Lettera (scandalosamente) patriottica al presidente Conte

26/10/18

Esimio Presidente del Consiglio, Gentile prof. Conte, Lei ricorda spesso di essere un credente. Chi scrive Le citerà perciò: “Dovunque sia il cadavere, ivi si raduneranno gli avvoltoi”1.

Le parole del Vangelo di Matteo valgano di monito a Lei e a tutti i nostri governanti: è il momento buono (forse un’occasione del genere non capiterà più!) per andare a Riyad e trattare un accordo speciale direttamente con Mohamed bin Salman, che riguardi, a cascata, non solo i nostri titoli di stato, verso i quali il Regno saudita ha una capacità d’acquisto unica al mondo2, ma anche i nostri interessi in Libia dove l’Arabia saudita, attraverso Emiratini e Egiziani oltre che i Salafiti esercita un ruolo importante, i possibili big deals delle nostre imprese negli ambiziosi progetti di MBS per il suo Paese, la nostra politica energetica, una riduzione delle pressioni sulle nostre imprese attive in Paesi non graditi a Washinton e Riyad e, da non trascurare, possibili investimenti monstre dei Sauditi in Italia. Con un simile partner, sarà più facile affrontare lo spread e sostenere lo sviluppo del Made in Italy.

Che le mani di bin Salman siano o sembrino sporche di sangue non ci deve interessare: a parte la considerazione che business is business e che come leader politico Le è capitato e Le capiterà di incontrare di peggio, Mohamed bin Salman attraversa un momento, diciamo così, di “cattiva stampa” e quindi sarà più disponibile che mai, senza porre condizioni irricevibili. Se conosco bene gli Arabi, sarà l’inizio di un’amicizia tra i due Paesi che durerà per decenni, da far impallidire la relazione speciale con la Libia di Gheddafi dopo il 2001 o l’intesa tra Berlusconi e lo stesso Putin. Ma soprattutto Riyad non ci chiederà di metterci contro gli alleati che hanno garantito la nostra sicurezza e il nostro benessere negli ultimi settant’anni, come potrebbero fare altre potenze, né risente dell’influenza di Berlino o Parigi nelle proprie decisioni in Europa, come fa spesso la Cina. Al massimo, fa di tutto per tenere buone relazioni con Washington, che è lontana e non ha niente contro l’Italia in questo momento storico. Last but not least, ogni tanto l’Arabia di MBS pesta i piedi a quella Turchia, guidata dallo statista più scaltro e provvisto della miglior visione strategica dell’ultimo quarto di secolo (un figlio di buona donna, mi perdoni Professore, ma… ad averne, di figli così, in Italia!), che ci ostacola con ogni mezzo nel Levante, in quei progetti energetici fondamentali per il futuro del Paese, dei quali i politici non parlano mai.

Presidente, Lei sarà ancora preoccupato, da amorevole figlio di Santa Madre Chiesa, da quelle mani lorde del sangue di Jamal Khashoggi. Sa che mi sovviene una riflessione? Che senso ha massacrare un povero cristo in un luogo pieno di microfoni e videocamere, conosciuti anche dai bambini del quartiere, quando - lo si è visto benissimo - nelle ore e nei giorni precedenti passeggiava senza scorta in una metropoli mediorientale dove la vita può valere meno di una banconota da cento dollari? Non ho avuto - ancora - il piacere di stringere le mani di MBS, ma forse troverei del sangue. Quello dei membri del suo clan, gli Al Saud, costretti giusto un anno fa, con le buone o con le cattive, a lasciargli le redini del potere e le chiavi della cassaforte di famiglia.

Ma non divaghiamo. Pensiamo a mandare Moavero Milanesi, Trenta, persino Di Maio e Salvini, a Riyad. Ci vada Lei stesso, ché parla inglese ed è capace di intrattenere relazioni cordiali con personalità appena incontrate. Faccia in fretta, prima che calino altri avvoltoi, attratti dal lauto pasto.

Con questo auspicio e sollecito, La ringrazio per il Suo tempo e Le auguro Buon Lavoro!

Dott. David Rossi

1Mt, 24,28.

2Hanno pagato quasi 2 miliardi di dollari - come fossero noccioline - per una partecipazione azionaria in Tesla.

(foto: Presidenza del Consiglio dei Ministri)

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