La riforma che ha "rimandato" il taglio delle forze armate

(di Antonino Lombardi)
06/10/22

Già da qualche mese, in concomitanza con lo scoppio del conflitto russo-ucraino, si discuteva sulla possibilità di posticipare il taglio del personale delle forze armate. La camera aveva già approvato ad aprile l’emendamento che prorogava dal 2024 al 2033 il termine entro cui ridurre la forza organica della nostra difesa.

Il 3 agosto il Senato ha approvato il disegno di legge con 196 voti favorevoli. Il ministro Guerini ha dichiarato che si tratta di “un passo in avanti decisivo nel processo di riforma dello strumento militare che consentirà di reclutare personale più giovane destinato alle attività operative, con migliori prospettive di carriera e di trattamento economico, introducendo la necessaria gradualità nel conseguimento degli obiettivi di riduzione fissati dalla legge 244 del 2012”.

Adesso la norma giuridica andrà applicata. Secondo quando previsto dalla testo di legge il governo potrà incrementare fino ad un massimo di diecimila unità l’organico dei volontari in ferma prefissata e del personale tecnico specializzato (medici, ingegneri, ecc…), l’istituzione di una riserva selezionata fino ad un massimo di diecimila unità.

La riforma però che più influisce sull’assetto della difesa riguarda il reclutamento dei volontari. Infatti si abbandonano le formule VFP1 e VFP4 che saranno sostituite da un’unica ferma triennale (VFI - Volontari in Ferma prefissata Iniziale) ed una successiva di ulteriori 3 anni (VFT - Volontari in Ferma prefissata Triennale) con immissione diretta al servizio permanente.

La durata delle ferme può essere prolungata, con il consenso degli interessati, per il tempo strettamente necessario al completamento, rispettivamente, dell'iter concorsuale di coloro che hanno presentato domanda per il reclutamento come volontari in ferma triennale ovvero delle procedure per il transito nei ruoli dei volontari in servizio permanente.

Il periodo di ferma per accedere al servizio permanente passerà dagli attuali 11 anni a 6 anni e si ridurranno i limiti di età (24 anni) per l’ingresso alle carriere iniziali che porterebbe ad un miglioramento dell’aspetto funzionale ed operativo delle forze armate.

 A livello economico-finanziario, le novità riguardano il riconosciuto del recupero della festività a tutti i Volontari che presteranno servizio in giornate festive, ai VFT sarà riconosciuto il compenso per il lavoro straordinario (oggi non spetta ai VFP4), la corresponsione, ai VFI, di un’indennità di 100€ a carattere forfettario, in luogo del compenso per le ore eccedenti l’orario lavorativo settimanale. Inoltre, il parametro stipendiale, verrà adeguato a quello del graduato nella misura del 81.5% per i VFI e del 80% per i VFT.

La riforma è il risultato di una modifica del Codice dell’ordinamento militare del 2010. Il primo cambiamento è avvenuto nel 2012 con la “legge Di Paola” (L.244/2012, approvata all’unanimità) che delegava al governo il compito di riconsiderare lo strumento militare apportando ad una riduzione dell’organico del personale delle personale militare dell’esercito, della marina militare e dell’aereonautica militare, entro il 2024, ad un totale di 150.000 unità. Il decreto attuativo di questa legge, approvato nel 2014, conteneva anche una scaletta temporale che prevedeva che l’organico della difesa sarebbe stato costituito fino al 2015 di 190 mila unità, 170 mila unità nel 2016 e 150 mila entro il 1° gennaio 2025. Questa riforma, invece, sposta al 2033 (e non "elimina", ndd) la riduzione di personale previsto dalla “legge Di Paola”.

Sempre il ministro della Difesa ha affermato che il provvedimento “prevede anche l’istituzione di una riserva ausiliaria dello Stato e la riforma della sanità militare, introducendo, infine, la possibilità di intervenire con misure di flessibilità nelle dotazioni delle singole Forze armate in relazione alle esigenze operative di un moderno strumento militare”.

Foto: ministero della Difesa

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