinese Meridionale: Pechino schiera sedici caccia intercettori ed attiva la rete missilistica di difesa

(di Franco Iacch)
14/04/16

E’ ritenuto il più grande rischieramento aereo mai avvenuto nel Mar Cinese Meridionale. Pechino ha schierato sedici caccia intercettori Shenyang J-11 sull’isola di Woody, della catena delle Paracel nel Mar Cinese meridionale. Occupata da una guarnigione della Repubblica Popolare Cinese, l’isola è rivendicata sia da Taiwan che dal Vietnam.

I sedici caccia sono stati rilevati il sette aprile scorso dalla rete satellitare militare americana. Una mossa, quest’ultima, che si discosta dalla posizione del presidente cinese Xi Jinping che, lo scorso febbraio durante una visita a Washington, affermò pubblicamente di essere contrario alla militarizzazione del Mar Cinese Meridionale.

Gli Stati Uniti si oppongono alla militarizzazione del Mar Cinese Meridionale, auspicando una soluzione pacifica alle dispute in atto.

Brunei, Malesia, Filippine, Taiwan, Vietnam, Corea del Sud, Giappone e Cina. Costellato da piccole isole, scogli e secche, il Mar Cinese Meridionale è al centro di una disputa territoriale che contrappone più paesi tra di loro. Tensioni che si sono acuite negli ultimi anni, perché la Cina ha recuperato circa tremila acri di terra in una massiccia operazione di dragaggio, costruendo aerodromi, porti e fari.

L’isola di Woody è la più grande della catena Paracel. Ospita un aeroporto fin dagli anni ’90 e si trova a 250 miglia a sud est di un'importante base sottomarina cinese sull'isola di Hainan.

Il segretario alla Difesa Ash Carter si trova in queste ore nelle Filippine per visitare le basi che gli Stati Uniti considerano fondamentali per contrastare l'aggressione cinese nella regione. Le basi si trovano a circa 100 miglia ad est delle isole Spratly. Il Pentagono ha già confermato la rotazione delle truppe nelle Filippine.

Le foto dei satelliti ImageSat International, mostrano intanto ormai completati gli interventi sull’isola di Woody per l’entrata in servizio dei missili terra-aria, schierati lo scorso febbraio. Due batterie di otto lanciatori pronti al fuoco e collegate ad un sistema di allarme radar sono state identificate. Il sistema HQ-9, “molto” simile all’S-300 russo, ha una gittata stimata di 200 km.

Con la componente aerea già operativa, Pechino spera di chiudere tutte le “intrusioni” non autorizzate sulle isole contestate. Sull’isola di Woody, Pechino avrebbe dispiegato anche sei cacciabombardieri Xian JH-7 (foto).

(foto: Dmitriy Pichugin)

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