Le fantasiose PSYOPS della Cia

23/06/14

In dieci anni di caccia a Bin Laden, considerato l’uomo più pericoloso del mondo, la CIA ha schierato droni, satelliti e spie, pagato informatori per milioni di dollari e messi in campo segretissimi reparti speciali e dispositivi di localizzazione in tutto il Pakistan.

L'agenzia di spionaggio ha anche considerato un piano che prevedesse l’impiego di giocattoli. La notizia è stata ripresa da tutti i media americani, compresi quelli molto vicini alle forze armate come Stars and Stripes.

L’operazione "Devil Eyes" ricevette il via libera nel 2005. La CIA iniziò segretamente a sviluppare un action figure standard di dodici pollici raffiguranti Osama bin Laden. Per realizzarli chiesero l’aiuto delle migliori menti del settore. La cosa ancora più curiosa è che il volto del personaggio era riprodotto con particolari tecniche. Il contatto con le mani dei bambini( e con il loro calore corporeo), avrebbe dissolto il colore della faccia svelandone un’altra simile a quella di un demone (anche se ricorda vagamente un Sith di Guerre Stellari), con penetranti occhi verdi.

Per garantire il successo della missione, la CIA contattò il giocattolaio Donald Levine, ex dirigente Hasbro e tra i creatori dei giocattoli GI-Joe, in grado di generare dall’anno in cui raggiunsero gli scaffali, avvenuto nel 1964, affari per 5 miliardi di dollari. La CIA si interessò a Levine sia perché era un autentico mostro sacro nel settore dei giocattoli e sia perché aveva una vasta rete di contatti con le industrie cinesi che poi avrebbero prodotto in serie l’action figure di Bin Laden.

Ad oggi non c’è alcuna certezza sulla diffusione dei giocattoli. Secondo alcune voci non confermate, un centinaio di prototipi sarebbero stati realizzati come parte di un ciclo di pre-produzione nella città cinese di Dongguan. Il prototipo finale era “vestito” con un abito tradizionale pakistano dentro una scatola di cartone di buona fattura. Il costo del giocattolo sarebbe stato irrisorio: il fine non era certo il ritorno economico. Le action figure prodotte, sarebbero state caricate a bordo di un cargo con destinazione la città pakistana di Karachi nel 2006. La CIA avrebbe interrotto la missione dopo aver valutato i prototipi.

Indipendentemente dal progetto "Devil Eyes", questa è soltanto l’ultima operazione di intelligence compiuta dagli USA per provare a conquistare i cuori e le menti delle popolazioni locali o tentare di farli insorgere contro il governo. Celebre, per esempio, durante la Guerra Fredda, la creazione di Radio Free Europe e Radio Liberty, interamente finanziate dalla CIA, cosi come riviste intellettuali, tour di concerti, mostre d'arte e seminari accademici.

Celebre, ma non tanto noto, lo zampino della CIA nella diffusione del Dottor Zivago (vedi articolo). Ma gli esempi per minare l’Unione Sovietica sono stati davvero tanti e solamente pochi sono conosciuti dall’opinione pubblica. Basti pensare che i servizi segreti americani utilizzavano dei “provocatori” per interrompere i festival comunisti o altri giovani per la distribuzione di volantini di propaganda oculatamente progettati.

Sarebbe corretto anche affermare che la CIA precede ogni intervento armato dello Zio Sam. Nel 1994, prima dell'invasione di Haiti, la CIA distribuì palloni da calcio per dimostrare al popolo la generosità degli Stati Uniti. Ancora in parte coperte da segreto militare, le operazioni gestite dalla CIA dopo l’11 settembre contro Al--Qaeda e l'estremismo islamico. In Afghanistan, la CIA aveva una base operativa avanzata nota come Campo Chapman nella provincia di Khost, la stessa base dove poi persero la vita sette agenti operativi in un attentato suicida avvenuto nel 2009. Almeno un action figure di Osama bin Laden è custodita a Langley, sede centrale della CIA.

Franco Iacch

(foto: Whashington Post)

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