Il cinema italiano trasforma gli eroi in operatori ONG

(di Tiziano Ciocchetti)
08/12/22

Sono iniziate lo scorso novembre le riprese del film “Comandante”, con l’attore romano Pierfrancesco Favino nel ruolo del comandante Salvatore Todaro, pluridecorato sommergibilista della Xª MAS della Regia Marina nella Seconda Guerra Mondiale.

In una azione di guerra nell’Atlantico, il 16 ottobre 1940, Salvatore Todaro, al comando del sommergibile Comandante Cappellini avvistò il piroscafo belga Kabalo (5.186 tonnellate di dislocamento) e, dopo aver lanciato inutilmente tre siluri, lo affondò utilizzando i cannoni di bordo (il battello era armato con due pezzi da 100/47 mm). Dopo aver effettuato l'affondamento Todaro accostò e raccolse i ventisei naufraghi della nave belga e li rimorchiò su di una zattera per quattro giorni. Quando la zattera spezzò il cavo di rimorchio, Todaro non esitò ad ospitare i naufraghi sul sommergibile fino a sbarcarli, incolumi, sulla costa delle isole Azzorre.

È una curiosa coincidenza che oggi si racconti la storia, quasi incredibile, del capitano di corvetta Salvatore Todaro, cinque Medaglie al Valore che, nel novembre 1941 passò alla Xª Flottiglia MAS. 

L'idea nasce nel 2018 durante i primi respingimenti dell’esecutivo a guida Conte: “Non mi piaceva come l'Italia si stava comportando - sottolinea lo sceneggiatore del film Sandro Veronesi - e lo volevo dire attraverso il mio mestiere. Ricordare a noi altri di chi siamo figli e nipoti, la Regia Marina ha formato uomini come Todaro”.

Probabilmente nella pellicola dedicata a Todaro si enfatizzerà sulla critica rivoltagli dall’ammiraglio tedesco Karl Dönitz, comandante in capo dei sommergibili della Marina da Guerra. Egli apostrofò l’atto di generosità di Todaro dicendo che “neppure il buon samaritano della parabola evangelica avrebbe fatto una cosa del genere”.

Tralasciando il lato umanitario, il comandante Todaro commise un grave errore che poteva portare alla morte del suo equipaggio e alla perdita del battello a lui affidato. Quindi, dal punto di vista militare, le critiche mosse da Dönitz furono più che legittime, tanto più che il futuro cancelliere del Reich stimava molto il comandante Todaro nonché tutti i sommergibilisti della Regia Marina.

Realizzare un film su un soldato italiano che si ricoprì di gloria in guerra è quanto mai lodevole (visto il "politicamente corretto" che ci opprime quotidianamente) tuttavia, se ne dovrebbe esaltare lo spirito di combattente non certo quello umanitario.

Potremmo anche chiederci perché, se si voleva fare una pellicola sull’epopea dei sommergibilisti della Regia Marina durante la Seconda Guerra Mondiale, non si è scelto il comandante Fecia di Cossato, che affondò più di 86.500 tonnellate di naviglio nemico, oppure Gazzana Priaroggia decorato con 6 Medaglie al Valore Militare (una d’oro, due d’argento e tre di bronzo) e tre Croci di Ferro (prima, seconda classe e Croce di Cavaliere). Anche questi comandanti, citando la dichiarazione di Veronesi, erano uomini formati dalla Regia Marina, i quali compirono il proprio dovere fino all’estremo sacrificio.

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