La parola ai lettori: il caso F35

(di David Rossi)
21/01/19

La questione è strategica come poche altre. Lo si evince cercando su Google “Sputnik F35”: i ben 639.000 risultati (di cui un terzo sulla “difettosità” e un quinto sui “costi”) fanno capire che dalle parti del Cremlino di Mosca qualcuno ritiene la diffusione di questo caccia multiruolo monoposto di quinta generazione un… cavolo molto amaro e non si fa scrupoli a aizzare il popolo dei social media contro la scelta dei governi favorevoli. Come dargli torto? Anche la parte che un tempo si sarebbe definita “atlantica” farebbe carte false per togliere di mezzo gli S400.

Chi scrive si riserva di tornare sul tema F35 (e in seguito sugli S400) con una serie di risposte a questioni aperte dai lettori. Intanto, gustiamoci una carrellata di diverse posizioni, favorevoli, dubbiose o contrarie, tutte argomentate.

Sono favorevole all’F35 perché…

…ha consentito all'Aeronautica militare prima Forza Aerea europea, di introdurre, in linea un aereo di quinta generazione. Alla luce dei vecchi e nuovi pericoli che sarà necessario affrontare in futuro, anche immediato, è stata una scelta oculata. (D.D.)

…ci consente di entrare in nuovi programmi (es, programma Tempest Inglese come protagonisti) alla luce della “guerra" che i "cugini francesi" hanno iniziato nei nostri confronti la riduzione del numero di esemplari è frutto della visione "insufficiente" del governo giallo-verde dal punto di vista geo-politico. (D.D.)

…ci ha consentito di entrare a far parte di un ristretto gruppo di nazioni che possono vantare un'aviazione di livello superiore, anche se ritengo che l'adesione al programma sia stato troppo ambizioso per un paese come l'Italia e che ci abbia però condannato a dover rinunciare ad ammodernare altri strumenti militari ugualmente importanti. Mi trovo in linea con Gran Bretagna da una parte, Francia, Germania e Spagna dall' altra nel perseguire un programma per i caccia di sesta generazione che coinvolga le industrie nazionali. Da considerare inoltre il riposizionamento della amministrazione USA, che non considera più l'alleanza con i paesi europei importante come un tempo e rende quindi indispensabile essere il più possibile indipendenti in un settore decisamente strategico quale è la difesa. (C.M.)

…l'F35 è certo un velivolo con pochi eguali. Semmai c'è da chiedersi se l'Italia possa davvero permettersi due linee di caccia sofisticati (Typhoon e F35), quando aeronautiche di Paesi più ricchi come Francia e Germania, con bilanci della difesa più importanti, hanno scelto la "mono" linea (Rafale e Typhoon), con enormi vantaggi logistici… Ma risparmiare si può: l’Aeronautica può fare benissimo a meno degli F35B; magari meglio darne due o tre in più alla Marina (15 sono pochini ipotizzando un impiego di trent’anni). Con 30 F35A ad Amendola e 30 a Ghedi e qualche aereo (5/6?) per l’attrition rate avremmo comunque una ragguardevole forza d’attacco. Produrremmo 84 aerei invece di 90, salvando la Faco, ma risparmiando un miliardo, da riversare su altri non meno importanti programmi della Difesa (Freccia 2, Dardo 2, Camm, Vulcano, ecc.). (M.C.)

…credo sicuramente il velivolo sia una grande macchina e proietta la forza aerea in un’altra dimensione ed in un futuro dove la tecnologia sarà sempre più indispensabile. Inoltre, in Italia assetti tipo Tornato e Amx Ghibli stanno avviandosi verso la loro fine operativa causa la loro età. È innegabile che la loro fine debba coincidere con l’acquisto di un nuovo aereo e indubbiamente a mio parere è una macchina eccezionale e calza perfettamente per la necessità attuale dell’arma aeronautica. Avere un aereo così porta indubbiamente vantaggio tattici e tecnologici indiscutibili, il pilota fulcro dell’aereo è rimandato alla gestione del volo ed alla raccolta dati da condividere con altri assetti marittimi e terrestri, inoltre la tecnologia stealth ed i sistemi d’arma lo rendono una formidabile macchina da guerra in combattimenti aria-aria e aria-terra. Questo aereo è certamente un’opportunità da non farsi scappare che renderebbe più sicuri non solo i nostri confini ma anche le nostre forze armate sempre più impiegate nei più disparati teatri operativi e ci eleverebbe a partner di primo livello con le altre forze armate europee. Mi faccio una domanda però perché non integrare questo formidabile aereo con l’ottimo M-346 Master, magari concentrando l’acquisto degli F-35 per quei reparti che svolgono missioni d’attacco in profondità o missioni SEAD sostituendo il Tornado e magari lasciare i compiti del buon Ghibli essendo un’ottima piattaforma per l’appoggio aereo ravvicinato. Mi immagino quindi una forza aerea con EF-2000 Tifone, F-35 Lighting II e M346 Master (o F/A) con una distribuzione dell’F-35 più calibrata e con un occhio di riguardo al prodotto di eccellenza made in Italy. (S.C.)

