Israele e Palestina, l’invito declinato

(di Maria Grazia Labellarte)
01/10/16

La scorsa settimana il primo ministro israeliano Netanyahu, durante il suo discorso alle Nazioni Unite, ha formalmente espresso il suo invito al presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) di parlare alla Knesset, il parlamento israeliano a Gerusalemme. Tale invito se accettato sarebbe stato a sua volta, secondo proposta di Netanyahu, contraccambiato tenendo un suo discorso al parlamento dell’Autorità Palestinese, a Ramallah.

Al centro di entrambi i colloqui ci sarebbe stata l’auspicata ripresa dei negoziati diretti e la cessazione dell’istigazione all’odio da parte palestinese, secondo quando affermato dallo stesso primo ministro israeliano. Abu Mazen, tuttavia, ha declinato l’invito offrendo nel dettaglio, le sue spiegazioni proprio alle Nazioni Unite. Secondo la stessa Autorità , infatti, punto cruciale per la ripresa dei colloqui è l’interruzione da parte di Israele "delle attività di insediamento coloniale e di aggressioni alle città, villaggi e campi profughi Palestinesi". In particolare, il presidente ha dovuto ribadire che "i piani espansionistici che Israele persegue attraverso gli insediamenti distruggeranno qualsiasi speranza ancora rimasta in merito alla soluzione dei due Stati sui confini del 1967: gli insediamenti sono illegali sotto ogni punto di vista e in qualsiasi loro manifestazione".

La Palestina, dunque, sempre secondo l’Autorità "continuerà a fare pressione e a consultarsi con i Paesi arabi e con tutti gli altri Paesi per una risoluzione del Consiglio di Sicurezza sugli insediamenti e il terrorismo dei coloni". A tal proposito il primo ministro israeliano ha, invece, elogiato lo sviluppo dei rapporti fra Israele e i Paesi Arabi sunniti dell’area, tra i quali l’Arabia Saudita, uniti dalla lotta contro i nemici comuni Iran e Daech, certi che "i cambiamenti in atto nel mondo arabo offrono un’occasione unica per far progredire la pace".

Il presidente dell’Autorità Palestinese, nel contempo, davanti alla sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha chiesto di proclamare il 2017 anno internazionale per la fine dell’occupazione della Palestina e del suo popolo. L’anno, inoltre, ricorderà il 50esimo anniversario dell’occupazione israeliana avvenuta nel giugno 1967.

(foto: web)