Yemen: altro drone saudita abbattuto. Gli houthi lanciano missile balistico su Jedda

(di Giampiero Venturi)
02/11/16

È il quarto drone in due mesi abbattuto da sistemi antiaereo dei ribelli houthi. Questa volta l’abbattimento del velivolo da ricognizione è avvenuto in pieno territorio saudita, nella provincia dell’Asir, a metà strada tra La Mecca e la frontiera yemenita.

La notizia fa pendant con il lancio di un missile balistico Burkan-1 contro l’aeroporto Abdel Aziz di Jedda, seconda città saudita e porta d’accesso proprio per la città santa islamica, distante meno di 70 km.

Jedda si trova lungo il mar Rosso a circa 700 km dalla provincia del Jizan, teatro di incursioni dei ribelli houthi e ormai così destabilizzata dal conflitto yemenita da non essere più sotto il totale controllo delle forze di Riad.

Benché intercettato dalla difesa aerea saudita, il lancio del Burkan confermerebbe le potenzialità balistiche del fronte sciita, capace non solo di colpire con missili terra-terra basi militari a ridosso del confine con lo Yemen (come succede ormai da due anni), ma di colpire anche a distanze considerevoli le principali città saudite: Jedda conta più di 3 milioni di abitanti. Il dato, più che militare, ha un valore geopolitico e può avere riflessi importanti sul conflitto in corso.

Le notizie dei rovesci militari della Coalizione araba a guida saudita nel  frattempo si susseguono. Solo 48 ore fa, l’ennesima imboscata houthi ai danni di un convoglio militare di Riad nella provincia saudita di Najran, all'altezza del confine fra Yemen e Arabia. Fonti locali parlano di ingenti danni e molti morti in un attacco ad una colonna motorizzata di rinforzo alla Coalizione proveniente da nord.

Di pochi ore fa la notizia di progressi militari del fronte pro Saleh anche nel Governatorato di Ta'izz (l'angolo sud occidentale del Paese), dove le truppe fedeli al sunnita Hadi sarebbero in ritirata dai centri di Al Seed e Al Hasab.

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