Guerini manda armi agli ucraini, ma i nostri soldati lanciano ancora le bombe a mano dei bisnonni!

(di Tiziano Ciocchetti)
10/06/22

La brigata alpina Taurinense ha concluso nei giorni scorsi, presso il poligono di Monte Romano, un’intensa esercitazione a fuoco, che ha visto impegnati 330 alpini, supportati dagli elicotteri dell’AvEs, della brigata informazioni tattiche e dall’11° reggimento trasmissioni.

In due settimane di esercitazioni, i militari hanno condotto attività tattiche con l’obiettivo di consolidare le capacità combat in scenari ad alta intensità, sia di giorno che di notte.

Vista la situazione internazionale, è sicuramente positivo che i nostri reparti svolgano simili attività. Tuttavia, nel corso dell’esercitazione, vediamo utilizzare ancora le vetuste SRCM (Società Romana Costruzioni Meccaniche) mod. 1935.

Se le attività debbono essere finalizzate "al massimo realismo" (come riportato nel comunicato dell'Esercito), onde addestrare i soldati nel miglior modo possibile, l’utilizzo di una bomba a mano risalente alla metà degli anni ’30 dello scorso secolo (e già allora poco funzionale e "funzionante"!) appare quanto mai paradossale (ridicolo, ndd).

La SRCM è un ordigno a percussione, con soli 42 grammi di TNT che, se lanciata su superfici soffici, (sabbiose, fangose o innevate), ha una alta percentuale di mancata deflagrazione.

Mandiamo armi agli ucraini (con liste secretate...) per continuare a combattere contro i russi ma non siamo capaci di rimpiazzare una bomba a mano entrata in servizio nel Regio Esercito quasi novant’anni fa.

Ad onor del vero alcuni tentativi da parte della Forza Armata ci sono stati. Negli anni ’80 si è cercato di adottare la O/D-82 ma dopo diversi incidenti (le problematiche non vennero risolte neanche con il modello O/D-82SE), si è deciso di rinunciarvi.

Nell’ultimo decennio si è passati alla produzione della MF-2000.

Il 22 dicembre 2016, una operaia di 23 anni, è rimasta coinvolta in una esplosione mentre stava assemblando una MF-2000 presso lo stabilimento dell’Esercito di Baiano di Spoleto. In seguito all’incidente la giovane ha perduto la vista ed è rimasta sfregiata in volto.

La vicenda ha fatto emergere condotte "commissive e omissive" nell'assemblaggio degli ordigni militari e il pericolo per quel tipo di bombe a mano (un'intera partita finita sotto sequestro). il procuratore di Spoleto, Alessandro Cannevale, ha chiuso le indagini nel marzo 2019, rinviando a giudizio nove persone (due militari e sette civili) per lesioni colpose gravissime e aggravate. La prima udienza si terrà a dicembre 2022 (vi aggiorneremo sugli sviluppi).

In attesa che si chiarisca la inaffidabilità o meno della MF-2000, sarebbe stato opportuno procedere, da parte di SME, all’acquisto di un lotto di bombe a mano estere.

Ad esempio, la tedesca Diehl produce la HGR DM51, una bomba difensiva riempita con 6.500 sferette d’acciaio del diametro di 2 mm (100.000 sono già state fornite agli ucraini). Oppure la Alhambra spagnola, a cui la MF-2000 si ispira nella conformazione. Gli svizzeri, invece, producono la HG85, una bomba a mano sferica riempita con 155 grammi di TNT, adottata anche dal British Army.

Insomma, ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta.

Consigliamo al nostro ministro della Difesa, visto che gli piace frequentare gli anglosassoni (ieri era presente alla festa per il giubileo della Regina Elisabetta II, presso la residenza dell’ambasciatore Edward Llewellyn), di prendere esempio da loro per quanto riguarda gli equipaggiamenti destinati ai propri militari.