Siria: USA e Russia pronte per operazioni congiunte contro l’ISIS a Raqqa

(di Giampiero Venturi)
22/02/17

Report dal fronte di Raqqa parlano di pesanti rovesci per lo Stato Islamico. L’assedio al Califfato prende forma essenzialmente in virtù della campagna Ira dell’Eufrate lanciata dalle SDF (Syrian Democratic Forces), appoggiate dai pesanti bombardamenti aerei della coalizione a guida USA. In queste ore, come segnalano fonti locali, le milizie dello Stato Islamico sarebbero in rotta e in ripiegamento verso Raqqa da est e da nordest. Le SDF starebbero consolidando le posizioni a soli 10 km dall’autoproclamata capitale del Califfato, con lo scopo di isolarla per l’assedio finale.

Le SDF sono una coalizione di milizie armate e supportate dagli USA che contribuiscono direttamente sul terreno anche con circa 500 uomini delle forze speciali. Contrariamente a quanto riferito da molti media che tendono a identificare le Syrian Democratic Forces con le sole forze curde, i reparti combattenti sul fronte di Raqqa sono a maggioranza araba. Il dato è tutt’altro che secondario perché da un lato ribadisce la riluttanza dei curdi a combattere in aree non direttamente collegate all’etnia di origine, dall’altra manifesta le intenzioni della coalizione a guida americana di avere un peso rilevante nella corsa finale contro il Califfato.

Le operazioni aeree americane su Raqqa si sono intensificate al punto che fonti arabe locali, parlano di una città ridotta ormai a un cumulo di macerie.

In parallelo si muove qualcosa sul fronte politico militare. Secondo quanto riferito dal ministro della Difesa russo Sergey Shoigu “la Russia è pronta per operazioni militari coordinate con gli USA” in modo da prevedere un timing esatto per la neutralizzazione definitiva dello Stato Islamico.

Il pallino del gioco è in mano a Washington che continua per il momento l’ambivalente fase di rodaggio seguita all’insediamento del Presidente Trump. Alle fredde dichiarazioni ufficiali riguardo ai rapporti USA-Russia dell’ambasciatrice americana all’ONU Nikki Haley, è seguita la non chiarissima posizione del nuovo segretario alla Difesa USA James Mattis. In sintesi, gli Stati Uniti sono disponibili ad un coordinamento politico per gestire il quadro siriano, ma rimangono ancora riluttanti per una convergenza militare con Mosca.

(foto: QNA)

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