L'Ucraina testa i suoi S-300 a ridosso del confine russo. Torna la tensione in Crimea

(di Giampiero Venturi)
01/12/16

Prova di forza del governo di Kiev che mette in atto la tanto criticata esercitazione missilistica ai margini della Penisola di Crimea, annunciata da giorni.

Nonostante l’appello di Mosca, che aveva inoltrato richiesta ufficiale all’Ucraina dissuadendola dal generare ulteriori tensioni nell’area, lo Stato Maggiore di Kiev ha tirato dritto.

Prove di lancio con 16 S-300 sono state effettuate in queste ore (fine prevista per le 16 italiane) ad una distanza non superiore ai 30 km dallo spazio aereo russo.

Il Ministro della Difesa ucraino Poltorak avrebbe confermato il buon esito dei lanci e che l’area interessata avrebbe riguardato la regione di Cherson e il perimetro di acque internazionali prospicente la Penisola di Crimea, di pertinenza russe per quanto riguarda il controllo dello spazio aereo a scopi civili. Obiettivo ufficiale dell’esercitazione sarebbe stata la messa a punto dei sistemi antiaerei dopo i lavori di ammodernamento delle batterie missilistiche coinvolte.

Nonostante le dichiarazioni morbide del Cremlino, che attraverso il portavoce Peskov mette acqua sul fuoco, tutte le forze di Mosca di stanza nella penisola, tornata nella Federazione con il referendum del marzo 2014, sono state messe in stato d’allerta, comprese le unità della Flotta del Mar Nero.

Secondo indiscrezioni russe, alla base della decisione ci sarebbero le difficoltà interne di Kiev, strangolata da una grave crisi economica e sociale e allarmata dagli scenari futuri politici legati all’insediamento del nuovo Presidente USA Trump. In base alle dichiarazioni fatte durante la campagna elettorale il nuovo inquilino della Casa Bianca sarebbe infatti disposto a riconoscere l’annessione russa della Crimea e molto scettico sul rilanciare l’asse con l’attuale leadership ucraina.

(ВМФ)

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