Armalite AR-10: la rivincita (postuma) di Eugene Stoner

(di Tiziano Ciocchetti)
27/09/22

Nel 1954 la Armalite Division della Farchild Engine & Airplane Company iniziò lo sviluppo di un fucile d’assalto camerato con il calibro 7,62x63 mm.

L’anno successivo, quando a far parte della società entrò l’ingegnere Eugene Stoner, l’orientamento era mutato a favore della munizione NATO 7,62x51 mm (.308).

Tuttavia il gruppo di lavoro dell’Armalite, guidato da Stoner, non accettò di seguire pedissequamente schemi e disegni di armi portatili tradizionali. I progettisti presentarono un disegno di arma rivoluzionario per l’epoca, ovvero un fucile d’assalto a configurazione lineare munito di congegno di puntamento incorporato. Tale arma portatile aveva un sistema di bloccaggio con otturatore a rotazione.

Il nuovo fucile venne presentato nel 1955, con la designazione di AR-10.

Nella sua realizzazione venne fatto largo utilizzo di alluminio (le uniche parti in acciaio erano la canna, l’otturatore e il porta-otturatore). Risultò quindi essere un’arma leggera, anche troppo, in quanto nel tiro a raffica tendeva a impennarsi (rilevamento). Per ovviare a tale difetto fu necessario installare alla volata della canna un compensatore.

La leva di armamento era collocata sulla parte superiore del castello, protetta da una impugnatura per il trasporto che aveva anche fungeva anche da supporto per il congegno di puntamento.

Il progetto prevedeva che dell’AR-10 fossero varianti quali fucile mitragliatore e mitragliatrice leggera, ma rimasero solo a livello di prototipi.

L’apprestamento delle linee di produzione subirono forti ritardi, né tantomeno giocò a favore dell’AR-10 il fatto che quando apparve sulle scene i paesi della NATO avevano già preso le loro decisioni in merito ai fucili da adottare.

Furono venduti alcuni lotti al Portogallo che impiegò l’AR-10 nelle guerre coloniali in Angola (foto seguente) e Mozambico. Anche il GOI della Marina Militare adottò alcuni esemplari negli anni ’60 dello scorso secolo.

Il lotto più consistente, tramite la società olandese NWM, venne venduto al Sudan.

L’Armalite AR-10 aveva un peso (carico) di 4,8 kg (il Beretta BM-59 superava abbondantemente i 5 kg di peso) per una lunghezza totale di 103 cm (con canna da 20 pollici); la velocità iniziale era di 845 m/sec. (V₀). e poteva erogare un rateo di fuoco teorico pari a 700 colpi/minuto (l’alimentazione era garantita da un caricatore a scatola da 20 colpi).

L’introduzione in servizio del munizionamento 5,56x45 mm, sembrò relegare il calibro maggiore alle sole mitragliatrici d’accompagnamento. Anzi, con le LMG (Light Machine Gun) come la Minimi sembrava che il calibro 7,62x51 mm dovesse scomparire dai plotoni di fanteria (negli anni ’90 l’Esercito Italiano ebbe l’assurda idea di ricalibrare le MG-42/59 col 5,56; progetto per fortuna rimasto allo stadio di solo prototipo). Tuttavia, il teatro afghano ha riportato in auge il calibro 7,62 e le piattaforme sul modello AR-10.

Le grandi distanze di tiro e il confronto con l’armamento leggero delle milizie talebane, costituito perlopiù da fucili e mitragliatrici ex sovietiche (quali AKM, RPD, PKM) in calibro 7,62x39 mm e 7,62x54R mm, hanno evidenziato le scarse prestazioni balistiche del 5,56 x45 mm NATO. Da qui la reintroduzione in servizio, nelle squadre di fanteria, armi portatili in calibro 7,62x51 mm (.308 NATO).

Gli eserciti occidentali hanno cominciato a introdurre, già dalla fine del primo decennio del XXI secolo, modelli che si ispiravano all’AR-10 di Stoner, come i semi-automatici SR-25, M-110 SASS (Semi-Automatic Sniper System) e L129A1 (foto) in dotazione alle squadre di fanteria del British Army.

Parallelamente sono stati adottati anche i c.d. “fucili da battaglia” quali l’automatico H&K 417 da 7,62x51 mm.

Anche l’Esercito Italiano, storicamente poco reattivo a recepire gli insegnamenti dei teatri operativi, ha introdotto nelle squadre di fanteria il Beretta ARX-200 (foto in fondo) in calibro 7,62x51 mm.

Il progetto AR-10 di Stoner aveva probabilmente il solo difetto di essere troppo in anticipo con i tempi, ma le esperienze sul campo hanno dimostrato che la sua idea era assolutamente valida.

Foto: Le-boulanger / Imgur / web / Crown Copyright / Esercito Italiano

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