L’invasione pakistana dell'Europa

(di Tiziano Ciocchetti)
26/09/22

Un diplomatico pakistano di alto rango sarebbe stato protagonista di una truffa riguardante la concessione di visti per l’Europa. Il diplomatico in questione, Israr Husain, sarebbe stato coinvolto nel rilascio di visti, a favore di cittadini pakistani, dietro pagamento di tangenti. La denuncia è stata presentata da un alto funzionario pakistano, anch’esso incaricato del rilascio dei visti.

Husain ha ricoperto in passato incarichi importanti, come quello di segretario aggiunto per l’Europa presso il Ministero degli Esteri di Islamabad e ambasciatore presso la sede diplomatica di Praga (incarico da cui ha dovuto dimettersi in seguito all’accusa di corruzione).

Proprio quest’ultima accusa rafforza il sospetto che un gruppo di diplomatici di Islamabad gestisca una truffa a livello globale di passaporti e visti falsi per l’Europa. Episodi simili, in questi ultimi anni, si sono verificati, con una certa frequenza, in diversi paesi europei, al punto di far intervenire il Parlamento Europeo per lanciare un allarme sul ruolo che ricoprirebbe il Pakistan nella “vendita” di visti per l’Unione Europea.

Nel 2020, l’europarlamentare Dominique Bilde aveva accusato il Pakistan di essere a capo di un racket di concessioni di passaporti e visti falsificati. Già nel 2012, l’allora Alto Commissario per il Regno Unito a Islamabad, Adam Thomson, aveva definito il Pakistan “leader mondiale nella falsificazione di visti”. A riprova di ciò, nel 2021, sono state denunciati 4.000 cittadini pakistani che cercavano di procurarsi passaporti utilizzando documenti contraffatti.

Sebbene i dettagli delle attuali truffe non siano stati ancora resi noti, esistono prove documentali che incastrerebbero Husain quale facilitatore per il rilascio di visti e permessi di soggiorno illegali in paesi dell’Unione Europea quali Italia, Repubblica Ceca, Polonia, Spagna. Ancora non si è appurato se i diplomatici pakistani di stanza nei suddetti paesi siano stati coinvolti negli illeciti (le indagini in corso suggerirebbero di sì), tuttavia le prove circostanziali delle tangenti pagate sarebbero in possesso del Governo di Islamabad.

Come scritto in precedenza non è la prima volta che Husain viene accusato di essere la mente di un traffico di esseri umani verso l’Europa. In qualità di ambasciatore in Repubblica Ceca, Husain è già stato oggetto di accuse di corruzione.

Una di queste accuse riguardava l’aver ricevuto una tangente di 1,5 milioni di rupie, da un gruppo di cantanti pakistani, per “facilitare” il loro ingresso e soggiorno a Praga. Nella circostanza sembrerebbe che Husain, una volta ricevuto il denaro, non abbia rispettato gli accordi. Ciò ha portato a una denuncia da parte dell’ambasciatore ceco in Pakistan, con conseguente apertura di un’inchiesta che ha comunque portato all’assoluzione di Husain. Il funzionario a capo dell’inchiesta sarebbe un collega di Husain.

Nel maggio 2020, l’Ufficio del Procuratore di Stato della Bosnia stava indagando su di un considerevole numero di visti (circa 3.000) rilasciati a cittadini pakistani per recarsi in Bosnia. Le indagini sono state condotte dalla Polizia di Frontiera la quale sospettava che i pakistani utilizzassero il territorio bosniaco come punto di raccolta per poi smistare le persone per altre destinazioni europee.

Nel 2021, l'allora primo ministro pakistano, Imran Khan, aveva rimproverato i propri diplomatici per il loro atteggiamento "coloniale" dopo che il Paese era stato costretto a richiamare il proprio ambasciatore e altri sei membri del personale diplomatico dall'Arabia Saudita.

Nel suo tweet, Khan aveva accusato il personale del suo Paese presso la sede diplomatica del Kuwait di aver preso tangenti e di aver creato appositamente "documenti sbagliati”.

Nel recente passato si sono verificati altri casi in cui il personale diplomatico di Paesi come il Sudafrica e lo Zimbabwe è stato scoperto essere in contatto con il racket del traffico globale di esseri umani. Nel 2020, gli inquirenti sudafricani hanno scoperto una rete di immigrazione illegale gestita da un diplomatico pakistano di stanza in Zimbabwe. Un funzionario pakistano dell'ambasciata di Harare, Waqas Ahmad, è stato riconosciuto colpevole di aver fatto entrare illegalmente in Sudafrica tre cittadini pakistani attraverso la città di confine di Beitbridge (Ahmad è stato poi espulso dal Paese per ordine del Governo dello Zimbabwe).

I media sudafricani hanno riportato il coinvolgimento di diversi altri membri del personale diplomatico nel racket dell'immigrazione e in altre attività criminali. Il caso più eclatante è stato quello della rivendita di auto diplomatiche. Questo grave abuso del privilegio diplomatico ha messo a dura prova le relazioni tra i due Paesi. Un'indagine ha portato alla luce che alti funzionari, tra cui l'ambasciatore pakistano in Sudafrica Mazhar Javed e l'ex vice ambasciatore Adnan Javed, erano coinvolti nel lucroso racket. Il Governo pakistano, invece di prendere provvedimenti contro l'ambasciatore e il suo staff, ha scelto di avviare un contro-processo nei confronti del personale dell'ambasciata sudafricana a Islamabad.

L'ultima denuncia del ruolo dei diplomatici pakistani nella truffa dei visti europei è solo la “punta dell'iceberg”, visti anche i sordidi precedenti dei funzionari nel contrabbando di armi, valuta falsa ed esseri umani.

Fonti:

https://www.thenews.com.pk/print/978662-high-ranking-pakistan-diplomat-a...

https://hindupost.in/crime/high-ranking-pak-diplomat-at-the-heart-of-hum...

https://www.nation.com.pk/02-Aug-2022/senior-foreign-office-officer-face...

https://www.ilgiornale.it/news/politica/pakistan-furto-mille-visti-dalla...

https://www.newindianexpress.com/world/2022/aug/01/high-ranking-pakistan...

https://greekcitytimes.com/2022/08/09/european-security-undermined/

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