Parigi 13 novembre 2015: nuove tessere nel mosaico del terrore

(di Andrea Pastore)
16/11/15

Da oltre tre millenni l'arte musiva (i mosaici, nda) accompagnano la storia dell'umanità e la sua arte. Una scelta di necessità, all'inizio si trattò di ricoprire i pavimenti in terra battuta, successivamente il bello prese il sopravvento per donare all'intera umanità meraviglie che hanno dell'incredibile.

Arte delle Muse la chiamarono, perché occorreva pazienza per la realizzazione di tale frutto dell'ingegno umano e soprattutto era necessaria una "visione" di insieme che lasciava e lascia sorpresi ed al tempo stesso sgomenti nell'atto della realizzazione. Centinaia di migliaia di tessere colorate assemblate assieme ed in grado di offrire solo alla fine un quadro chiaro del messaggio artistico, dell'allegoria, insomma la traduzione visiva di un pensiero e di una idea.

Il 13 novembre del 2015 ci ha portati forzosamente a guardare un mosaico in via di realizzazione, quello della politica internazionale e delle sue strategie finalizzate al raggiungimento, o forse sarebbe meglio dire al mantenimento del potere. Una serie di attentati in sequenza squassano l'equilibrio serale di una delle più grandi capitali del mondo, Parigi. Centinaia le vittime e di feriti, milioni i terrorizzati ai quattro angoli del globo, è la nuova Guernica di Picasso, l'ennesima? No, non si tratta di un quadro, ma come detto di un mosaico in costruzione con alcune tessere strane se prese singolarmente, ma con il passare delle ore sempre più inquietanti.

L'ISIS ha rivendicato gli attentati, ha posto il proprio bollino di qualità sulla sequenza del nero, ma a ben guardare alcuni aspetti della vicenda risultano poco chiari, per certi aspetti indigesti: come mai gli attentatori dello stadio non sono riusciti ad entrare? Li avevano scoperti afferma qualcuno, ma allora come hanno fatto a farsi esplodere? E soprattutto, in prossimità di un evento con il presidente Hollande presente, come hanno fatto a giungere armi, munizioni ed esplosivo in un area clean?

Poi la sequenza degli attentati cittadini: decine e decine di morti in centro città e non una pattuglia di polizia? Una sala teatrale zeppa di morti e feriti ed un reporter fermo a fare il video invece di correre in strada insieme ad altre migliaia o forse milioni di cittadini, insomma come le pecore al macello, almeno fino a quando non arrivavo le telecamere ed è tempo per la Marsigliese cantata stupidamente a squarcia gola.

Ma spostiamoci al colore verde di questa opera musiva, il colore dell'Islam, di un mondo spaccato al suo interno e vittima di se stesso, un mondo che troppo spesso non condanna atti del genere o lo fa in maniera marginale e ci sarebbe da chiedersi perché, perchè li condivide o perché li subisce? Al pari di uno specchio deformante capace di non far comprendere ai più il vero volto di interessi e poteri terzi spietati e criminali come quello degli Emiri sunniti finanziatori di ISIS, della Turchia di Erdogan base logistica del terrore ed aspirante potenza regionale e non ultima la forza attrattiva della fratellanza musulmana, buona per tutte le epoche e stagioni a fare da falange armata di interessi economici lontani anni luce dalla fede e dalla religione del libro. In ultimo poi bianco rosso e blu che combinati assieme fanno i colori degli onnipresenti Stati Uniti in questo disegno tutti orientati a contenere la nuova intraprendenza russa spezzando qualsiasi possibile accordo tral'UE e Mosca attraverso strumenti differenti, ma coordinati quali il TTIP e le sanzioni, a ciò va aggiunto il disinteresse neo-isolazionista per il fenomeno migratorio e l'intraprendenza antisciita in nome di strane ed ambigue arabe amicizie, un minestrone elettoral-demagogico da film western di terza categoria in nome della falsa e criminale idea dell'unipolarismo strategico ed economico-culturale.

Eccolo il mosaico a tinte fosche a cui le tessere aggiunte in queste ore a Parigi danno una forma ambigua almeno quanto quella di servizi segreti fin troppo "addentellati" con un certo mondo, odia apparire almeno sospetto il fatto che non siano state in grado di prevenire o almeno prevedere le dinamiche che conducono ai sempre più frequenti atti di morte in un occidente talmente vittima da apparire per certi versi stranamente complice.

Che le Muse possano donare dignità e coscienza a chi avrà il dovere di concludere ed interpretare questo lugubre mosaico, nella speranza che il disegno finale non offra ulteriori brutte sorprese.

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