Aerei italiani sul confine romeno-ucraino

(di Tiziano Ciocchetti)
09/03/22

In queste due settimane di guerra le attività delle aeronautiche dei paesi dell’Alleanza non sono mancate. Anche l’Aeronautica Militare è attiva nella regione, non solo con i Typhoon schierati in Romania ma anche con altre tipologie di velivoli.

Attualmente, l'Aeronautica Militare dispone di due aerei di rilevamento e preallarme Gulfstream G550 CAEW (Conformal Airborne Early Warning), che sono stati consegnati nel 2016 e nel 2018. L’Italia ha ricevuto questi velivoli (insieme a tecnologia satellitare) in cambio della vendita a Israele di 30 addestratori Aermacchi M-346.

Uno di questi è in missione di sorveglianza aerea lungo il confine romeno-ucraino, con lo scopo di monitorare le attività delle forze russe nella zona. Inoltre, le informazioni acquisite dal Gulfstream, grazie ai sensori di cui è equipaggiato, vengono analizzate e "fuse" in modo automatico, permettendo una rapida ed accurata acquisizione ed identificazione degli obiettivi, target acquisition e target information - al centro della funzione di Early Warning vera e propria - con in più il vantaggio di una copertura radar maggiore grazie al sensore airborne.

L’apparato NATO in Romania diventa di giorno in giorno sempre più consistente, probabile che si preveda un possibile attacco russo alla Moldavia. Ricordiamo che sul territorio romeno è presente il sistema americano AEGIS con missili anti MRBM SM-6, inseriti in celle VLS Mk.41 (le stesse di quelle imbarcate sugli incrociatori della U.S. Navy) che, all’occorrenza, potrebbero ospitare anche i missili da crociera Tomahawk.

Foto: Aeronautica Militare

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