La Siria potrebbe diventare la base di Al-Qaeda per colpire l'Europa

27/03/14

I leader di Al-Qaeda in Pakistan, tra cui Ayman Al-Zawahri, starebbero sviluppando un piano a lungo termine per la creazione di una cellula in Siria che potrebbe identificare, reclutare e addestrare gli occidentali su come attaccare gli obiettivi in Europa.

E’ quanto titola in prima pagina il New York Times.

Decine di militanti esperti - secondo un documento classificato venuto in possesso del Times – si sarebbero spostati in Siria dal Pakistan con il preciso obiettivo di colpire l’Europa. Proprio in Siria si troverebbero fino a 1.200 musulmani americani ed europei, giunti a Damasco per combattere e sostenere il regime di Assad. Questo bacino di guerriglieri viene considerato altamente pericoloso, considerando che potrebbero essere indottrinati, reclutati ed addestrati per condurre attentati una volta tornati a casa.

Una tecnica che ricorda tanto quella dei “moltiplicatori” in Vietnam. In quel frangente, ma la storia ne è piena, i berretti verdi addestravano gli abitanti dei villaggi “moltiplicando” la loro forza sul campo, senza ricorrere all'invio di altre truppe.

Secondo John Brennan, direttore della CIA, la Siria potrebbe rappresentare il trampolino di lancio per future azioni terroristiche. La nuova cellula, sarebbe formata dai fedelissimi di quel che resta della leadership di Al-Qaeda in Pakistan, fortemente ridimensionata negli anni dai mortali attacchi portati dai droni. Questi uomini portano con se la loro esperienza sul campo tipica di un contesto asimmetrico: autobombe, ied, guerriglia urbana, logistica, maneggio delle armi di piccolo calibro, indottrinamento religioso e pianificazione. Da sottolineare però, che se da un lato il rapporto dell’intelligence Usa considera seriamente il problema, dall’altro lo ridimensiona rispetto ad altre minacce terroristiche: l’esperienza accumulata in Pakistan nel compiere attacchi, infatti, sarebbe ben diversa da quella che richiesta per colpire l’Occidente. Contesti, target e contromisure sarebbero nettamente diverse e richiederebbero ben altre risorse. I terroristi Pakistani quindi, secondo la CIA, non avrebbero il know-how necessario per colpire l'Occidente.

Nel rapporto infine, non si fa menzione della pericolosità del “Lone Wolf” o lupo solitario, gli attacchi cioè portati dai singoli elementi e difficilmente rintracciabili perchè insospettabili. Sarebbe un grossolano errore sottovalutare proprio quest'aspetto, considerando il tentativo di Al-Qaeda, nell'ultimo periodo, di incentivare proprio questa tipologia di soggetti nell'immolarsi per la causa.

Com'è noto, Al-Qaeda ha già creato una propria cellula in Yemen. Quella in Siria, se venisse confermata, sarebbe il primo sforzo di istituire un’ala del proprio movimento specificamente creata per condurre attacchi mirati contro l'Occidente. Secondo Barack Obama, Al-Qaeda avrebbe perso la capacità di rinfoltire i ranghi. Tesi smentita nell’ultimo numero di Inspire, da poche settimane on line, definita come la rivista ufficiale dei terroristi.

Franco Iacch