Indennità Forze Speciali: carbone per gli incursori

(di Tiziano Ciocchetti)
30/12/21

Sotto l’albero, questo Natale, gli acquisitori e i ranger hanno trovato un bel regalo da parte di SME. Infatti, in base a quanto sottoscritto il 23 dicembre scorso dai rappresentanti delle tre Forze Armate (i carabinieri sono stati esclusi) competerà, a decorrere dal 2022, al personale militare in possesso dei "brevetti" (nonostante non esista un atto amministrativo emanato dal Ministero della Difesa, SME si ostina a definire brevetti quelle che in realtà sono qualifiche) di acquisitore obiettivi o di ranger, rispettivamente in servizio presso il 185° RRAO e il 4° rgt alpini paracadutisti, ovvero in servizio presso i reparti, le strutture comando e le posizioni organiche delle Forze Speciali, compete un’indennità supplementare mensile nella misura del 170% dell’indennità di impiego operativo di base. Ciò si applicherà al personale militare delle Forze Armate da 1° caporal maggiore a capitano (e gradi corrispondenti).

Un bel regalo di Natale, non c’è che dire.

Mentre per i reparti Incursori è stata rideterminata, nella misura del 190%, l’indennità operativa di base già esistente e sancita dalla Legge n. 78 del 23 marzo 1983, di cui all’art. 9 comma 2, che originariamente era stata fissata nella misura del 180%.

Quindi, come si evince, i reparti incursori (Col Moschin, GOI, 17° Stormo e GIS) ottengono un aumento esiguo mentre gli acquisitori e i ranger avranno un sostanzioso incremento delle loro indennità, che porterà la differenza tra operatori Tier 1 e Tier 2 a poche decine di euro (per i ranger, l’indennità percepita come appartenenti alle truppe alpine verrà assorbita nel 170%).

Questo sarebbe stato possibile anche grazie al consenso del rappresentante della Marina Militare che avrebbe appoggiato in toto le richieste di SME.

L’incremento riguarderà anche il personale militare in possesso di abilitazione anfibia e in servizio presso unità con capacità anfibia o unità da sbarco o anfibie (brigata di marina San Marco e reggimento lagunari) e sarà nella misura del 70% dell’indennità di impiego operativo di base.

Gli incrementi delle indennità sono frutto della volontà di SME di rendere il 185° e il 4° “appetibili” per i volontari, essendoci non pochi problemi per il reclutamento.

Tuttavia, tale accordo amministrativo se dovesse essere confermato, a nostro avviso, arrecherebbe un grave danno a tutto il comparto Operazioni Speciali.

I reparti incursori dovrebbero essere tutelati come asset strategici nazionali. Troppe volte sono state distratte risorse e fondi dal Nono per creare corsi ad hoc per acquisitori e ranger, i quali rimangono reparti Tier 2, quindi non interessati dal COFS a condurre determinate operazioni (come ad esempio quelle di liberazione ostaggi). Ciò avviene anche nella Marina, da quando in seno alla brigata San Marco è stata (ri)creata la compagnia NP (Nuotatori Paracadutisti). I suoi operatori utilizzano i medesimi paracadute in dotazione agli incursori del GOI, limitandone l’impiego da parte di quest’ultimi.

Il decisore politico deve rendersi contro che stiamo andando verso contesti operativi sempre meno permissivi, in cui emergerà la necessità di poter disporre di reparti speciali altamente addestrati, in grado di poter agire in modo totalmente autonomo. Ecco perché, prima o poi, la selezione per accedere al Nono dovrà necessariamente diversificarsi dal resto del comparto OS. In modo tale da consentire, a chi lo volesse e ne avesse i requisiti, di potervi accedere, anche se inizialmente inquadrato nel 185° o nei ranger.

Foto: U.S. DoD

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