…basterebbe solo la “Situational Awareness” che questa piattaforma aerea garantisce al pilota per considerarla non una semplice opportunità, ma una ricchezza di cui andare orgogliosi. Piloti con migliaia di ore ai comandi di F/A-18A-D Hornet, F-16A-B Fighting Falcon/Viper and F/A-18 Super Hornet sono rimasti stupiti dalla manovrabilità e dalle capacità operative di questa strepitosa macchina da guerra (non ci si vergogni di dire che è un mezzo pensato per la guerra!). Penso sia veramente deplorevole che per una cieca e stupida ideologia si siano censurati tutti gli eventi cardine legati all'F35 e si continui a fare l'impossibile per non parlare di questo velivolo di quinta generazione, come se fosse chissà quale tabù. Per esempio, quanti in Italia sanno che siamo stati i primi in Europa ad avere ottenuto la “Initial Operational Capability “? Ma si sa in certi salotti e in certa stampa si preferisce enfatizzare (pure con un incomprensibile compiacimento) i primati in negativo che il nostro Paese colleziona. (A.)

…pare che sia un asset strategico in grado di cambiare l'approccio alle tattiche di guerra del prossimo futuro, non solo in cielo. E forse persino la strategia (concetto di "sciame aereo"). Data la capacità tecnica dei produttori c'erano pochissimi dubbi al riguardo. Quello che deve far riflettere è, secondo me (nell'ordine): 

  • L'ostracismo fino al sabotaggio mediatico tentato da vari detrattori pro-Russia, soprattutto a livello tecnico, che hanno trovato sponda in una platea ampia… Una cosa che deve far accendere, a mio avviso, qualche spia d'attenzione. Politicamente ci sta, fa parte della dinamica democratica, che ci sia chi è a favore del taglio delle spese militari fino all'eliminazione delle intere FFAA: te lo aspetti (come scriveva Kafka). Quello che non t'aspetti è che giornalisti di testate nazionali e non solo, appoggino la cosa, e arrivino a sollecitare pure accordi per l'acquisto di aerei ed armi russe. Tralascio per decenza le proposte autarchiche, tipo la navalizzazione del M346. Una cosa comica se non fosse tragica.
  • Politicamente il governo è preso in mezzo a un guado di assai difficile attraversamento, dato che appare chiaro (almeno spero...) che l'F35 sia un aereo da attacco. Questo determina lo smascheramento di motivazioni geostrategiche ed economiche precise, dettate dalla necessità di proiettare la nostra fanteria leggera più o meno blindata e le nostre navi, in luoghi deputati nel prossimo futuro a rifornirci di gas e petrolio, oltre a garantire alcune rotte navali essenziali. Questa verità potrebbe non piacere a chi, nel governo, vede solo la difesa dei confini nazionali, al massimo, come lo scopo delle nostre FFAA. Così come quella che vede l'Italia sostanzialmente determinata a partecipare, volente o nolente, a qualsiasi operazione NATO. Da qui la necessaria integrazione tecnica. Ma vallo a far capire.
  • Tecnicamente parlando, ancora una volta attendiamo che Israele verifichi le reali capacità belliche di questo sistema/aereo USA, come quasi sempre accaduto in passato, facendogli sfidare i nuovi sistemi AA russi installati in Siria, che tutti descrivono come micidiali ma che ad oggi non mi pare abbiano abbattuto alcun che. Temo comunque che presto avremo di che parlare. Ad oggi sappiamo che l'F35 ha partecipato a un paio di missioni con successo, e che sta quasi stabilendo un record di affidabilità operativa, e che nelle Red/Green flag ha fatto strage di aggressors. (A.S.)

