Lettera a Difesa Online: nella selezione per l'Arma lo psichiatra avrebbe valutato un candidato in 4'

05/12/18

Egr. dott. Cucco, grazie per la disponibilità ad ospitare nel Suo giornale un’esperienza di vita, vissuta di recente da un mio congiunto, in occasione della partecipazione al “Concorso per esami e titoli per il reclutamento di 2000 allievi carabinieri in ferma quadriennale”, in corso di svolgimento, presso il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri - Centro Nazionale di Selezione e Reclutamento, sito in Roma, Viale di Tor di Quinto n. 153.

In questi giorni, presso il centro su indicato, si stanno svolgendo le prove di efficienza fisica, gli accertamenti psico-fisici e gli accertamenti attitudinali per i giovani aspiranti che hanno superato le prove selettive in forma scritta. Giovani candidati provenienti da ogni parte d’Italia, carichi di speranza e con lo scopo preciso di arrivare a vestire la divisa dell’Arma dei Carabinieri.

Di questo sono certo, perché l’ho sentito sia direttamente dalle affermazioni del mio congiunto e sia visto attraverso l’impegno costante, profuso dallo stesso, verso lo studio e la cura dei particolari volti al superamento delle diverse prove che lo attendevano.

Mi sforzo di essere il più oggettivo possibile, per quanto umanamente mi è possibile, facilitato oltretutto dalla mia esperienza, ormai quarantennale, di Docente di scuola secondaria superiore e quindi a contatto con giovani dell’età o quasi del candidato o dei tanti candidati al reclutamento in oggetto.

Il giovane candidato, dopo aver superato le prove scritte, con equilibrato entusiasmo e con i piedi ben saldi a terra, nonostante la giovanissima età, apprende della convocazione per le prove di efficienza fisica e per gli accertamenti psico-fisici e attitudinali e per i quali si reca a Roma. Non nego che, per chi come il mio congiunto, provenendo da luoghi alquanto distanti, il fatto, comporti una spesa non indifferente, considerando viaggio, vitto e alloggio per 7 giorni. Ma di certo non sono questi gli ostacoli per chi vuole percorrere la strada per arrivare a vestire la divisa dei Carabinieri.

Nelle prove che si susseguono, il giovane si confermava con buoni risultati e la speranza di farcela si trasformava sempre più in certezza. Personalmente a quel punto ne ero convinto anch’io!

Ahimè! L’intervista che il giovane svolge dallo PSCHIATRA lo vede soccombere (scusi l’espressione).

Di certo, conoscendo il giovane, non mi capacito ancora della diagnosi sottoscritta dallo PSCHIATRA, “ANSIA DA PRESTAZIONE”, perché disconoscevo in lui problemi legati a stati di emotività o ansie particolari. Mi destavano ancor più perplessità le conclusioni, così immediate alle quali e in soli 4 minuti era pervenuto il medico specialista esaminatore.

Il mio giovane congiunto mi ha poi precisato che non era affatto ansioso, che non si sentiva per niente teso e che avvertiva solamente la seria e importante prova e che con serietà, appunto, l’ha affrontata.

Di fatto questa lettera la scrivo, perché conosco il giovane, perché so quanto serio e rispettoso è sia degli altri e sia delle regole... e senza voler nulla togliere allo specialista che lo ha in 4 minuti esaminato, sono certo che si è sbagliato e di molto.

Non voglio mettere in dubbio la professionalità dell’esaminatore, posso solo comprendere che in tempi così ristretti risulta assai difficoltoso stilare una diagnosi veramente rigorosa e oggettiva, però, gentile Direttore, non posso giustificare una simile leggerezza, soprattutto quando si vanno a selezionare dei ragazzi che attraverso il loro comportamento dovranno essere d’esempio verso la gente comune.

Rappresentano lo Stato!

Tale decisione risulta ancor meno giustificabile, per chi ha creduto di aver fatto il proprio dovere e tutt’ora non riesce a capire dove ha sbagliato e perché è stato escluso!

Vorrei che il Generale Comandante dell’Arma dei Carabinieri leggesse questa lettera per potergli chiedere:

È possibile in pochi minuti giudicare un candidato non idoneo per “ANSIA DA PRESTAZIONE?

Signor Generale, quanti ragazzi oggi in Italia si trovano nella medesima condizione, incerti del loro futuro e soprattutto non in grado di comprendere il significato di un giudizio, incomprensibile all’origine?

Grazie e cordiali saluti

Lettera firmata

   

Caro professore, la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza familiare con i lettori di Difesa Online.

Il Comando Generale dell'Arma, contattato per il suo caso, tiene a sottolineare come - anche alla luce dei recenti scandali in altri concorsi pubblici - si ponga sempre la massima attenzione alla correttezza delle procedure di selezione ed alla professionalità del personale impiegato.

Come per qualsiasi procedimento amministrativo, esiste la facoltà di ricorrere alla giustizia amministrativa. Perché possa valutare tale opportunità ho chiesto all'avv. Fameli, nostro esperto di diritto amministrativo, di scrivere un articolo sulla questione (link in basso).

Spero di esserle stato di un qualche aiuto.

Un cordiale saluto

Andrea Cucco

Leggi: "Mancata ammissione a seguito di accertamenti psico-attitudinali: quando è possibile fare ricorso?"

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