Alla fiera dell'ovest...

05/11/14

I paesi satelliti dell’ex Unione Sovietica, alcuni dei quali oggi membri della NATO, dispongono di un apparato militare obsoleto e per la quasi totalità di fabbricazione russa. Il recente conflitto a ridosso dei confini ucraini ha posto sotto i riflettori le capacità militari dei paesi che, fino a qualche decennio fa, gravitavano attorno all’URSS e che dipendevano da quest’ultima per equipaggiamenti e rifornimenti.

Da una dettagliata analisi effettuata dalla NATO e dagli USA, emerge che in un ipotetico conflitto contro la Russia, gli ex Stati Sovietici non saprebbero come difendersi.

Il problema nasce a causa di una cattiva gestione delle risorse scaturita con la caduta dell’URSS. Ciò significa che alcuni paesi entrati a far parte della NATO, ancora oggi dipendono dall’hardware militare e dai mezzi di ricambio di Mosca.

Ancora più drammatiche le dichiarazioni proferite dal ministro della Difesa bulgaro ad interim Velizar Shalamanov alla BBC: "Il nostro apparato militare è di epoca sovietica e richiede una costante manutenzione, possibile soltanto con i pezzi di ricambio fabbricati in Russia".

Shalamanov si è spinto oltre:"Tutti i nostri radar i sistemi di difesa missilistici sono stati prodotti nell’ex Unione Sovietica ed il loro funzionamento dipende dalla revisione dei motori eseguite oggi in Russia".Affermazioni che lasciano spazio a più di una riflessione, se consideriamo che la Bulgaria è un paese membro dell’Unione Europea e membro della NATO.

Nonostante la vicinanza con l’Occidente, almeno sulla carta, la Bulgaria possiede un apparato militare obsoleto e di fabbricazione russa.

Potrebbe migliorare, invece, la situazione dell’aeronautica bulgara, con l’acquisizione di F-16 usati (da Italia e Grecia) e con l'acquisto di ‘Eurofighter’ usati dal Portogallo.

In questa nuova corsa agli armamenti occidentali a buon prezzo, sta riscuotendo buoni successi il caccia di quarta generazione e mezza della svedese SAAB: il ‘Gripen’La Repubblica Ceca, membro della NATO dal 1999, ha un contratto in leasing per 14 ‘Gripen’ fino al 2027. Anche l'Ungheria ha scelto il ‘Gripen’ con 14 caccia in leasing per dieci anni e consegnati nel 2007.

Polonia e Slovacchia, infine, stanno considerando il caccia svedese per sostituire i vecchi ‘MiG’ e ‘Sukhoi’ ormai inutilizzabili.

Lo scenario venutosi a creare in quella che un tempo era un’area di esclusiva pertinenza russa, impone una militarizzazione degli ex stati satelliti sovietici così da fortificare quel particolare confine della NATO da qualsiasi futura aggressione russa.

E' probabile che l'ottenimento della tecnologia aeronautica occidentale diverrà una priorità per la maggior parte degli ex stati sovietici oggi (o futuri) membri della NATO.

Franco Iacch

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