…ritengo che l'Italia non possa rinunciare a un progetto del genere, tenuto conto che è uno dei paesi che si trova al livello 2 di partecipazione del programma JSF e per l'instabilità in particolare dell'area mediterranea. Tralasciando l'aspetto delle maestranze impiegate e il relativo mondo delle aziende coinvolte, alle quali si dovrebbe concedere uno spazio a parte, credo che sia ora che il nostro apparato politico indichi finalmente quale siano le linee guida per affrontare le sfide nel settore industriale e tecnologico che riguardano il concetto di difesa. Se ciò non verrà preso in esame saremmo costretti a vedere le nostre forza armate a ripare le buche di Roma come indicato dal Movimento 5 stelle. (M.S.)

…attendere la partecipazione al cosiddetto caccia di sesta generazione europeo è sperare ancora nel libro dei sogni quando sappiamo bene che da un lato abbiamo il governo attuale e dall’altro che i franco tedeschi non ci vogliono e che gli americani hanno in riserbo per il futuro il vero caccia di sesta generazione che noi europei non saremo mai in grado di equivalere. Sono sempre stato favorevole all’F35: non ne ho sopportato la riduzione nel numero da 131 a 90 e più di una volta mi son chiesto se non fosse stato meglio costruire almeno altri 15 F35 nella versione B a decollo verticale da destinare all’Aeronautica Militare in modo che codesta Forza Armata disponesse di 90 caccia e non di soli 75. Io parlo comunque del libro dei sogni con un governo “pacifista” come quello che ci ritroviamo oggi. (G.S.)

…riguarda, la nostra politica interna, la geopolitica in seno all'Europa, alla NATO ed ai rapporti diretti con gli U.S.A., la nostra sicurezza ed intelligence, la nostra economia ed in fine anche la nostra industria intesa come crescita del nostro know-how.

Ho dubbi…

…circa il sistema ALIS specialmente per quanto riguarda la mancanza (fino ad ora) di backup. In un epoca di possibile cyber war la considero una pecca pericolosa per la gestione della flotta e delle missioni. Anche la dipendenza da un sistema in "mano" ad altri anche se alleati non mi rassicura. Inoltre, il numero ridotto considerando addestramento e manutenzioni non garantisce una adeguata copertura delle sostituzioni di Tornado, AMX e Harrier. (G.C.)

Sono contrario perché...

…oramai anche il Pentagono lo ammette, è notizia di oggi, certo, lo dicono smussando gli angoli, fra le righe, ma è innegabile il fallimento fra l'enorme spesa in rapporto ai risultati. Ad oggi perfino Israele quando lo utilizza in missioni operative deve "prevedere" dei F16 come "guardie del corpo", il ché dice tante cose su quanto sia potenzialmente vulnerabile per essere un caccia di 5° generazione… dopo tutto il tempo passato e le astronomiche spese. (A.S.)

…citando Pierre Sprey, l'ingegnere che disegnò F16 ed A10 parlando di F35, una cosa sono le esigenze di un caccia, altro sono le esigenze di un caccia imbarcato, altro ancora sono le esigenze dei velivoli per missioni SEAD, altro sono gli aerei per la guerra elettronica, altro ancora sono gli aerei per il CAS. Non è possibile trovare un compromesso unico, per un singolo velivolo, in modo che svolga tutti questi ruoli.
…è un pessimo caccia, in quanto non è agile e poco manovrabile.
…non è idoneo al supporto aereo tattico perché è troppo veloce, consuma troppo carburante, è troppo infiammabile, ha poco payload, è troppo vulnerabile alla contraerea ed è facile d'abbattere.
…è un pessimo cacciabombardiere, perché la stiva interna è troppo piccola, con i carichi esterni ha un'alta RCS.
…la vernice stealth é solubile agli agenti atmosferici, specie l'umidità e salinità.
…la sua manutenzione è legata ad Alice, un sistema informatico dipendente dalle fragili telecomunicazioni satellitari.
…non è invisibile, anzi è perfettamente visibile ai radar in bassa frequenze della difesa aerea cinese e russa.
…è più lento, meno armato e meno manovrabile, dei Sukoi russi e cinesi.
…è molto vulnerabile in coda ai pod infrarossi IR dei Sukoi, avendoF35 il postbruciatore caldissimo.

…ha poi problemi con: il casco, il delay di 5sec delle telecamere, gravi difetti in affidabilità del motore, sensori IR obsoleti, bug nell'avionica che impongono il riavvio dei computer in volo, oltre a problemi strutturali dopo 4000ore di volo. (M.N.)

