Siria: i turchi calano le carte. Ora puntano i curdi sul fronte di Manbij

(di Giampiero Venturi)
05/03/17

Come prevedibile, la guerra di Ankara contro l’ISIS copre in realtà il vero obiettivo turco: neutralizzare la minaccia curda.

Fonti locali (AMN) segnalano in queste ore colonne di centinaia di mezzi corazzati, diretti nell’area di Manbij, città controllata dalle SDF a circa 40 km dal confine turco.

Manbij ha avuto una grande rilevanza mediatica nello scorso agosto quando le Syrian Democratic Forces guidate dai miliziani curdi dell’YPG liberarono la città dal dominio dello Stato Islamico. Fu la prima grande sconfitta del Califfato sul fronte nord e soprattutto la prima grande vittoria curda, di particolare rilevanza perché politicamente corretta, rispetto alla parallela riconquista delle forze di Assad.

Proprio in concomitanza con la vittoria curda, fu lanciata Scudo dell’Eufrate, massiccia operazione dell’esercito turco il cui primo risultato fu quello di arrestare l’avanzata delle SDF verso ovest e verso nord.

I turchi dopo essersi assicurati la roccaforte dell’ISIS di Al Bab, sono ora ad un bivio: continuare a sud verso Raqqa come annunciato dal Presidente Erdogan o accanirsi contro i curdi fino a respingerli oltre l’Eufrate? Il nome dell’operazione Scudo dell’Eufrate sembra parlare chiaro. Trasporto truppe e veicoli da combattimento dall’inconfondibile livrea beje verde intanto si ammassano verso Manbij.

(foto: Türk Kara Kuvvetleri)

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