…acquistiamo un aereo prodotto in Usa con scarsi ritorni industriali per l’Italia, a scapito di prodotti europei con importanti ritorni economici per noi. Ma, soprattutto, acquistiamo un oggetto di cui non avremo mai il controllo, le chiavi di accensione restano in mano agli Usa. Un harakiri insomma. (P.C.)

...per ora è un aereo, lento, poco manovrabile, poco armato (sia per il ruolo di caccia ed ancor più di cacciabombardiere) affetto da enormi problemi di affidabilità a tutti i livelli, dal casco al motore passando per i serbatoi. 
…la struttura di Alis e del sistema di missione implica una totale rinuncia (dell'Italia) alla sovranità sull'aereo.
…le ricadute economiche sono totalmente sproporzionate all'investimento.
(L.M.)

Lascio la conclusione a due lettori molto “inspiring”:

L'aereo più pazzo del mondo: F35 ITALIA. Hanno scritto di tutto e di più. Personalmente sono innamorato, oltre che l'aspetto tecnologico, è la costruzione industriale che più al mondo mi ha illuminato; mi spiego: il progetto nasce dalla tecnologia americana i primi due partner sono i Britannici e gli Italiani, altri amici Olandesi, Canadesi, Turchi, Australiani, Norvegesi e Danesi. Questo il gruppo iniziale. Riflessione: Tedeschi e Francesi dove sono? Non ci sono nel progetto due protagonisti industriali e di forte peso politico. La domanda sorge spontanea: perché? Forse per sviluppare progetti Europei? O forse per non essere vincolati dagli Americani? Gli aggiornamenti degli aerei dipendono dagli Stati Uniti i quali sono gli unici, a parte Israele con i suoi F35I, ad avere la chiave. Qualcosa si è rotto nel cristian club? A mio avviso sì; gruppo "Americano" e gruppo Francotedesco, questo chiarisce molte cose a livello Europeo: le beghe tra Italia e Francia, l'abbandono di Bruxelles ormai binazionale, il comportamento dei politici. F35 un aereo che ha illuminato il mondo, ha chiarito gli schieramenti, adesso sappiamo chi lo vuole togliere di mezzo e perché. Perché dare tanto vantaggio tecnologico all'Italia unico paese Europeo assemblatore? Perché lasciarci STX? Se guardiamo solo ad un contesto nazionale questo aereo forse non ci serve, ma se vogliamo un'Italia internazionale è necessario. Se sono un Eschimese e voglio regalare alla mia tribù un F35 e so che lo costruiscono in Italia, visto che è il massimo della tecnologia conosciuta e gli Italiani lo sanno "fare" magari sanno anche “fare" altri prodotti tecnologici, magari navi ed elicotteri, magari compero anche quelli? Non bruciamo questa occasione: è più facile progettare un UAV partendo da un F35 che da un F104 e non dimentichiamo che in dote ci è arrivata la Westland e che gli elicotteri presidenziali americani sono ("dovevano essere", ndr) di Leonardo... (L.)

Cara Difesa Online, credo di essere un lettore medio, con competenze non specialistiche nel settore difesa, ma interessato all’argomento.
Istintivamente sarei portato a pensare che investire in tecnologia sia sempre vantaggioso tuttavia credo di disporre di pochi elementi solidi su cui riflettere.
La questione è sempre stata posta come F35 o no, conviene o no, oppure, meglio questo o quello.
Non ho mai avuto l’occasione di leggere un articolo che illustrasse quale sia il modello globale di difesa atteso e di come questo venga modificato dalla presenza di aerei ad altissima tecnologia.
Ad esempio, disporre di F35 ci permetterà di investire di meno in mezzi corazzati artiglieria, soldati o logistica?
Ci permetterà di avere un numero minore di aerei o ci fornirà acquisizioni di know how che indipendentemente dall'indotto legato agli impianti di Cameri impattino in settori produttivi?
Dovremmo valutare diversi sistemi d’arma come missili basati a terra?
Cosa serve realmente per la tutela degli interessi fuori dai confini nazionali?
Penso che tutti questi elementi debbano entrare in gioco nella valutazione globale e spero di potere finalmente capire di più.
Ovviamente con la speranza che i decisori siano saggi e liberi da conflitti di interesse.
(L.M.)

Foto: U.S. Air Force

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